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	<title>BlogSera</title>
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		<title>Gianni Alemanno: 4</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 14:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2010/07/gianni-alemanno.jpg"><img src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2010/07/gianni-alemanno.jpg" alt="Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno" title="Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno" width="86" height="120" class="alignleft left size-full wp-image-519" /></a> &#8220;<em>Non c&#8217;è alcun pedaggio sul Gra. Se qualcuno mette qualcosa sul raccordo per far pagare il pedaggio, vado io con la macchina e la sfondo</em>&#8220;. A parlare non è Giggi er Bullo o il Monnezza, ma Gianni Alemanno, il sindaco di Roma capitale. I bellicosi intenti scaturiscono dai nuovi aumenti tariffari sulle autostrade e sui raccordi Anas, che arrivano a toccare il 20% (una ulteriore tassa sugli automobilisti, già gravati dalle altissime accise sui carburanti). Il GRA, cioè il Grande Raccordo Anulare, è dei romani e non si tocca; eventuali caselli saranno buttati giù. Questa, in sostanza, la posizione del tribuno Alemanno a cui la Lega ha risposto per le rime: &#8220;Alemanno faccia pure, purché poi rifonda i danni e purché non usi l&#8217;auto blu pagata dai contribuenti&#8221;. Anche senza caselli, i rincari ci sono e verranno pagati: 1 euro in più per le vetture e 2 euro in più per i mezzi pesanti che entrano e escono dal raccordo passando per i 9 caselli autostradali.<br />
Alemanno, uno dei cosiddetti colonnelli di An, aveva esordito bene; di lui, si era percepito un profilo di politico laborioso ed attento quando era stato ministro delle politiche agricole dal 2001 al 2006. Prima che si assopisse sul berlusconismo, in lui avevano confidato molti moderati, poco propensi al <strong>berluscottimismo</strong> e più disposti al dialogo ed alla ponderatezza. Purtroppo, strepiti, proclami, populismo, propaganda chiassosa e becera hanno contaminato l&#8217;immagine di Alemanno (l&#8217;immagine sia chiaro, perché la sostanza è ardua da conoscere). Fra Cicchitto che strepita come quando era un socialista lombardiano (cioè di sinistra), l&#8217;ex Radicale Capezzone che continua col tono della Sibilla senza incertezze, Bondi a cui tutto fa orrore tranne gli slogan pronunciati quando militava nel Pci ed il sorriso ceramicato del capo, Alemanno si è sentito in dovere di alzare la voce, modulandola sui toni di un borgataro incazzato.<br />
Brutta caduta di stile, soprattutto per chi lo ricorda mentre frignava contro l&#8217;enorme buco lasciato dai predecessori (solita recita di tutti i nuovi governanti), o mentre petulava per ottenere una sovvenzione statale (vizietto dei sindaci di destra, da Catania in su) di 500 milioni di euro annui (cioè 1000 miliardi di vecchie lire) per riassestare il bilancio di una capitale che lo ha scelto come guida.<br />
Alemanno, se si sceglie di fare i duri e puri, non ci si può attaccare alla saccoccia di Pantalone per invocare la paghetta con cui farsi belli. E, di milioni, a Roma capitale ne sono stati accordati 300 all&#8217;anno (600 miliardi delle vecchie lire) dai contribuenti italiani.<br />
Con buona pace della Lega sempre pronta a difendere con le chiacchiere chi paga il carrozzone.</p>


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		<title>Il Fatto parte alla grande</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 13:31:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di questi tempi, far nascere in Italia un nuovo quotidiano è un&#8217;iniziativa folle. Fra crisi economica, strapotere televisivo e concorrenza di Internet, l&#8217;impresa rischia di fallire prima di vedere la luce. Eppure, Antonio Padellaro (il direttore), Marco Travaglio, Peter Gomez ed altri impavidi giornalisti hanno compiuto l&#8217;azzardo. Il nuovo quotidiano non ha una diffusione capillare, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2010/07/il-fatto-quotidiano.jpg" alt="Il Fatto Quotidiano" title="Il Fatto Quotidiano" width="255" height="104" class="alignleft left size-full wp-image-513" /> Di questi tempi, far nascere in Italia un nuovo quotidiano è un&#8217;iniziativa folle. Fra crisi economica, strapotere televisivo e concorrenza di Internet, l&#8217;impresa rischia di fallire prima di vedere la luce. Eppure, Antonio Padellaro (il direttore), Marco Travaglio, Peter Gomez ed altri impavidi giornalisti hanno compiuto l&#8217;azzardo. Il nuovo quotidiano non ha una diffusione capillare, non si giova molto della pubblicità (anche per quanto riguarda la raccolta), va controcorrente. Eppure continua ad uscire e ad informare con coraggio. Fino a qualche giorno fa, però, si avvertiva la mancanza della sua costola web, poiché è proprio sulla Rete che le posizioni degli animatori de Il Fatto trovano più entusiastici riscontri. Dal 22 giugno 2010 la lacuna è stata colmata con una edizione online diretta da Peter Gomez.<br />
