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		<title>Google: hacker o guasto?</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 15:35:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano: news]]></category>
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		<description><![CDATA[31 gennaio 2009 &#8211; Popolo delle Libertà in agitazione: intorno alle ore 16 dell&#8217;ultimo giorno del mese, Google, il più importante motore di ricerca su Internet, l&#8217;essenza della stessa Rete, segnalava come potenzialmente pericoloso ogni sito che conteneva la parola-chiave &#8220;Silvio Berlusconi&#8221;. Cliccando comunque sui link, si veniva indirizzati verso una pagina di avvertenze. L&#8217;avviso [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>31 gennaio 2009 &#8211; Popolo delle Libertà in agitazione: intorno alle ore 16 dell&#8217;ultimo giorno del mese, Google, il più importante motore di ricerca su Internet, l&#8217;essenza della stessa Rete, segnalava come potenzialmente pericoloso ogni sito che conteneva la parola-chiave &#8220;Silvio Berlusconi&#8221;. Cliccando comunque sui link, si veniva indirizzati verso una pagina di avvertenze. L&#8217;avviso appariva sotto al titolo di tutte le pagine indicate come risultati della ricerca. Golpe in chiave telematico-politica? Attentato tecnologicamente avanzato alle libertà propugnate dai belusconiani? Per gli avversari del Cavaliere sarebbe stato troppo bello. Molti di loro già si stavano sfregando le mani quando, però, lo stesso allarme è comparso facendo ricerche inerenti a Walter Veltroni ed al Senato della Repubblica.</p>
<div style="margin: auto; text-align: center;">
<a href="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2009/01/google01.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-278" title="Risultato per Silvio Berlusconi su Google" src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2009/01/google01-300x182.jpg" alt="" width="300" height="182" /></a>
</div>
<p>
&nbsp;<br />
</p>
<div style="margin: auto; text-align: center;">
<a href="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2009/01/google02.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-279" title="Risultato per Senato su Google" src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2009/01/google02-300x182.jpg" alt="" width="300" height="182" /></a>
</div>
<p>Ecco, allora, che è toccato ai nemici della partitocrazia gridare &#8220;Hurrà!&#8221;. I seguaci di Beppe Grillo hanno inneggiato alla giustizia informatica e si sono preparati a inondare Internet con messaggi battaglieri, pronti ad innalzare barricate di bites su cui combattere. Festa durata poco: pure i siti contenenti riferimenti al comico genovese avrebbero potuto &#8220;arrecare danni al tuo computer&#8221;.</p>
<p>In realtà è accaduto che, per una manciata di minuti, Google abbia apposto l&#8217;avviso di potenziale pericolosità su tutti i risultati delle ricerche effettuate collegandosi a google.it. Lo stesso problema, inoltre, è stato segnalato in quasi tutti i Paesi serviti da Google.</p>
<div style="margin: auto; text-align: center;">
<a href="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2009/01/google03.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-280" title="Risultato per Google su... Google" src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2009/01/google03-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a>
</div>
<p>E&#8217; molto probabile che si sia trattato di un semplice guasto, quasi immediatamente riparato dai tecnici del colosso di Mountain View. Le migliaia di server, che consentono agli utenti di Google di fare miliardi di ricerche ogni giorno, filtrano una mole impressionante di dati ed è possibile che una minima modifica del software che governa i processi e garantisce la sicurezza li abbia &#8220;traditi&#8221; (Google ha più volte dichiarato che i miglioramenti apportati ai suoi algoritmi di ricerca sono centinaia all&#8217;anno). Sebbene, <strong>in primissima battuta</strong>, data la natura del fenomeno che ha nuociuto a Google ed all&#8217;intera Rete, non si possa escludere l&#8217;azione di qualche gruppo di hacker particolarmente abile.</p>
<p>Ad ogni modo, allarme ed apprensione rientrati nel giro di pochi minuti. Verso le ore 16.15, i risultati delle ricerche erano tornati regolari, dopo aver regalato&#8230; un quarto d&#8217;ora di paura ad alcuni e di sogno ad altri.</p>


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		<title>Beatrice Borromeo: n.q.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 16:09:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le pagelline]]></category>
		<category><![CDATA[Anno Zero]]></category>
		<category><![CDATA[Beatrice Borromeo]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Santoro]]></category>
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		<description><![CDATA[ Il re della nera, il principe della giudiziaria: sono definizioni che circolano nel micro-cosmo del giornalismo provinciale. Questa volta, però, nell&#8217;araldica dell&#8217;Informazione irrompe una principessa vera, con tanto di blasone e di sito web che racconta la casata (www.borromeo.it). Si tratta della 23enne Beatrice Borromeo che, in occasione delle sue apparizioni ad AnnoZero, il [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2009/01/beatrice-borromeo.jpg" alt="" title="Beatrice Borromeo" width="90" height="100" class="alignleft left size-full wp-image-247" /> Il re della nera, il principe della giudiziaria: sono definizioni che circolano nel micro-cosmo del giornalismo provinciale. Questa volta, però, nell&#8217;araldica dell&#8217;Informazione irrompe una principessa vera, con tanto di blasone e di sito web che racconta la casata (<a href="http://www.borromeo.it/">www.borromeo.it</a>). Si tratta della 23enne Beatrice Borromeo che, in occasione delle sue apparizioni ad AnnoZero, il programma condotto da Michele Santoro su Rai Due, fece esclamare al picconatore Francesco Cossiga: &#8220;Prego sulla tomba degli zii, i cardinali Carlo e Federico Borromeo, perché salvino dalla stupidità la nipote. Non parli e faccia la bella statuina.&#8221;<br />
Per lei, nessun voto, in attesa di opportuni esami di&#8230; preparazione con propedeutiche e severe lezioni private.<br />
La ragazza, ex modella ed attuale fidanzata del principe (dei rotocalchi) Pierre Casiraghi, ringalluzzita dall&#8217;approdo alla tv nazionale con la benedizione del papa salernitano (Santoro), è evidentemente rimasta incurante degli auspici del presidente emerito e si è lanciata in una ferma difesa del suo mentore, accusato di faziosità pro-palestinesi. Come si legge a pagina 10 del Corriere della Sera del 18 gennaio 2009, la principessina ha sentenziato: &#8220;Michele ha soltanto fotografato quel che sta accadendo a Gaza. Di quei 300 bambini palestinesi uccisi in pochi giorni da una rappresaglia sproporzionata e indifendibile di Israele; prima di lui non ne aveva parlato nessuno (a Montecarlo o nelle corti lombarde non arrivano i notiziari italiani? n.d.r.). Credevo che il mondo si sarebbe sollevato davanti a una tragedia così.&#8221; Fin qui, a parte la disattenzione verso i colleghi di carta stampata e di tv, poco male: sulla boccuccia di una principessina stanno bene l&#8217;indignazione, la solidarietà, la sofferenza per le vittime innocenti, anche perché qualche settimanale non mancherà di esaltare tali e tanti buoni sentimenti con fluviali interviste e foto da studio.<br />
Poi, arriva il giudizio politico, inappellabile: &#8220;Fini non ha competenza sulla tv, non spettava a lui parlare.&#8221; Oddio, è vero che questi politici arrivano pure a farsi leggi per cancellare i reati commessi, ma togliere loro il diritto alla parola pare eccessivo anche a chi li metterebbe alla gogna in piazza.<br />