L&#8217;indirizzo web del sito è: <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/">http://www.ilfattoquotidiano.it/</a></strong>.<br />
La partenza dell&#8217;iniziativa è stata bruciante: chi ha tentato di collegarsi nei primi giorni ha dovuto sopportare lunghe attese, non sempre confortate dalla visualizzazione delle pagine. I click degli utenti internet sono stati decine di migliaia e probabilmente hanno colto di sorpresa i promotori dell&#8217;iniziativa.<br />
A distanza di una settimana, può essere già tracciato un primo bilancio. La piattaforma software usata è WordPress MU, cioè multi-utente, a cui sono state apportate poche modifiche: numerosi sono già i blog di persone note e meno note che hanno voluto salire sulla barca (anzi, sul veliero) di Travaglio &#038; C.<br />
Il sito Alexa (<a href="http://www.alexa.com/siteinfo/ilfattoquotidiano.it">http://www.alexa.com/siteinfo/ilfattoquotidiano.it</a>) fornisce cifre notevoli sui primi giorni in Rete: in base ai dati odierni (1° luglio 2010) nell&#8217;ultima settimana l&#8217;edizione online del Il Fatto Quotidiano figura fra i primi 6,412 siti nel mondo e fra i primi 714 in Italia, un risultato paragonabile a quello di BeppeGrillo.it, uno dei principali blog a livello internazionale. Va rilevato, inoltre, che Alexa.com basa le sue rilevazioni soprattutto sui navigatori stranieri; pertanto, la curiosità verso il nuovo sito ha trovato una poderosa sponda oltre l&#8217;utenza nazionale che, in proporzione, sembra addirittura inferiore a quella manifestata negli altri Paesi. Una ulteriore dimensione del successo viene offerta da Google Trends, il sito di Big G che offre una rilevazione più accurata poiché trae le sue statistiche dai dati di Google Analytics. Benché i risultati vengano aggiornati lentamente (<a href="http://trends.google.com/websites?q=ilfattoquotidiano.it&#038;geo=all&#038;date=all&#038;sort=0">il grafico</a>), non si dovrebbe essere lontani dal vero se si calcolano già in 80-100.000 i lettori che ogni giorno consultano Il Fatto Quotidiano online.<br />
Le fondamenta per un lavoro limpido e utile ci sono tutte, partendo dalle premesse poste dal direttore Peter Gomez: &#8220;<em>Eccoci, siamo qui. Da oggi dovrete fare ogni giorno i conti con noi. Anche sul web. Abbiamo voluto e immaginato un sito dove tutti possano raccontare o sapere quello che gli altri non dicono. Dove la Rete invia notizie, commenti, fotografie e filmati che verranno analizzati ad uno ad uno con cura per poi essere eventualmente riproposti. Un sito senza censure, bavagli o padroni. Senza finanziamenti pubblici, ma aperto a chiunque abbia qualcosa d&#8217;interessante da dire. Un sito in cui niente è a &#8216;riproduzione riservata&#8217;, ma tutto può essere copiato e riutilizzato, a condizione che venga citata la fonte.</em>&#8221;</p>


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		<title>Crollo degli investimenti</title>
		<link>http://blog.dossier.net/crollo-degli-investimenti/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 12:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In base alle rilevazioni dell&#8217;Istat, le spese per gli investimenti fissi lordi in Italia sono scese del 12,1 % nel 2009. Si tratta di un crollo, poiché da 17 anni (cioè dal 1993, quando si ebbe un dato di -11,5%) non si verificava un calo così marcato. La diminuzione avvenuta nel 2009 segue quella registrata [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>In base alle rilevazioni dell&#8217;<a href="http://www.istat.it/">Istat</a>, le spese per gli investimenti fissi lordi in Italia sono scese del 12,1 % nel 2009. Si tratta di un crollo, poiché da 17 anni (cioè dal 1993, quando si ebbe un dato di -11,5%) non si verificava un calo così marcato. La diminuzione avvenuta nel 2009 segue quella registrata nel 2008 (-4%). La contrazione della spesa ha interessato tutti i settori dell&#8217;economia, anche se è stato quello agricolo il più danneggiato (-17,4%), seguito dal comparto industriale con una diminuzione del 14,9%. Per il settore dei servizi &#8211; che concentra il 68,1% degli investimenti totali e che comprende l&#8217;acquisto delle case &#8211; è stato rilevato un abbassamento del 10,6%.<br />