Ma la Borromeo non ferma le sue raffiche di cipria: Fini &#8220;interviene su Santoro perché sa che è fuori controllo, l&#8217;unico che non prende ordini né da destra né da sinistra, nemmeno dal Pd.&#8221; E bravo all&#8217;unico giornalista libero italiano che, in pratica, fa quel che vuole sulla tv pubblica, sovvenzionata dai cittadini e tutelata dallo Stato. Superfluo sottolineare che un conto è controllare ed un altro è dirigere. Ma forse questa è distinzione troppo sottile per alcuni.<br />
In merito alle critiche espresse da Lucia Annunziata durante la puntata del 15 gennaio di AnnoZero ed alla sua uscita indignata dallo studio in cui imperava Santoro, la nobil fanciulla insegna: &#8220;Non puoi andare ospite da uno che ha alle spalle 30 anni di successi e pretendere di dirgli come fare il programma, fargli la lezioncina; non hai le credenziali.&#8221; Accidenti che affondo! Forse ispirata dall&#8217;avo cardinale (Federico), Beatrice pone una pietra tombale sulle capacità giornalistiche della Annunziata che, presuntuosetta com&#8217;è, la ripagherebbe con un calcione. Sebbene vada riconosciuto che anni ed anni trascorsi facendo tardi in redazione, rischiando a volte la vita nei luoghi di battaglia, scrivendo e correggendo migliaia di &#8220;pezzi&#8221; forse valgono una &#8216;nticchia di più rispetto ad una trentina di domande (forse meno) fatte con la frangetta laccata e la voce monocorde nell&#8217;arena di AnnoZero.<br />
Infine, uno sguardo sul mondo e su Israele in particolare, riferendosi alle proteste del suo ambasciatore: &#8220;Certo che sarà teso: la guerra di Israele non ha giustificazioni. Non gli è piaciuto vederlo così ben spiegato in tv.&#8221; Sottolineando con tutti i colori dell&#8217;arcobaleno che quanto si rimprovera a Santoro è proprio l&#8217;assenza di una spiegazione dei fatti &#8211; essendosi limitato a fare lo spot per una delle parti in conflitto &#8211; che l&#8217;azione di Israele non abbia giustificazioni ha il sapore di un dogma &#8220;sparato&#8221; da due delle tre scimmiette, cioè quelle che non vedono e non sentono (la terza, purtroppo, parla, eccome se parla).<br />
Va beh&#8230; sic transeat gloria mundi. Dall&#8217;avo Federico alla stellina blasonata del firmamento giornalistico, il salto è così grande che sembra un lancio senza paracadute. Nel vuoto.<br />
Chissà perché, torna in mente la storiella di Pulcinella che, salendo e scendendo le scale del tribunale, si sentì avvocato&#8230;</p>


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		<title>Pol Spot</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 00:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft left size-medium wp-image-228" title="Michele Santoro" src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2009/01/michele_santoro.jpg" alt="" width="150" height="190" /> E&#8217; stato uno spot televisivo pro Palestina la puntata di AnnoZero andata in onda questa sera, 15 gennaio 2009.<br />
Il conduttore Michele Santoro ha rispolverato l&#8217;armamentario sinistro della Sinistra stampo anni &#8216;70-&#8217;80, paludato con le vesti del sacro cerimoniere dell&#8217;informazione. In un botto, è riuscito ad azzerare quanto di buono ha fatto nel denunciare le malefatte del Cavaliere e ad accreditare l&#8217;opportunità dell&#8217;editto bulgaro con cui Berlusconi caldeggiò l&#8217;esilio dalle reti Rai dello stesso Santoro, di Enzo Biagi (quanto risulta ingiusto l&#8217;accostamento!) e del comico Daniele Luttazzi.<br />
D&#8217;istinto, al termine della trasmissione, è venuto da dire: no, non ci si può avvalere del servizio televisivo pubblico per veicolare messaggi faziosi, disinformati, rabbiosi, che ricorrono alla furba leva dell&#8217;emotività.<br />
A dar man forte a Mike il Rosso, un Vauro che sembrava uscito dalla naftalina di Lotta Continua; il vignettista pistoiese ha raggiunto il clou del patetico, del retorico, del malevolo quando ha sfoderato una lunga serie di disegni di giocattoli dedicati ai bambini palestinesi morti sotto ai bombardamenti.<br />
Per fortuna &#8211; sua e nostra &#8211; la voce più ferma contro l&#8217;impostazione del programma è stata quella della giornalista (di sinistra doc) Lucia Annunziata: dopo aver puntualizzato in merito ad alcune dichiarazioni distorte (pro palestinesi, ovviamente) e dopo aver fatto più volte notare che la trasmissione era squilibrata e quindi giornalisticamente sbagliata, è stata accusata dal limpido Santoro di voler guadagnare meriti agli occhi di qualcuno; a quel punto, visibilmente indignata, l&#8217;Annunziata si è alzata ed è uscita dallo studio.<br />
Il programma era iniziato con un reportage che mostrava le sofferenze dei palestinesi, i morti, i feriti, soprattutto bambini. Poi si è avviato il dibattito in studio, al quale non poteva mancare la giornalista palestinese Rula Jebreal, tanto curata nel trucco quanto approssimativa nelle informazioni (per citare un caso, l&#8217;uso dei proiettili al fosforo, considerato criminale benché in realtà sia in dotazione a tutti gli eserciti e serva solo a creare cortine fumogene). Erano presenti anche la scrittrice italo-israeleliana Manuela Dviri, l&#8217;analista militare Andrea Nativi, il giornalista di Al Jazeera-International per l&#8217;Europa, Claudio Lavanga. All&#8217;equilibrio di Nativi, hanno fatto da contraltare i resoconti di Lavanga (che pretende di avere informazioni di prima mano sebbene ammetta che i suoi corrispondenti si trovino dietro ad un muro che nasconde le operazioni), le confuse argomentazioni della Dviri (forse tradita dall&#8217;emotività, poiché ha perso un figlio soldato in Libano), ma soprattutto il trionfo di sciarpe dei palestinesi in collegamento da Milano, adusi a chiamare &#8220;ebrei&#8221; gli &#8220;israeliani&#8221; (una abitudine che spiega molte cose).<br />
Il progressista Santoro ha costruito un dibattito con decine di palestinesi ed una sola israeliana di 25 anni, ex soldatessa che ora studia in Italia e che si è salvata per un soffio da un attentato suicida su un autobus. In sintesi: una nuvola di sciarpe con i piccoli scacchi bianchi e neri, con Vauro ringalluzzito che si sentiva più giovane di 30 anni, con l&#8217;epica del martirio che aleggiava su ogni immagine ed ogni parola.<br />
Travaglio, che non è stupido, è intervenuto poco, pochissimo; in pratica, si è defilato. Ed ha fatto bene, perché ad un certo punto, interloquendo con Tobia Zevi, consigliere della Comunità ebraica di Roma e coordinatore del Consiglio (nonché membro del coordinamento nazionale dei Giovani del Pd), anche Santoro è uscito di brocca, sproloquiando contro i politici ed in particolare contro il socialismo europeo e Veltroni, rei di non fare abbastanza per risolvere la questione (e il dramma) palestinese.<br />
Cosa resta dopo circa due ore di falso giornalismo? Restano le immagini dei musulmani che hanno pregato davanti al Duomo di Milano, impadronendosi di una piazza e di un luogo sacro per i cattolici, certamente consapevoli che se qualche cristiano si azzardasse a compiere lo stesso rito davanti ad una moschea di Gaza verrebbe linciato; restano l&#8217;arroganza, l&#8217;arbitrarietà, l&#8217;antisemitismo palpabile nelle parole dei palestinesi intervistati; restano le immagini dei cortei (a proposito, Sergio Cararo, portavoce del Forum Palestina, ha annunciato per sabato prossimo 17 gennaio una manifestazione nazionale di solidarietà a favore del popolo palestinese, con almeno 100.000 partecipanti), le bandiere di Israele bruciate, le accuse di genocidio a chi il genocidio lo vive da sempre, gli slogan più beceri e vigliacchi, le urla e la sceneggiata arabo-napoletana nelle piazze; restano gli occhialetti di una ragazza palestinese ospite in Italia, a cui la Jebreal ha quasi tolto la parola mentre la giovane studentessa stava prendendo le difese di Hamas; restano i discorsi contraddittori di un italiano fattosi musulmano (che ha richiamato Santoro per aver pronunciato il nome di Allah invano) e di un palestinese che fa il cuoco a domicilio, i quali sostenevano che Hamas è stato eletto dal popolo e che i razzi vengono sparati da tutti (lo ha dichiarato il cuoco, nonostante l&#8217;intervento riparatore della solita pasdaran in tacchi a spillo).<br />