Che cosa significano questi dati? Che nello scorso anno in Italia gli stranieri hanno fatto minori investimenti (quindi, il Paese è divenuto meno &#8220;allettante&#8221;) e che i residenti hanno stretto i cordoni della borsa. Non è azzardato ipotizzare che le risorse spese per gli investimenti fissi (strutture, capannoni, macchinari, impianti vari) siano calate anche per una ridotta fiducia nel futuro, oltre che per gli effetti della crisi economica. Le imprese nazionali sono in stand by o delocalizzano la produzione (cioè la trasferiscono in Paesi dove il lavoro costa meno); gli stranieri ci stanno abbandonando. L&#8217;Italia potrebbe offrire molto grazie alla sua posizione strategica al centro del Mediterraneo ma, se non si garantiscono certezza del diritto, pace ed equilibrio sociale, efficienza nelle comunicazioni, minore pressione fiscale, rischia di restare una bella donna evitata da tutti perché non affidabile.</p>


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		<title>Era ora!</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 17:26:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era ora! Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha calato la scure sul caso Aldo Brancher, il neo ministro per l&#8217;attuazione del federalismo che ha invocato il legittimo impedimento (fino al 7 ottobre) pur di non comparire nel tribunale di Milano, dove deve rispondere dell&#8217;accusa di appropriazione indebita e ricettazione nell&#8217;ambito del processo sulla fallita [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2010/06/giorgio-napolitano.jpg" alt="Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano" title="Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano" width="200" height="190" class="alignleft left size-full wp-image-507" /> Era ora! Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha calato la scure sul caso Aldo Brancher, il neo ministro per l&#8217;attuazione del federalismo che ha invocato il legittimo impedimento (fino al 7 ottobre) pur di non comparire nel tribunale di Milano, dove deve rispondere dell&#8217;accusa di appropriazione indebita e ricettazione nell&#8217;ambito del processo sulla fallita scalata a Banca Antonveneta da parte della Bpi.<br />
&#8220;<strong>In rapporto a quanto si è letto su qualche quotidiano questa mattina, a proposito del ricorso dell&#8217;on. Aldo Brancher alla facoltà prevista per i ministri dalla legge sul legittimo impedimento, si rileva che non c&#8217;è nessun nuovo Ministero da organizzare in quanto l&#8217;on. Brancher è stato nominato semplicemente ministro senza portafoglio</strong>&#8220;. Questa la nota del Quirinale che è intervenuto in modo irrituale in una vicenda che coinvolge le istituzioni, ma su cui il Presidente della Repubblica non era tenuto a pronunciarsi. Segno evidente &#8211; questo &#8211; che è stato oltrepassato il segno e che la più alta carica del Paese ha avvertito il dovere morale della chiarezza.<br />
Era ora che qualcuno parlasse, era ora che dal &#8220;palazzo&#8221; si levasse una voce onesta e ferma come quella di tanti italiani accortisi subito della nomina strumentale a favore dell&#8217;ex manager Fininvest.<br />
Quella di Napolitano non è stata l&#8217;unica condanna (i finiani e l&#8217;opposizione hanno espresso critiche e disappunto). Ma è quella più autorevole e rappresentativa dei cittadini. Dopo aver supinamente controfirmato leggi e decreti di dubbia costituzionalità e sicura convenienza extra-politica (&#8220;E&#8217; la legge che me lo impone&#8221;), finalmente il Quirinale ha deciso di dare una sostanza alla prima carica dello Stato, che non è solo forma ed avallo, ma che deve essere di concreta garanzia e rappresentatività.<br />
Ovviamente, nessuno può predire se questa presa di posizione sia il preludio di un auspicabile nuovo corso. Però, almeno per questa sera, illudiamoci di vivere in una società ancora capace di reagire e di dire &#8220;basta&#8221;.</p>


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		<title>La stampa nazionale: 1</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 06:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Nazionale italiana di calcio perde per 3 a 2 contro la Slovacchia e la parola &#8220;vergogna&#8221; affolla i titoli della stampa. Poco più di una settimana fa viene nominato un ministro senza portafoglio e senza plausibile motivazione (nonché compito) ed il vocabolo più colorito è &#8220;misterioso&#8221;. Ma come? Tutti sono pronti a indignarsi per [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2010/06/aldo-brancher.pg_.jpg" alt="Il neo-ministro Aldo Brancher" title="Il neo-ministro Aldo Brancher" width="177" height="177" class="alignleft left size-full wp-image-497" /></p>