Che rabbia! Se Santoro voleva descrivere la situazione di Gaza, doveva preparare un reportage documentato attenendosi ai fatti. Se aveva davvero intenzione &#8211; come ha dichiarato &#8211; di promuovere un dibattito che prospettasse qualche soluzione al dramma della Palestina (dramma per palestinesi e per israeliani), avrebbe dovuto dare eguale voce alle diverse ragioni, non limitando la testimonianza israeliana ad una ragazza, ad una scrittrice pacifista che odia chi le ha mandato a morire il figlio ed al rappresentante della comunità ebraica di Roma che ad ogni dibattito in tv ripete lo stesso discorso (la polarizzazione delle posizioni, la necessità di vivere assieme). Costruendo il programma come uno spot, Santoro ha ottenuto l&#8217;effetto di spargere puzza di bruciato sull&#8217;intera &#8220;operazione&#8221;, di fomentare ulteriori contrasti tra le opposte fazioni (quando si accusa Israele di perpetrare l&#8217;olocausto palestinese si è partigiani e disinformati poiché si dimentica, tanto per fare un esempio, la strage di Settembre Nero voluta da Re Husayn di Giordania), di instillare negli italiani un acuto senso di fastidio verso la causa palestinese (non verso le vittime innocenti, sia chiaro) che forse merita paladini migliori.<br />
Fino a che la sinistra avrà tra le sue fila questo genere di sacerdoti, fino a che sarà complice di portatori di odio in trasferta che approfittano con arroganza delle libertà concesse in Italia, fino a che non farà un serio esame di coscienza e non darà prova di responsabilità (come Lucia Annunziata), fino a che ci saranno nostalgici in naftalina alla Vauro (a cui il rosso fa l&#8217;effetto del Viagra), la destra potrà dormire sonni sereni. E la Lega vedrà approvate tutte le richieste di tasse sugli immigrati, sebbene i balzelli colpiranno soprattutto gli stranieri onesti e lavoratori.<br />
Complimenti, Santoro, gente come te è capace di riportare indietro di 30 anni le lancette degli orologi e di far guadagnare consensi a valanga a questa destra che ritorce contro i &#8220;progressisti&#8221; (definizione imbecille) gli slogan di un tempo indegno.<br />
Se fossi in Berlusconi, starei zitto, nulla direi contro questo &#8220;uso criminoso&#8221; della tv pubblica: il teatrino imbastito ad AnnoZero parla e &#8220;germoglia&#8221; da solo. Se domani a Montecitorio non ci saranno interrogazioni parlamentari, significherà che Mike il Rosso ha fatto un regalo da re al piccolo Cesare. Il quale potrà sentenziare: &#8220;Visto che avevo ragione?&#8221;</p>
<p><strong>Appendice del 16 gennaio 2009</strong></p>
<p>Botta e risposta pubblicate sul sito di AnnoZero. <strong>Fini</strong>: &#8220;Il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha telefonato al presidente della Rai Claudio Petruccioli e nel corso del colloquio ha affermato che nella trasmissione &#8216;Annozero&#8217; di ieri sera <em>è stato superato il livello di decenza</em>&#8221;. [ANSA 12:31; 16 Gennaio 2009]. <strong>Santoro</strong>: &#8220;In un paese normale il livello della decenza lo supera un Presidente della Camera che, travalicando i suoi compiti istituzionali, interviene per richiedere una censura nei confronti di un giornalista che sta compiendo il suo dovere di informare l’opinione pubblica.&#8221;</p>
<p><strong>Premettendo che mai avrei immaginato di trovarmi a perorare la causa del centro-destra, butto giù alcune osservazioni</strong>.</p>
<p>1) Riecco la tiritera della censura, argomento statisticamente preponderante sulla bocca di chi non ha ragioni valide e non è abbastanza intelligente da capirlo.</p>
<p>2) Fini ha espresso un parere, sia come cittadino, sia come organo super partes del potere legislativo. In base a quanto risulta dai resoconti, il presidente della Camera non ha invocato una censura, ma ha manifestato disappunto. Se si volesse cavillare, si potrebbe obiettare che il suo non è stato un comportamento fuori dalle regole istituzionali, visto che la Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai è bloccata da un Villari col sedere attaccato alla poltrona. Il Parlamento deve vagliare l&#8217;operato della tv pubblica; se è impossibilitato a farlo tramite l&#8217;organo deputato, qualcuno deve assumersene l&#8217;onere, se non si vuole una televisione fuori da ogni controllo.</p>
<p>3) Lacrime e martello. Certa Sinistra non sa fare altro che pescare nell&#8217;ovvio e ricorrere allo sport nazionale: le lacrime, la pietà a poco prezzo, la solidarietà a gratis. Fra un Santoro che proclama di non poter accettare la morte di tanti bambini palestinesi (qualcuno l&#8217;ha mai desiderata?) e che depreca la guerra (ma va? originale come posizione) ed una De Filippi o una Carrà che ricongiungono famiglie lontane da decenni e che regalano commoventi carrambate, la differenza è&#8230; (Anno) Zero.</p>
<p>E&#8217; ora che l&#8217;informazione e la propaganda smettano di strumentalizzare le sofferenze della gente col fine di darsi un tono e di creare consenso. <strong>In linea di principio</strong>, la strumentalizzazione è parallela a quella attuata dagli estremisti palestinesi che mettono i fucili in braccio ai bambini per insegnare loro ad uccidere gli ebrei.</p>
<p>4) &#8220;<em>giornalista che sta compiendo il suo dovere di informare l’opinione pubblica</em>&#8221; ? Ma per favore! Informare significa offrire una panoramica completa, a meno che non si scelga il mestiere dell&#8217;opinion maker (o opinion leader) e del capopolo (per dirla con termini nostrani). Santoro abbia l&#8217;umiltà, il coraggio, la dignità, l&#8217;intelligenza di ammettere che ha svolto male la sua professione di giornalista e che il programma gli è sfuggito di mano (se così è stato e se mai la scaletta non fosse stata pianificata ad arte, cioè con un obiettivo ben definito). Magari deluderà i tifosi alla pari di un Ronaldo che sbaglia rigore (in Italia sono tutti allenatori, giornalisti e dispensatori di bontà) ma, almeno, potrà usare di nuovo la parola deontologia senza rischiare sghignazzi divertiti.</p>
<p><strong>Il sito di AnnoZero:</strong> <a href="http://www.annozero.rai.it/" target="_blank">http://www.annozero.rai.it/</a></p>
<p><strong>Lucia Annunziata lascia lo studio di AnnoZero, trasmissione condotta da Michele Santoro</strong></p>
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		<title>Un italiano vero</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 00:38:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Villari]]></category>

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		<description><![CDATA[ Più di qualunque trattato, meglio di ogni articolo o filippica, Riccardo Villari è il simbolo di questi tempi. Votato per ripicca o calcolo provvisorio, esortato da tutti ad andarsene per far posto a chi è più stimato, non vuole staccarsi dalla poltrona. Non ci sono ragioni: la sorte gliel&#8217;ha data e lui non la [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-209" href="http://blog.dossier.net/villari-un-italiano-vero/riccardo_villari/"><img class="alignleft left size-full wp-image-209" title="Riccardo Villari" src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2008/11/riccardo_villari.jpg" alt="" width="150" height="200" /></a> Più di qualunque trattato, meglio di ogni articolo o filippica, Riccardo Villari è il simbolo di questi tempi. Votato per ripicca o calcolo provvisorio, esortato da tutti ad andarsene per far posto a chi è più stimato, non vuole staccarsi dalla poltrona. Non ci sono ragioni: la sorte gliel&#8217;ha data e lui non la molla.<br />
Che non avesse alcuna voglia di alzarsi dallo scranno si era capito fin dalle prime battute. Faceva dichiarazioni vaghe, si arroccava inneggiando a grandi principi, scuciva qualche contentino a chi lo sollecitava. Ma mai un gesto concreto, mai una risposta risolutiva. Svicolava. In attesa di che cosa non è dato saperlo, ma temporeggiava; fino a quando non ha dovuto affermare chiaro e tondo che le sue terga non le avrebbe mosse di un millimetro. Su di lui il dovere istituzionale esercita un richiamo troppo forte ed egli non ce la fa &#8211; poverino &#8211; a lasciare allo sbando la commissione di vigilanza sulla Rai.<br />