<p>La Nazionale italiana di calcio perde per 3 a 2 contro la Slovacchia e la parola &#8220;vergogna&#8221; affolla i titoli della stampa. Poco più di una settimana fa viene nominato un ministro senza portafoglio e senza plausibile motivazione (nonché compito) ed il vocabolo più colorito è &#8220;misterioso&#8221;. Ma come? Tutti sono pronti a indignarsi per un pallone non andato a segno e nessuno grida allo scandalo quando il premier Berlusconi sceglie un suo ex top manager (Fininvest) per affidargli il neo-dicastero per l&#8217;Attuazione del federalismo? Nessuno batte i pugni sul tavolo per contestare la sospetta convenienza dell&#8217;investitura, visto che lo stesso Brancher avrebbe dovuto presentarsi una settimana dopo davanti ai giudici del tribunale di Milano per rispondere dell&#8217;accusa di ricettazione e appropriazione indebita nella scalata all&#8217;Antonveneta? Possibile che nessuna testata abbia avuto il coraggio ed il senso morale di esigere chiarezza da chi ci governa?<br />
Forse oggi, dopo che il neo-ministro ha opposto il legittimo impedimento (&#8220;impegnato ad organizzare il suo ministero&#8221;) per giustificare la sua mancata comparizione in tribunale, qualcuno azzarderà un &#8220;perbacco&#8221;, o un &#8220;birichino&#8221; in sedicesima pagina; forse, oggi, qualcuno si chiederà &#8211; in maniera molto velata, dubbiosa e timorosa &#8211; se la scelta dell&#8217;ex top manager Fininvest non sia stata solo un salvagente gettato per beffare la giustizia dei poveri cristi. Di certo, dal Tg1 dell&#8217;Augusto Minzolini, sapremo come i macachi lanciano il loro grido d&#8217;amore nelle estati più torride, o di che colore saranno quest&#8217;anno le unghie dei piedi delle vip.<br />
A differenza di quanto avviene nel gioco del calcio, nella vita di un Paese pare non ci sia un Lippi che si assuma le sue responsabilità e lasci l&#8217;incarico a capo chino. Se la Nazionale perde per 3 a 2, l&#8217;Italia perde la dignità in un ambito ben più importante di quello calcistico.<br />
Questo Paese è diventato un Bar dello Sport, dove si sfodera la più cristallina coscienza quando si tratta di puntare il dito contro un rigore negato, ma dove si risponde con una rassegnata scrollata di spalle alle ingiustizie.<br />
A quando la nomina di un cavallo di Arcore al Ministero per le pari opportunità equine?</p>
<p>Due articoli fuori da leggere:<br />
<strong>Giuseppe D&#8217;Avanzo su La Repubblica: <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/06/25/news/il_predone-5140451/?ref=HRER1-1" target="_blank">cliccare qui</a><br />
Cesare Martinetti su La Stampa: <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#038;ID_articolo=7516&#038;ID_sezione=&#038;sezione=#" target="_blank">cliccare qui</a>.</strong></p>


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		<title>No alla protezione per Spatuzza</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 03:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Nonostante il parere contrario dei magistrati, il Viminale (cioè il ministero dell&#8217;Interno, presieduto dal leghista Roberto Maroni) ha negato a Gaspare Spatuzza l&#8217;ammissione al programma di protezione. Spatuzza è il pentito di mafia che il 4 dicembre 2009 depose a Torino nel processo d&#8217;appello contro il senatore Marcello Dell&#8217;Utri e che parlò di presunti rapporti [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.dossier.net/no-alla-protezione-per-spatuzza"><img src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2010/06/spatuzza.jpg" alt="Gaspare Spatuzza" title="Gaspare Spatuzza" width="255" height="155" class="alignleft left size-full wp-image-493" /></a></p>
<p>Nonostante il parere contrario dei magistrati, il Viminale (cioè il ministero dell&#8217;Interno, presieduto dal leghista Roberto Maroni) ha negato a Gaspare Spatuzza l&#8217;ammissione al programma di protezione. Spatuzza è il pentito di mafia che il 4 dicembre 2009 depose a Torino nel processo d&#8217;appello contro il senatore Marcello Dell&#8217;Utri e che parlò di presunti rapporti tra i boss mafiosi Graviano e Silvio Berlusconi. Il programma di protezione è stato negato perché il detenuto avrebbe raccontato i fatti di cui è a conoscenza oltre i 180 giorni stabiliti dalla legge sui pentiti. Va sottolineato che Spatuzza viene considerato attendibile dai magistrati delle procure di Firenze, Palermo e Caltanissetta. Lo stesso collaboratore di giustizia, che ha raccontato degli attentati compiuti da Cosa Nostra nel 1993 (la strage di via dei Georgofili, in cui morirono 5 persone ed altre 48 restarono ferite; gli attentati alle chiese di San Giovanni in Laterano e di San Giorgio al Velabro, a Roma; la strage di via Palestro a Milano, dove un&#8217;autobomba provocò 5 morti), ha confessato due stragi di cui non era accusato dimostrando, secondo il suo avvocato, la più ampia disponibilità verso gli inquirenti. La decisione, approvata in coro dalla maggioranza, è stata aspramente criticata dall&#8217;opposizione; secondo Antonio Di Pietro, leader dell&#8217;Italia dei Valori, &#8220;<em>Da oggi, Spatuzza è un morto che cammina</em>&#8220;.<br />
Singolare la coincidenza che proprio i termini di legge consentirono a Giuseppe Graviano (fratello di Filippo e capo della cosca del Brancaccio di Palermo, ritenuta una delle più spietate) di vedersi revocare il regime del carcere duro previsto dall&#8217;art. 41 bis dell&#8217;ordinamento penitenziario, poche settimane dopo che aveva dichiarato di non conoscere né Dell&#8217;Utri, né Berlusconi.<br />
Nella stessa giornata di martedì 15 giugno 2010, sempre in tema di criminalità, un&#8217;altra sorpresa è giunta da Vienna. L&#8217;Osce, l&#8217;organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, ha invitato l&#8217;Italia a rinunciare o a modificare il disegno di legge sulle intercettazioni, appena approvato dal Senato e di prossima discussione alla Camera. Secondo l&#8217;organizzazione comunitaria, le norme previste potrebbero ostacolare seriamente il giornalismo investigativo nel Paese. Il Ministero degli Esteri italiano ha risposto immediatamente, giudicando &#8220;inopportuno&#8221; l&#8217;intervento, mentre il premier Berlusconi avrebbe respinto le critiche sostenendo che la sovranità è del Parlamento e gli organismi internazionali devono rispettarla.</p>


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		<title>Ignazio La Russa: n.q.</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 09:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Ignazio La Russa]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo aver attaccato il capitano della Nazionale di calcio &#8211; Fabio Cannavaro &#8211; che nei giorni scorsi aveva polemizzato sulla proposta del ministro Calderoli di tagliare premi ed ingaggi, il ministro Ignazio La Russa lancia una frecciatina anche al c.t. degli Azzurri, Marcello Lippi. Il responsabile della Difesa, infatti, avrebbe gradito la presenza di Balotelli [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2010/06/ignazio-la-russa.jpg" alt="Il ministro alla Difesa, Ignazio La Russa" title="Il ministro alla Difesa, Ignazio La Russa" width="90" height="110" class="alignleft left size-full wp-image-488" /> Dopo aver attaccato il capitano della Nazionale di calcio &#8211; Fabio Cannavaro &#8211; che nei giorni scorsi aveva polemizzato sulla proposta del ministro Calderoli di tagliare premi ed ingaggi, il ministro Ignazio La Russa lancia una frecciatina anche al c.t. degli Azzurri, Marcello Lippi. Il responsabile della Difesa, infatti, avrebbe gradito la presenza di Balotelli e di Cassano o Totti nella rosa del mondiale. &#8220;<em>Forse una presenza anche rappresentativa della squadra che ha vinto tutto non ci stava male. Vero Lippi, amico mio? Lo dico perché siamo un po&#8217; tutti commissari tecnici e la particolarità di questa situazione è che il nostro c.t. è in minoranza rispetto alla stragrande maggioranza degli italiani su Totti e Cassano</em>&#8221; ha dichiarato La Russa ai microfoni di Sky. In sostanza &#8211; com&#8217;è forse naturale &#8211; l&#8217;ex colonnello di An applica al calcio uno dei dogmi più cari a Berlusconi ed ai suoi seguaci: la maggioranza non può sbagliare, perché il fattore numerico deve prevalere su quello qualitativo. Pertanto, adeguarsi è doveroso. Il ministro La Russa &#8211; e non solo lui &#8211; dimentica però che la sostanza della democrazia è la tutela delle minoranze, a cui si deve concedere voce. Per lo strapotere della maggioranza, per la legge del più forte che domina e sottomette, bastano la giungla o una qualunque foresta, come è sempre stato in età trogloditica. Quindi, nessun voto al ministro, la cui prova di maturità è rimandata ad altra occasione, così com&#8217;è accaduto al 6% degli studenti italiani alla fine di questo anno scolastico. Nuovo esame per La Russa, con corso intensivo di democrazia e con l&#8217;autorizzazione a passare poi il compito ai suoi compagni di governo. </p>


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		<title>Augusto Minzolini: 2-</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 19:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le pagelline]]></category>
		<category><![CDATA[Minzolini]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Tg1]]></category>