In questo giochetto infantile, il ruolo degli ingenui lo hanno svolto i vertici del Partito Democratico, i quali continuavano a ribadire che Carneade si sarebbe dimesso certamente, che lo aveva assicurato. Alla fine, sono riusciti ad espellerlo &#8220;solo&#8221; dal gruppo parlamentare: alla fine e soltanto quando ci hanno sbattuto e rimesso la faccia.<br />
La commissione di vigilanza sulla Rai ha il compito di controllare la correttezza dell&#8217;ente pubblico radiotelevisivo. Rispettando un sacrosanto principio di democrazia, la presidenza è sempre andata ad un membro dell&#8217;opposizione. E&#8217; stato così fin dall&#8217;inizio. Ora, la battuta di arresto. Artefice dello stop, questo medico docente universitario (malattie infettive, epatologia), nato il 15 marzo 1956 a Napoli, con due legislature alla Camera e l&#8217;attuale al Senato.</p>
<p>Alcune banali considerazioni.</p>
<p>1) Il Partito delle Libertà, volontariamente o casualmente, ha centrato il bersaglio, cioè l&#8217;orso Yoghi dell&#8217;opposizione. Senza sprecare troppe parole, ha creato scompiglio nelle fila del Partito Democratico, ha piazzato al posto giusto l&#8217;uomo sbagliato garantendosi libertà di manovra nella Rai, ha spostato l&#8217;attenzione dalla violazione della prassi &#8211; ad opera sua e di due &#8220;franchi tiratori&#8221; del Pd &#8211; al Super Attack partenopeo (la scelta del candidato spettava alla sinistra che aveva indicato l&#8217;ex sindaco di Palermo, Orlando, rifiutato dal Pdl).</p>
<p>2) Il Partito Democratico esce con le ossa rotta e la sua dirigenza è stata più delegittimata da questo tira e molla che dalla sconfitta elettorale. Dopo l&#8217;adunata oceanica a Roma, Veltroni sembrava poter marciare da leader. Ora, ha l&#8217;espressione di un pupazzetto triste, assieme alla Finocchiaro che &#8211; sebbene sia donna tosta &#8211; stavolta è parsa di ricotta. Come può il Pd aspirare alla guida del Paese se non riesce nemmeno a garantire un minimo di disciplina nel partito? Hai voglia ad invocare la libertà di scelte. Questa è stata una beffa con tutti i crismi e la dirigenza veltroniana si è rivelata incapace di gestire un cane in fuga. Ai tempi di Berlinguer, di Pajetta, di Natta, ecc., un episodio del genere non sarebbe stato nemmeno immaginabile.</p>
<p>3) L&#8217;Italia dei Valori ne esce abbastanza bene e Di Pietro, accusando Berlusconi di essere un corruttore, ha messo le mani avanti ed ha suggerito un dubbio legittimo (sebbene sia stato un po&#8217; troppo azzardato nelle sue affermazioni): poteva un Villari qualsiasi creare un tale macello? Il senatore avrebbe mai avuto il coraggio di opporsi all&#8217;apparato del Pd ed alla quasi certa espulsione dal suo partito se non avesse avuto le spalle coperte?</p>
<p>4) Il futuro di Villari. A lume di logica, il senatore non ha un futuro politico. Il Pd lo ha espulso dal gruppo parlamentare e, considerato quanto siano rimasti scottati, gli attuali vertici non lo vorranno mai più sentir nominare. E&#8217; improbabile che il Pdl lo accolga. Sebbene Forza Italia abbia avuto la spudoratezza di nominare ministro un avvocato poi condannato per corruzione (Cesare Previti ha presieduto il dicastero della Difesa), è arduo ipotizzare l&#8217;accoglienza di un parlamentare come Villari il quale, più che furbizia, ha dimostrato mero attaccamento ad una poltrona. In questa Italia che detesta sempre più i politici, il senatore napoletano è precipitato nel godurioso girone di quelli che ci hanno malgovernato gozzovigliando con le risorse del Paese. Anche a voler accampare le più acrobatiche motivazioni di principio, ed anche ammettendo che il Pdl mandi giù il boccone ficcato a forza da Berlusconi, ci sarebbe da fare i conti con la voce grossa di Alleanza Nazionale e Lega, la cui base non ha visto di buon occhio l&#8217;intera vicenda.</p>
<p>Villari, che hai ottenuto? In pratica, non hai più un partito, nessun altro &#8211; dotato di normale senso del pudore &#8211; ti accetterà mai, hai messo la tua faccia su tutti i giornali ed il tuo nome sulla bocca degli italiani sempre più disgustati dai partiti, se avevi una dignità da difendere ora dovrai tutelarla armato di coltello e baionetta&#8230;<br />
Purtroppo per te, è possibile tu faccia la fine di un tuo caro amico corregionale di Ceppaloni (Mastella), rimasto paralizzato correndo in soccorso del sicuro vincitore (Berlusconi). Da quel che sta alla luce del sole, non sembra tu abbia fatto un grande affare. Anzi, alla fine, sembrerebbe che sia stato proprio tu il più ingenuo di tutti. A meno che la partita si sia già conclusa bene per te. Ma questo, a noi poveri elettori, non è dato saperlo.<br />
Se la farsa finisse qua o se proseguisse con te avvinghiato ai braccioli della poltrona di presidente della commissione di vigilanza, saresti un personaggio perfetto per Benigni e per Verdone. Anzi, se non si volesse buttarla sul grottesco spinto e sul comico che fa simpatia, l&#8217;unico che potrebbe rappresentarti in modo compiuto sarebbe Verdone.</p>
<p>&#8230;Carlo, aiutaci a tirare fuori qualcosa di buono da questa buffonata!</p>
<p>La scheda di Wikipedia dedicata a Riccardo Villari: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_Villari target=">http://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_Villari</a></p>
<p>Chi volesse congratularsi con Villari, può scrivergli alla casella email del senato: <a href="mailto:villari_r@posta.senato.it">villari_r@posta.senato.it</a></p>


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		<title>Il film Napoli, la storia</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 18:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ &#8220;Napoli: la storia&#8221;. Il solo titolo non basta di certo a rappresentare lo sforzo compiuto per realizzare un&#8217;opera (un film, per la precisione) coraggioso sotto molti punti di vista. Innanzitutto, si tratta di una produzione indipendente, piuttosto rara in questi tempi di crisi e, soprattutto, in un mercato fagocitato dalle pochissime grandi società del [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full left wp-image-188" title="Film documentario Napoli, la storia" src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2008/11/immagine01.jpg" alt="Film documentario Napoli, la storia" width="300" height="240" /> &#8220;Napoli: la storia&#8221;. Il solo titolo non basta di certo a rappresentare lo sforzo compiuto per realizzare un&#8217;opera (un film, per la precisione) coraggioso sotto molti punti di vista. Innanzitutto, si tratta di una produzione indipendente, piuttosto rara in questi tempi di crisi e, soprattutto, in un mercato fagocitato dalle pochissime grandi società del settore. In secondo luogo, si tratta di un documentario autoprodotto, una di quelle sequenze di immagini che ci riconciliano con quel che siamo e che sempre meno abbiamo occasione di fruire. In terzo luogo, Napoli, la città oltraggiata dalle recenti vicende e spesso da pregiudizi, la vecchia culla della cultura meridionale che ancora conserva gelosa i suoi tesori, quasi a tentare di salvarli dal saccheggio successivo all&#8217;unità d&#8217;Italia.<br />
Da ex capitale, il capoluogo partenopeo conserva tutta la complessità. Ed il presupposto degli autori è stato quello che, per comprendere il presente, bisogna conoscere il passato. Premessa semplice ma indispensabile, niente affatto facile da concretizzare. Il film, diretto da Luciano De Fraia, terminato a giugno e non ancora distribuito in Italia, ha già vinto la menzione d&#8217;onore a &#8220;The Accolade Competition&#8221; in California, è stato selezionato in concorso al Waterford Film Festival in Irlanda, è stato insignito della Targa del Festival al 62° Festival del Cinema di Salerno.</p>
<p><strong>L&#8217;opera</strong></p>
<p>Il documentario indaga su oltre 20 secoli di storia, approfondendo la visione della città come organismo vivente, strettamente legato all&#8217;ambiente ed al territorio in cui nasce e si evolve; si avvale di computer grafica, effetti speciali, ricostruzioni della città nelle varie epoche, favorendo la spiegazione del percorso e della sintesi visiva.<br />