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		<description><![CDATA[In un giornale l&#8217;importanza delle notizie viene rappresentata graficamente con il menabò (il disegno dello scheletro della pagina) e con la titolazione. In televisione, la gerarchia viene tradotta dalla scaletta, cioè dall&#8217;ordine con cui vengono lette le stesse notizie. Nel Tg1 delle ore 20 (quello di punta) diretto da Augusto Minzolini, invece, il criterio è [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2010/05/minzolini.jpg" alt="Il direttore del Tg1, Augusto Minzolini" title="Augusto Minzolini" width="90" height="110" class="alignleft left size-full wp-image-481" /> In un giornale l&#8217;importanza delle notizie viene rappresentata graficamente con il menabò (il disegno dello scheletro della pagina) e con la titolazione. In televisione, la gerarchia viene tradotta dalla scaletta, cioè dall&#8217;ordine con cui vengono lette le stesse notizie. Nel Tg1 delle ore 20 (quello di punta) diretto da Augusto Minzolini, invece, il criterio è un altro. Quale sia non è dato capirlo e nemmeno &#8211; forse &#8211; immaginarlo. Da mesi, oramai, quello che era il primo notiziario televisivo nazionale ha acquistato un tono più frivolo, talmente civettuolo da gareggiare &#8211; spesso &#8211; con il Tg Sera di TeleVattelappesca. Questo, l&#8217;ultimo esempio, trasmesso oggi 24 maggio: &#8220;Flipper, che passione!&#8221; Fra crisi internazionale, venti di guerra in Corea, Finanziaria lacrime e sangue, corruzione a go-go, il direttorissimo (come lo chiama l&#8217;estimatore Silvio Berlusconi) non trova di meglio da proporre che un servizio sui flipper. Non sarà, per caso, che Minzolini ha fatto un corso accelerato per corrispondenza con la Scuola Radioelettra di Torino con l&#8217;intenzione di imparare a dirigere il primo notiziario tv della Rai? Minzolini era noto come giornalista di carta stampata (sebbene ora sembri cinguettare in video, era soprannominato lo Squalo perché nel Transatlantico di Montecitorio non gli sfuggiva nemmeno una notizia); ha lavorato per anni alla Stampa di Torino; non risulta aver diretto altri notiziari tv prima dell&#8217;incarico in Rai. Quindi, il telespettatore può farsene una ragione: se alle 20.30 &#8211; quando vorrebbe conoscere il sunto dei principali fatti del giorno &#8211; viene edotto sulla popolarità dei flipper, la colpa non è dell&#8217;Augusto direttore, ma della Scuola Radioelettra che forse non gli ha recapitato tutte le lezioni.</p>


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		<title>Feltri sospeso per 6 mesi</title>
		<link>http://blog.dossier.net/feltri-sospeso-per-6-mesi/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 12:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano: news]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Brachino]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Feltri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il direttore de Il Giornale, Vittorio Feltri, è stato sospeso per 6 mesi dall&#8217;Ordine dei giornalisti della Lombardia. La sanzione è stata comminata soprattutto in relazione al caso Boffo, creato nei mesi scorsi dagli articoli pubblicati sul quotidiano di Paolo Berlusconi, fratello del premier. Come si ricorderà, Dino Boffo, direttore dell&#8217;Avvenire, successivamente dimessosi dall&#8217;incarico, fu [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il direttore de Il Giornale, Vittorio Feltri, è stato sospeso per 6 mesi dall&#8217;Ordine dei giornalisti della Lombardia. La sanzione è stata comminata soprattutto in relazione al caso Boffo, creato nei mesi scorsi dagli articoli pubblicati sul quotidiano di Paolo Berlusconi, fratello del premier.<br />
Come si ricorderà, Dino Boffo, direttore dell&#8217;Avvenire, successivamente dimessosi dall&#8217;incarico, fu indicato quale autore di molestie telefoniche a sfondo omosessuale. In relazione alle stesse inclinazioni, Il Giornale parlò di una nota informativa della Polizia.<br />
Nonostante le smentite dell&#8217;interessato e la circostanza che il presunto scoop fosse stato suggerito da una &#8220;velina&#8221;, cioè da una confidenza anonima, Vittorio Feltri confermò più volte le accuse.<br />
In seguito, lo stesso giornalista bergamasco, rispondendo ad una lettrice sul sito web de Il Giornale, minimizzò la sua campagna di stampa giudicando i fatti imputati delle semplici &#8220;bagatelle&#8221;, cioè elementi di scarsa importanza, e rivelò che in realtà Dino Boffo non era stato &#8220;attenzionato&#8221; dalle forze dell&#8217;ordine per omosessualità; inoltre, riconobbe all&#8217;ex direttore dell&#8217;Avvenire di aver avuto un comportamento corretto e dignitoso nel corso dell&#8217;intera vicenda.<br />