L&#8217;arco di tempo scandagliato è quello che arriva fino al 1657, trattato con ricchezza di miti, aneddoti, racconti. La &#8220;vicenda&#8221; viene documentata attraverso ricostruzioni virtuali e riprese negli scavi archeologici per il periodo compreso fra il 600 a.C ed il 1400 d.C.. Il film prosegue poi con piglio documentario attraverso le spiegazioni e le narrazioni di archeologi, storici, vulcanologi, architetti per il periodo compreso fra il 14° secolo ed il 17° secolo. La storia è illustrata da riprese a monumenti ed edifici particolarmente esemplificativi, opere pittoriche delle varie epoche, mappe e ricostruzioni della città e del suo comprensorio.<br />
L&#8217;urbanista Aldo Loris Rossi, l&#8217;archeologo Giuseppe De Simone, lo storico dell&#8217;architettura Leonardo Di Mauro, il vulcanologo Giuseppe Luongo, lo storico dell&#8217;arte Nicola Spinosa, il filosofo Aldo Masullo accompagnano lo spettatore attraverso questo viaggio lungo 2600 anni, presentando l&#8217;immenso materiale documentale raccolto ed elaborato.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/ShVfphDRi8Y&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;border=1" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ShVfphDRi8Y&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;border=1"/><param name="FlashVars" value="playerMode=embedded" /></object></p>
<p><strong>La presentazione</strong></p>
<p>Questa storia di Napoli, raccontata tra storia e mitologia, in una avvincente chiave mistery, rivela una città edificata sulla caldera di un supervulcano di 50.000 anni fa. Vengono svelate realtà storiche poco conosciute, come quella relativa alla &#8220;fratrie&#8221;. La narrazione si sviluppa su più livelli comunicativi e le ricostruzioni tridimensionali si basano su cartografie storiche e su rilievi attuali; video dell&#8217;architettura e dell&#8217;arte napoletana conducono lo spettatore nel cuore mitologico della città, un tempo Partenope.</p>
<p><strong>Il taglio editoriale</strong></p>
<p>Raccontata come una sorta di indagine, di giallo, la storia di Napoli si dipana seducendo mente ed occhi. Cos&#8217;è una caldera?  Qualcuno sa che la città di Napoli ed i centri flegrei sono costruiti su uno dei supervulcani che hanno devastato la terra negli ultimi 50.000 anni? E che le sirene avevano le ali fino all&#8217;anno mille? Che Napoli è stata una città di lingua greca e legata agli imperi ellenici e bizantini fino all&#8217;avvento dei Normanni? Cosa erano le fratrie, queste associazioni così simili nella struttura e nell&#8217;organizzazione alle associazioni camorristiche odierne? Cosa hanno in comune i primi Dei della città ed il patrono di Napoli, San Gennaro? Ed i sedili, i seggi dei nobili sono scomparsi o hanno solamente cambiato nome? E perché Napoli è costellata di cappelle votive? Ed il tufo, il materiale primario usato per millenni nelle costruzioni, cos&#8217;è in realtà? Come mai ancora nel duemila gli abitanti dei &#8220;bassi&#8221; usano lo stesso sistema adottato nel basso medioevo per evitare che entrino in casa i topi e l&#8217;acqua piovana?<br />
Questi e mille altri interrogativi troveranno risposta, mentre la storia della città viene narrata e mostrata, mentre si svela com&#8217;era l&#8217;assetto urbano 2600 anni fa, che cosa hanno costruito i Romani e perché, che cosa è cambiato durante i periodi bizantino e ducale, e poi normanno, svevo, angioino e aragonese, vicereale e così via.<br />
Il panorama storico viene inoltre accompagnato da scorci dell&#8217;Europa e dell&#8217;Italia nelle varie epoche.</p>
<p><strong>Il Team</strong></p>
<p>Pixel06 (sito: <a href="http://www.pixel06.org" target="_blank">http://www.pixel06.org</a> &#8211; email: <a href="mailto:info@pixel06.org">info@pixel06.org</a>) nasce dal gruppo informale che ha realizzato dal 2005 ad oggi film, cortometraggi e documentari, tra le opere campane più premiate e riconosciute all&#8217;estero. La Pixel06 firma la sua prima produzione video &#8220;I love in you&#8221; che, in un solo mese, viene selezionata ai festival internazionali di Boston, Atene, Naoussa, Napoli. L&#8217;avanzata  tecnologia, un&#8217;accurata ricerca, la poetica sono il marchio di fabbrica del gruppo che, operando in totale autonomia, sta velocemente aggregando numerosi talenti.</p>
<p><strong>Il mercato</strong></p>
<p>I precedenti film realizzati dai fondatori di Pixel06 hanno trovato ampio riscontro e sono regolarmente distribuiti nel mercato anglosassone. Da ricordare, il documentario prodotto nel 2006 ed attualmente distribuito in dvd da Amazon, via internet da Spotflix ed Indieflix, nei cinema da BigFilmShort e, in scuole e librerie, da Forwardintime.</p>
<p><strong>I media </strong></p>
<p>L&#8217;uso delle tecniche del compositing e della computer grafica sono, insieme al puntuale e documentato impianto storico, essenziali nella creazione del documentario. La narrazione procede su più piani, nella suggestione dei set virtuali. In uno degli schermi vengono chiarite e commentate visualmente le parole dei narratori, mentre lo sfondo individua in maniera iconica il periodo storico ed urbanistico illustrato. Innegabile, quindi il carattere educativo dell&#8217;opera.</p>
<p><strong>Attrice protagonista: Sara Missaglia.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-195" title="La protaginista Sara Missaglia" src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2008/11/immagine02.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p><strong>Interviste</strong></p>
<p>Architettura &#8211; prof. arch. Aldo Loris Rossi, Università &#8220;Federico II&#8221;, Napoli<br />
Archeologia &#8211; prof. Antonio De Simone Antonio, Università &#8220;Suor Orsola Benincasa&#8221;, Napoli<br />
Vulcanologia &#8211; prof. Giuseppe Luongo, Università &#8220;Federico II&#8221;, Napoli<br />
Filosofia &#8211; prof. Aldo Masullo, ex direttore del Dipartimento di Filosofia dell&#8217;Università di Napoli.<br />
Storia dell&#8217;Urbanistica &#8211; prof. Leonardo Di Mauro, Università &#8220;Federico II&#8221;, Napoli<br />
Storia dell&#8217;Arte &#8211; prof. Nocola Spinosa, sovrintendente Polo Speciale Museale Napoletano</p>
<p>Musica originale di Fabio Massimo Capogrosso</p>
<p>Studi ed Elaborazioni Urbanistiche ed Ambientali: Francesca Pirozzi, architetto e Conservatore Beni Culturali; Emilia Gentile, architetto Facoltà di Architettura dell&#8217;Università &#8220;Federico II&#8221; di Napoli</p>
<p>Consulente Geologo:  Claudio Scarpati, ricercatore e vulcanologo</p>
<p>Fotografia in esterni: Rosa Catalano, Valentina Mozzillo, Emanuela Esposito</p>
<p>Direttore della fotografia: Enzo Pascolo<br />
Operatore di ripresa: Enzo Pascolo<br />
Operatore di ripresa: Roberto Bontà Polito<br />
Operatore di ripresa : Gianni De Stefano</p>
<p>Suono in presa diretta : Alessio Perisano<br />
Operatore di ripresa aggiunto: Francesco Afro De Falco</p>
<p>Segretaria di edizione Nunzia Vannuccini<br />
Trucco attrice : Andrea Borgia<br />
Elaborazioni in Flash: Flashmotus di Paolo Di Paolo<br />
Effetti FFX/VFX, 3D: Pixel06<br />
Editor: Michela Maiello<br />
Sound Editor: Michele Mozzillo<br />
Traduzione: Laura Kirchner, Francesca Navarra<br />
Redazione Editoriale: Giovanni Schiavone, Celeste Coviello, Giusy Tafuto<br />
Sceneggiatura: Luciano De Fraia, Sirio D&#8217;Urso<br />
Regia : Luciano De Fraia</p>
<p>Film realizzato con la collaborazione della Film Commission Regione Campania<br />
Riprese realizzate grazie al Polo Speciale Museale Regione Campania, Certosa e Museo di San Martino, Corpo Forestale dello Stato, Scuola Militare Nunziatella, Museo di Castel Sant&#8217;Elmo, Soprintendenza Archeologica, Bagni Elena.</p>
<p>Vincitore del bando di coproduzione della Regione Campania<br />
Accordo di coproduzione per il doppiaggio in Inglese con Nelson Madison Films</p>
<p><strong>Particolari tecnici</strong></p>