Il provvedimento disciplinare dell&#8217;Ordine dei giornalisti della Lombardia punisce Feltri anche per le accuse (mai focalizzate nel dettaglio) al presidente della Camera, Gianfranco Fini, e per aver permesso a Renato Farina di firmare articoli, nonostante la sua radiazione dall&#8217;Albo professionale a causa di stretti rapporti con i servizi segreti italiani.</p>
<p>Va precisato che la sanzione non è subito esecutiva, perché subordinata al vaglio del Consiglio nazionale, stessa sospensione prevista poco più di una settimana fa per Claudio Brachino &#8211; direttore della testata Videonews di Mediaset &#8211; e Annalisa Spinoso, responsabili del servizio televisivo sul giudice Raimondo Mesiano, autore della sentenza con cui si condannava la Fininvest a versare 750 milioni di euro alla Cir di De Benedetti (la decisione del magistrato era conseguente ad una precedente sentenza penale che aveva condannato l&#8217;azienda di Berlusconi per aver corrotto un giudice). Il giudice Mesiano venne ripreso dalle telecamere mentre attendeva di entrare dal barbiere e venne definito &#8220;stravagante&#8221; per il colore dei suoi calzini.</p>


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		<title>Rai per una notte fa boom</title>
		<link>http://blog.dossier.net/rai-per-una-notte-fa-boom/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 01:17:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano: news]]></category>
		<category><![CDATA[Annno Zero]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Santoro]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Raiperunanotte&#8221; è stata una iniziativa multimediale promossa dalla Fnsi (il sindacato nazionale dei giornalisti) e dall&#8217;UsigRai (la sigla sindacale interna alla Rai) per sostenere la libertà di stampa. L&#8217;evento ha avuto come protagonista Michele Santoro che ha condotto la serata seguendo lo schema della sua trasmissione AnnoZero. Il programma, durato circa 3 ore (dalle ore [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.dossier.net/rai-per-una-notte-fa-boom/"><img src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2010/03/santoromichele.jpg" alt="Michele Santoro" title="Michele Santoro" width="255" height="155" class="alignleft left size-full wp-image-461" /></a> <a href="http://www.raiperunanotte.it/">&#8220;Raiperunanotte&#8221;</a> è stata una iniziativa multimediale promossa dalla Fnsi (il sindacato nazionale dei giornalisti) e dall&#8217;UsigRai (la sigla sindacale interna alla Rai) per sostenere la libertà di stampa.<br />
L&#8217;evento ha avuto come protagonista Michele Santoro che ha condotto la serata seguendo lo schema della sua trasmissione AnnoZero.<br />
Il programma, durato circa 3 ore (dalle ore 21 alle 24), è stato diffuso da numerosi siti web, da 40 televisioni e da 30 radio; inoltre, è stato trasmesso in 180 piazze con il maxi schermo. Il successo è stato notevole. In attesa dei dati sui telespettatori, sono stati subito resi disponibili quelli relativi a internet: 120.000 accessi contemporanei e circa 1 milione e 700.000 visitatori unici. Non è azzardato affermare che un navigatore su 3, la notte del 25 marzo, si è collegato o ha tentato di collegarsi al programma diffuso in streaming, cioè in diretta.<br />
I server del sito di Repubblica, come ha affermato lo stesso Santoro, hanno raggiunto il massimo delle loro possibilità. Per avere una dimensione del successo, basti pensare che un server abbastanza potente prevede al massimo 200-250 accessi contemporanei e che un sito con 10.000 lettori al giorno ne registra non più di un centinaio in contemporanea.<br />
Alla serata, svoltasi nel Paladozza di Bologna, hanno partecipato Marco Travaglio, Giovanni Floris, Sandro Ruotolo, Gad Lerner, Antonio Cornacchione, Elio e le Storie tese, Morgan, Antonello Venditti, Vauro, Daniele Luttazzi (colpito dall&#8217;editto bulgaro assieme ad Enzo Biagi e Santoro) ed altri giornalisti e personaggi dello spettacolo. Senza dimenticare i filmati con Roberto Benigni, Mario Monicelli (fulminante), Gillo Dorfles, Milena Gabanelli. Assenti i politici.<br />
Il bersaglio principale è stato Silvio Berlusconi, di cui sono state rievocate le intercettazioni telefoniche disposte dalla Procura di Trani. Il tema su cui quasi tutti si sono soffermati è stato quello della democrazia e del rischio di censura.<br />
Queste, le parole di Santoro in apertura: &#8220;Noi non solo abbiamo il diritto di parlare, ma anche il diritto di farci sentire e il dovere di parlare e farci sentire. Noi dobbiamo essere ascoltati e per questo stasera noi accendiamo le nostre luci perchè ricominci Annozero&#8221;.<br />