<p>Ricostruzione modelli virtuali: castelli e monumenti di Napoli, città di Napoli, territorio campano, 40 cartografie storiche applicate in 40 ricostruzioni in 3D, circa 500 tra dipinti, incisioni e fotografie, animazioni dei modelli in 3D, animazione delle mappe in flash, set virtuali.</p>
<p>Tavole storiche, espansione Roma e trasformazione dell&#8217;Impero Romano fino alla caduta, Impero d&#8217;oriente e d&#8217;occidente, Impero bizantino e invasioni barbariche, Impero Spagnolo, ecc.</p>
<p>Colonna sonora originale</p>
<p><strong>Anteprime in programma</strong></p>
<p>Sabato 29 novembre, alle ore 18, al TRIP di via Martucci; previsti interventi di Leonardo Di Mauro e di Nicola Spinosa.</p>
<p>Lunedì 1° dicembre, alle ore 18, nella libreria Guida, nella saletta rossa di Port&#8217;Alba; previsti interventi di Aldo Loris Rossi, Antonio De Simone, Giuseppe Luongo.</p>
<p>Giovedì 4 dicembre, alle ore 20.30, nell&#8217;Art Garage a Pozzuoli.</p>
<p><strong>Filmografia del regista Luciano De Fraia</strong></p>
<p><em><strong>&#8220;Stabat&#8221; 09/2005</strong></em></p>
<p>Vincitore<br />
Columbine Award Musical Video &#8211; Moondance International Film Festival (Los Angeles,USA)<br />
Columbine Award Film Score &#8211; Moondance International Film Festival 2006 (Los Angeles,USA)<br />
Best Animation &#8211; Fargo Fantasy Film Festival (Arizona, USA)<br />
Best Music Score &#8211; Dervio Film Festival, Audience Award Corto Fiction (Chianciano Terme, Italy)</p>
<p>finalista/official selection:<br />
Torino Film Festival<br />
CortoImola Film Festival<br />
Lower East Side Film Festival (New York, USA)<br />
Newcastle Film Festival (NewCastle, Australia)<br />
Fargo Fantasy Film Festival (Fargo, Arizona, Usa)<br />
Sedona International Film Festival and Workshop (Sedona, Arizona,USA)<br />
Bradford International Film Festival (Bradford, UK)<br />
Tribeca Underground Film festival (New York, USA)<br />
Moondance Film Festival<br />
AkabCave Film Festival (Roma)<br />
Montecatini Film Festival<br />
Dervio Film Festival<br />
Flatland Film Festival (Texas, USA)<br />
Imaginaria Film Festival (permanent exposition during the festival)<br />
Corto Fiction Chianciano Terme<br />
Twin Cities International Film Festival (Minnesota, Usa)<br />
Comicon (Napoli)<br />
Napoli Film Festival (Napoli)<br />
Rassegna 41° Parallelo (New York, USA)</p>
<p>distribuzione: Big Film Shorts 100 S. Sunrise Way #289 Palm Springs, CA 92262</p>
<p><em><strong>&#8220;Crossing a painted vesuvius&#8221; 05/2006 </strong></em></p>
<p>finalista/official selection<br />
Queens International Film Festival (New York, Usa)<br />
Anchorage International Film Festival (Anchorage, Alaska, USA)<br />
ToniCorti (Padova)<br />
Contemporary Art Museum of Casoria (Casoria)<br />
Levante FilmFestival, fuori concorso (Bari)<br />
47 Leipzig DOK Markt (Leipzig, Germania)<br />
AFIA/ NoPoP Aarhus International Film Festival 2007 (Aarhus, Denmark)<br />
Napoli Film Festival 2007 (Napoli)<br />
Rassegna 41° Parallelo (New York, USA)</p>
<p>distribuzione dvd: Amazon<br />
distribuzione dvd internet e iptv: Indieflix, Customflix, I movie<br />
distribuzione all media: Big Film Shorts<br />
distribuzione library and school Parallel Lines, Cam.</p>
<p><em><strong>&#8220;I love in you&#8221; 11/2006 </strong></em></p>
<p>Athens Video Art Festival 2007 (Athens, Greece)<br />
Naoussa Intenational Film Festival 2007 (Naoussa, Grecia)<br />
Comicon (Napoli)<br />
Boston International Film Festival 2007 (Boston, USA)<br />
Napoli Film Festival 2007 (Napoli)<br />
Internationales Film &amp; Videofestival &#8220;One Minute&#8221; (Aarau, Switzerland)<br />
Rassegna 41° Parallelo (New York, USA)</p>
<p>distribuzione: Big Film Shorts 100 S. Sunrise Way #289 Palm Springs, CA 92262</p>
<p><em><strong>&#8220;Intervista ad Aldo Loris Rossi&#8221; 10/2007 </strong></em></p>
<p>per Annali Delle Città e dell&#8217;Architettura<br />
Mostra a Palazzo Reale, Napoli Novembre/Dicembre 2007</p>


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		<title>No comment</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 02:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[David Mills]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Travaglio]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2008/09/mills.jpg"><img src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2008/09/mills.jpg" alt="" title="Avvocato inglese David Mills" width="192" height="220" class="alignleft left size-full size-medium wp-image-171" /></a> Anche se con un ritardo di 5 giorni, segnalo un articolo apparso sul blog del giornalista Marco Travaglio. Si tratta di una segnalazione da fare perché vi si annunciano colpi di scena? verità nascoste? uno scoop? No. L&#8217;intervento va letto perché contiene fatti conosciuti e risaputi, cronache già riportate dalla stampa, perché fa un riepilogo esaustivo ed aggiunge riflessioni alla portata del buon senso di tutti. Il suo rilievo sta proprio nella ragionevolezza e nella &#8220;solarità&#8221; di quanto enunciato. Quasi inaspettatamente, se ne resta sconcertati.</p>
<p><strong>Eccone la sola introduzione. Il resto va letto nella sua interezza, piaccia o non piacciano i toni usati da Travaglio. Anche perché, se si trattasse di osservazioni infondate e di fatti distorti, il giornalista torinese dovrebbe campare 300 anni per risarcire la diffamazione subita da Berlusconi, Ghedini e da tutte le altre persone chiamate in causa.</strong></p>
<p><em>&#8220;Buongiorno a tutti. Oggi avrei dovuto parlare ancora di Alitalia, ma ne parleremo già Giovedì ad Annozero, quando ripartiremo, su RaiDue, e avremo modo di rifletterci. Oggi vorrei parlare di una questione che lega Israele all&#8217;Italia. Forse perché ho sentito dire, in coda a qualche telegiornale, che si è dimesso il Primo Ministro Olmert, come aveva promesso.</p>
<p>Olmert era sotto indagine per, dicono i giornali, corruzione. In realtà in Israele il reato di finanziamento illecito e corruzione è lo stesso quindi lui è accusato di avere dei preso dei soldi senza registrarli nei bilanci della sua campagna elettorale.<br />
E&#8217; stato accusato dopo essere diventato Premier di Israele in seguito all&#8217;ictus che ha colpito il precedente Premier Ariel Sharon. Non è stato ancora rinviato a giudizio, cioè non è stato ancora formalmente incriminato, è già stato interrogato tre volte e ogni è volta si è precipitato dai magistrati.<br />
Alla fine ha deciso che in quella situazione non poteva più restare presidente del Consiglio dello Stato di Israele, ha annunciato le sue dimissione e adesso, puntualmente, le ha date e verrà sostituito dal suo ministro donna Tzipi Livni.<br />
Perchè parlo di Olmert? Perchè quest&#8217;estate è accaduta una cosa inversa in Italia: come al solito, da noi, a situazioni simili conseguono risultati dissimili anzi opposti.&#8221;</em></p>
<p><strong><a href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2032959.html" target="_blank">Per leggere il testo integrale, cliccare sul link sottostante:</a><br />
<a href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2032959.html" target="_blank">http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2032959.html</a>.</strong></p>
<p>Nella foto, l&#8217;avvocato inglese David Mills, imputato a Milano.</p>


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		<title>Blog &#8211; Cronologia, miniera di dati</title>
		<link>http://blog.dossier.net/blog-cronologia-miniera-di-dati/</link>
		<comments>http://blog.dossier.net/blog-cronologia-miniera-di-dati/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 00:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano: blog]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[cronologia]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Nato nel 1997 grazie alla passione di Franco Gonzato, un vicentino ex titolare del negozio &#8220;Francomputer&#8221;, Cronologia.it si è distinto subito per la gran mole di materiale offerta: centinaia di migliaia di pagine dedicata alla storia, alla geografia, alle scienze, ecc.