&#8220;Fa ridere la multa di 100.000 euro. E&#8217; argent de poche; il capo del governo può pagarla direttamente&#8221;, ha detto Gad Lerner durante il suo intervento, riferendosi alla multa annunciata dall&#8217;Agcom (l&#8217;autorità garante per le comunicazioni) nei confronti del Tg1 e del Tg5, accusati di aver concesso eccessivo spazio al centrodestra (si è parlato di una percentuale del 75% di tempo dedicato).<br />
&#8220;Sento un afflato di amore che arriva dagli spalti &#8211; ha esclamato il comico Antonio Cornacchione &#8211; Quanto amore arriva da voi amici! Siamo 2, 3, 4, 6 milioni. Le cifre me le ha date Verdini&#8221;. E poi: &#8220;la censura ha colpito due paladini della libertà, due giornalisti che non guardano in faccia a nessuno: Feltri e Minzolini!&#8221;.<br />
&#8220;Siamo sull&#8217;orlo di una grave sconfitta &#8211; ha avvertito Milena Gabanelli in un suo videomessaggio &#8211; non per la censura, perché abbiamo ampie possibilità di dire sempre la nostra, ma per il Paese che accetta o non comprende la portata di mosse scriteriate che ci screditano agli occhi del mondo&#8221;.<br />
&#8220;Occorre una rivoluzione  per cambiare completamente le cose &#8211; ha dichiarato il grande Mario Monicelli &#8211; A volte la democrazia richiede un prezzo molto alto&#8221;.<br />
Sferzante la sintesi fatta da Marco Travaglio sulle ingerenze di Berlusconi nelle vicende Rai, allo scopo di far chiudere AnnoZero: &#8220;Masi (direttore generale della Rai chiamato telefonicamente dal premier) ha sollecitato esposti contro la propria azienda. E&#8217; come se Moratti, prima del derby, chiamasse l&#8217;arbitro per chiedergli di inventarsi un fallo per espellere il proprio centravanti, magari su richiesta del presidente del Milan. Berlusconi dice che si è sempre espresso anche pubblicamente contro Annozero. E&#8217; come se uno dicesse per tutta la vita che vuole ammazzare la moglie; poi, assolda un killer e al processo si scusasse dicendo &#8216;<em>Va beh, ma io l&#8217;ho sempre detto</em>&#8216;&#8221;.<br />
&#8220;C&#8217;è una differenza &#8211; ha sottolineato il comico Daniele Luttazzi, da 8 anni escluso dai teleschermi &#8211; fra una prostituta e certi giornalisti: ci sono certe cose che una prostituta non fa&#8221;. Il comico ravennate ha spiegato il consenso del 60% degli italiani verso Berlusconi usando la metafora del sesso anale tra fidanzati: dapprima si esita, poi si soffre ed infine si gioisce. Dalle espressioni di Santoro e degli altri ospiti è sembrato trasparire un certo imbarazzo; a molti, l&#8217;intervento di Luttazzi può essere parso eccessivo e di cattivo gusto, probabilmente troppo carico di livore a causa dell&#8217;ostracismo subito dall&#8217;attore.<br />
Altrettanta perplessità possono aver suscitato le parole piuttosto confuse di Morgan, il quale ha dapprima citato Dante per dire che Berlusconi si è creato leggi ad hoc e poi ha sostenuto (giustamente) che l&#8217;attuale povertà di valori è anche e soprattutto una povertà culturale.<br />
L&#8217;intera serata è stata stigmatizzata dal ministro Sandro Bondi in una nota: &#8220;Che penosa tristezza assistere ad una trasmissione nella quale tutti i campioni della disinformazione, della mistificazione, del ribaltamento della realtà, dell&#8217;offesa alla verità, dell&#8217;uso partigiano della televisione pubblica, si ergono a difensori della libertà d&#8217;informazione&#8221;.</p>
<p><strong><em>Aggiornamento del 26 marzo</em></strong>. Secondo i primi dati Auditel, &#8220;Raiperunanotte&#8221; ha totalizzato il 13% di share tra tv satellitari e televisioni locali. Sul satellite, Current tv e Sky hanno totalizzato, rispettivamente, il 2,44% e il 6% di share. Un altro 7% di telespettatori avrebbe assistito al programma tramite i network locali.<br />
Per quanto riguarda il web, il sito del quotidiano La Repubblica ha dichiarato di aver registrato nella serata ben 350.000 connessioni.</p>
<p>Il sito web dell&#8217;iniziativa di Fnsi e Usigrai: <a href="http://www.raiperunanotte.it/"><strong>Raiperunanotte</strong></a>.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/tIUwzqYvfp8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;border=1" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tIUwzqYvfp8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;border=1"/><param name="FlashVars" value="playerMode=embedded" /></object></p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/KL65_-UQLCM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;border=1" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KL65_-UQLCM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;border=1"/><param name="FlashVars" value="playerMode=embedded" /></object></p>


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