Prima di sbarcare in Rete, il progetto ha preso la forma di un cd, il [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nato nel 1997 grazie alla passione di Franco Gonzato, un vicentino ex titolare del negozio &#8220;Francomputer&#8221;, Cronologia.it si è distinto subito per la gran mole di materiale offerta: centinaia di migliaia di pagine dedicata alla storia, alla geografia, alle scienze, ecc.<br />
Prima di sbarcare in Rete, il progetto ha preso la forma di un cd, il cui contenuto era composto dalle pagine di oltre 20.000 volumi cartacei. Umanista ed appassionato di informatica, Gonzato ha trovato in Internet lo sbocco ideale per la sua passione di bibliofilo (possiede una biblioteca con oltre 30.000 titoli).<br />
Per anni, lavorando 16 ore al giorno, ha riversato il materiale sul supporto digitale. Il risultato è notevole, così come le cifre dei lettori: nel solo mese di maggio 2008, la home page è stata vista quasi 4 milioni di volte (<a href="http://cronologia.leonardo.it/e-com02.htm" target="_blank">clicca qui per leggere i report</a>).</p>
<p>La grafica semplice, a volte spartana, favorisce una navigazione lineare e senza intoppi. Il sito va subito al sodo e non si perde in estetismi fini a se stessi. Particolarmente utile, anche nella vita di tutti i giorni, la sezione delle Biografie, mentre si rivela piena di spunti curiosi la sezione dedicata alle invenzioni ed alle scoperte. Citare tutto sarebbe impossibile, anche perché non si offrirebbe un quadro esaustivo e non si renderebbe giustizia a tanta fatica. In conclusione, il sito merita senz&#8217;altro una visita ed anche più di una, per informarsi e per non dimenticare.</p>
<p><strong>Il link a Cronologia.it: <a href="http://cronologia.leonardo.it/" target="_blank">http://cronologia.leonardo.it/</a></strong></p>


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		<title>Il grande bluff</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 22:09:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[E se fosse stato soltanto un bluff? se il Pdl avesse formulato la cosiddetta norma &#8220;blocca-processi&#8221; solo per usarla come merce di scambio nelle trattative con l&#8217;opposizione? Le recenti aperture e le dichiarate disponibilità fanno sorgere il dubbio.
Riflettiamoci. E&#8217; vero che nella precedente legislatura del centrodestra più di una legge è stata confezionata su misura [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2008/07/stangata.jpg'><img src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2008/07/stangata.jpg" alt="La stangata" title="La stangata" width="124" height="160" class="alignleft left size-full wp-image-167" /></a>E se fosse stato soltanto un bluff? se il Pdl avesse formulato la cosiddetta norma &#8220;blocca-processi&#8221; solo per usarla come merce di scambio nelle trattative con l&#8217;opposizione? Le recenti aperture e le dichiarate disponibilità fanno sorgere il dubbio.<br />
Riflettiamoci. E&#8217; vero che nella precedente legislatura del centrodestra più di una legge è stata confezionata su misura per casi e persone specifici, però, ora, i berlusconiani sarebbero stati così ingenui da ripetere lo scabroso copione? inserendo addirittura una data (il 30 giugno 2002) che assume le sembianze di un affronto verso il pudore e l&#8217;intelligenza? Le motivazioni addotte per giustificare la necessità della norma &#8220;blocca-processi&#8221; sono apparse subito fragili e pretestuose. Troppo.<br />
Ecco, quindi, che balena l&#8217;idea di una norma &#8220;esca&#8221;; soprattutto se si considera che il lodo Alfano (ex Schifani) è stato ripresentato subito dopo e che su di esso la grancassa delle obiezioni ha tuonato meno, poiché già esausta per il precedente tam tam.<br />
Se questo disegno fosse realistico, il Pdl rinuncerà ben volentieri allo stop per i processi anteriori al 2002, purché (un &#8220;purché&#8221; da sottolineare) l&#8217;opposizione non faccia resistenza al lodo Alfano, il quale garantisce l&#8217;immunità alle 4 più alte cariche dello Stato, fra le quali &#8211; ovviamente &#8211; quella del presidente del consiglio, ricoperta da Silvio Berlusconi. Il processo Mills non s&#8217;ha da fare e non si farà. In un modo o nell&#8217;altro, la giustizia verrà imbrigliata.<br />
L&#8217;opposizione di un sempre più sbiadito Pd potrà cantare vittoria (finalmente, sarebbe il primo successo) dicendo che ha imposto una correzione alla maggioranza e quest&#8217;ultima avrà ottenuto il risultato desiderato senza faticare troppo (le fanfare della sinistra possono squillare finché vogliono: al Governo siedono Berlusconi &#038; family).<br />
Tuttavia, proseguendo nelle illazioni, viene da domandarsi: la Sinistra è davvero così imbolsita da non aver capito la trappola degli avversari? No. E&#8217; vero che la gauche non ha grosse capacità di comando, però è altrettanto vero che non ha molto da imparare in fatto di machiavellismi. Siamo schietti: se la destra volesse, potrebbe far passare ogni norma, anche la più malvagia e sovversiva. Però, per mantenere la sua facciata e le promesse fatte agli elettori, necessita di una quiete sociale che solo la Sinistra sa assicurare, maestra com&#8217;è nel controllo delle piazze. Si delinea, pertanto, il profilo di una casta che difende se stessa a spese degli italiani: l&#8217;opposizione sapeva del bluff ed ha accettato; l&#8217;accordo, tacito o espresso, porta benefici ad entrambi gli schieramenti. Tranne che al Paese.</p>


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		<title>Vittorio Sgarbi: 6+</title>
		<link>http://blog.dossier.net/vittorio-sgarbi-6/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 03:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le pagelline]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Sgarbi]]></category>

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		<description><![CDATA[ Sgarbi Vittorio: in tv, una garanzia. Per Salemi la certezza di finire sulle cronache nazionali. Forse è stato questo il motivo che ha indotto gli elettori del centro siciliano, situato nella valle del Belice (colpita da un tremendo terremoto 40 anni fa), ad eleggere sindaco questo ferrarese d&#8217;attacco. A lui un bel 6+ di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2008/07/sgarbi_myspace.jpg" alt="Vittorio Sgarbi" title="Vittorio Sgarbi" width="170" height="107" class="alignleft left size-full wp-image-165" /> Sgarbi Vittorio: in tv, una garanzia. Per Salemi la certezza di finire sulle cronache nazionali. Forse è stato questo il motivo che ha indotto gli elettori del centro siciliano, situato nella valle del Belice (colpita da un tremendo terremoto 40 anni fa), ad eleggere sindaco questo ferrarese d&#8217;attacco. A lui un bel 6+ di incoraggiamento in pagella, per la costanza con cui persegue le sue mire di amministratore. Certo, passare dalle cariche di deputato, parlamentare europeo, sottosegretario ai Beni culturali, assessore alla Cultura al Comune di Milano alla fascia tricolore di primo cittadino in un paese che conta poco più di 11.000 abitanti non deve essere facile. Ma Sgarbi non molla e subito si lancia: niente più pale eoliche che deturpano il paesaggio, &#8220;chi ne vorrà di altre cominci a pensare di infilarsele in quel posto&#8230;&#8221;. I bellicosi intenti sono contenuti in una intervista che l&#8217;ex tante cose ha rilasciato al sito &#8220;I love Sicilia&#8221; (<strong><a href="http://www.ilove-sicilia.it/" target="_blank">clicca qui per leggere l&#8217;intervista</a></strong>).<br />
Beh, fermo restando che procurarsi energia alternativa e pulita è l&#8217;obiettivo di questo nuovo secolo, c&#8217;è solo da augurarsi che il critico d&#8217;arte restituisca al territorio amministrato non solo bellezza, ma anche benessere e buon governo.</p>
<p>Ciò che, tuttavia, suggerisce maggiormente un voto di incoraggiamento è il sito ufficiale del gran Vittorio: <strong><a href="http://www.vittoriosgarbi.it/" target="_blank">http://www.vittoriosgarbi.it/</a></strong>.<br />
Fa una certa tenerezza leggere nella home page: &#8220;SGARBI AZIENDALI &#8211; Arrivano le monografie aziendali firmate Vittorio Sgarbi. Un nuovo modo di raccontare le aziende italiane e i loro prodotti.&#8221; Porca miseria, ma dagli Sgarbi quotidiani (rubrica in tv) si può passare ad inserzioni di questo tipo (una via di mezzo fra il porta a porta e lo smercio di gadget natalizi con il timbro dell&#8217;arte)? Oooooh, e come ci restano tutte le fans dello Sgarbi incazzato e duro più di un Bossi ingrifato, sempre pronto con una mano a ravviarsi e capelli e con l&#8217;altra a tastare compiacenti rotondità? Abbiamo pensato ai contraccolpi psicosomatici delle artiste in fiore, delle acculturate da salotto di provincia adoranti verso il critico bello, scarmigliato e con l&#8217;ormone d.o.p.?<br />
I conti non tornano. Anche perché, sempre cliccando sul sito ufficiale, si arriva al profilo di Sgarbi su MySpace! Confesso: ho fatto più volte click col mouse perché stentavo a crederci. L&#8217;uomo che ha trasformato cultura ed intelligenza (è intelligente, questo va ammesso) in sculettanti consensi, che ha dispensato citazioni più arrapanti di 10 Rocco Siffredi in calore, che è stato circondato dalle più sexy e torbide figure televisive, si ritrova a digitare le proprie note biografiche scrivendo: &#8220;Uomo &#8211; 56 anni&#8221;. Non ci si crede? Bene, ecco l&#8217;indirizzo web (l&#8217;url, per gli smanettoni): <strong><a href="http://www.myspace.com/vittoriosgarbi" target="_blank">http://www.myspace.com/vittoriosgarbi</a></strong></p>
<p>Ma non basta. Mentre nella colonna sinistra della pagina sono allineati tutti i suoi libri, sulla destra campeggiano i video della Rete che lo hanno come protagonista e che tanto onore non gli fanno. Per non parlare dello sfondo, una autentica schifezza: la sua silohuette grigio topo, con la scritta &#8220;sei una capra&#8221; (almeno, così leggo, ma posso sbagliare).<br />
Con una pagina web di tal fatta, come si fa ad invocare la bellezza? E non è finita. Basta far scorrere la barra laterale per arrivare al clou.<br />
Si dice che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Figuriamoci Sgarbi che non perde nemmeno il pelo (la chioma si è ingrigita, ma resta orgogliosamente folta) e che ha un leader che il pelo in testa se lo è fatto pure reimpiantare. A cosa ci si riferisce? Alle donne, naturalmente. Nello &#8220;Spazio amici&#8221; di Vittorio Sgarbi figurano ben 3202 altri iscritti a MySpace e la parte delle leonesse la fanno &#8211; ovviamente &#8211; femminotte adulanti. Il buon cuore impedisce di malignare che gran parte di quelle foto con fanciulle svenevoli, in pose fatali, con sorrisi più eloquenti di una porno sceneggiatura, potrebbero essere taroccate, che forse nascondono pinguedini stagionate e vene varicose. No, non si può. E poi, leggendo i messaggi, il cuore ha già i suoi tracolli da fronteggiare: &#8220;Buongiorno Professore,in questo fine settimana propongo un bel bridisi alla faccia di tutti coloro che, invidiosi, dicono male della sua eccelsa figura! Buon week end professore!&#8221;, &#8220;Addirittura nella toplist&#8230; onorata!&#8221;, &#8220;Qui in museo gia&#8217; si parla del prossimo Darwin Day&#8230; ma io come faro&#8217; senza il mio assessore preferito&#8230;.?!?! Vittorioooooo grazieeeeeee&#8221;, &#8220;Beeeeeeeeellissimo grazie <img src='http://blog.dossier.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> &#8221;, e via spulciando. Occorre confessare che alcune foto il click se lo tirano alla grande e che la gnocca-bar è assai ben riuscita. Però&#8230;</p>
<p>A questo punto, ci si chiede: quello di Sgarbi è l&#8217;entusiasmo del neofita della Rete, oppure la china senile che porta a vedere una dea sotto ogni gonna ondeggiante?<br />
No, ci si rifiuta di accettare questa deriva telematica nell&#8217;uomo capace di leggere i grandi pittori del Rinascimento e tutti gli altri che hanno creato bellezza eterna.<br />
Aridatece Vittorio l&#8217;incazzato! Quello tutto champagne, Ferrari, pornostar, salotti, dame e madame luccicanti. Per le fantasie di noi piccoli uomini era una valvola di sfogo e, a volte, un motivo di speranza: in fondo, le nostre figure barbine, le nostre intemperanze ed imprecazioni erano poca cosa di fronte alle sue sfuriate con milioni di spettatori. Lui aveva sdoganato (termine pessimo, ma qui ci sta) l&#8217;isteria, ne aveva fatto fonte di ricchezza e prestigio, così da farla smerciare anche a noi, vucumprà delle imprecazioni in auto, delle liti condominiali, degli insulti trattenuti negli uffici e nelle case con mogli severe e giudicanti.<br />
Il 6+ di incoraggiamento è per questo, in realtà: caro prof. Sgarbi, risfoderi la grinta e ricominci ad insultare il mondo!</p>


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		<title>Non siamo come loro</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 09:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Di Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Bufera sulle nuove intercettazioni telefoniche che riguardano il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, pubblicate dal settimanale L&#8217;Espresso. il Palazzo ha fatto quadrato contro la stampa ed un esercito di pasdaran, martiri del Popolo delle libertà, brigate Arcore, circumnaviganti dell&#8217;Arco costituzionale (inventato una trentina di anni fa), talebani multicolori si è eretto a difesa della privacy [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Bufera sulle nuove intercettazioni telefoniche che riguardano il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, pubblicate dal settimanale L&#8217;Espresso. il Palazzo ha fatto quadrato contro la stampa ed un esercito di pasdaran, martiri del Popolo delle libertà, brigate Arcore, circumnaviganti dell&#8217;Arco costituzionale (inventato una trentina di anni fa), talebani multicolori si è eretto a difesa della privacy del leader maximo. Il senatore Antonio Di Pietro ha assimilato certi toni ai comportamenti di un magnaccia (pappone, protettore, sensale, procacciatore di donne, che dir si voglia) offrendo parole da ardere al teatrino della politica.<br />
<br />
<font size="5"><strong>Ma noi (noi gente comune) non siamo come loro.</strong></font></p>
<p>
&nbsp;<br />
</p>
<p>Telefonata fra Berlusconi e Agostino Saccà, allora responsabile di Rai Fiction</p>
<p><object width="425" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_zWFKDPX6l4&#038;hl=en&#038;border=1"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/_zWFKDPX6l4&#038;hl=en&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349"></embed></object></p>
<p>&#8220;Magnaccia&#8221;: la frase pronunciata dal senatore Antonio Di Pietro</p>
<p><object width="425" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/oDcepgp18fo&#038;hl=en&#038;border=1"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/oDcepgp18fo&#038;hl=en&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349"></embed></object></p>
<p>Emilio Fede, direttore del Tg4 Mediaset, indignato per le parole di Di Pietro</p>
<p><object width="425" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OKGAuT2kqI0&#038;hl=en&#038;border=1"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/OKGAuT2kqI0&#038;hl=en&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349"></embed></object></p>
<p>Uno scampolo dell&#8217;attività professionale del direttore Emilio Fede</p>
<p><object width="425" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kNUCKbgklKs&#038;hl=en&#038;border=1"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/kNUCKbgklKs&#038;hl=en&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349"></embed></object></p>
<p>Il moschettiere Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl</p>
<p><object width="425" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vM7TRi8h83k&#038;hl=en&#038;border=1"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/vM7TRi8h83k&#038;hl=en&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349"></embed></object></p>
<p>Casini, leader Udc, ex alleato di Berlusconi e cattolico di provata fede</p>
<p><object width="425" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zF9qsvaYBbM&#038;hl=en&#038;border=1"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/zF9qsvaYBbM&#038;hl=en&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349"></embed></object></p>
<p>Merenda fuori programma al Senato, per la caduta del governo Prodi</p>
<p><object width="425" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3_F5JPHZxBc&#038;hl=en&#038;border=1"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/3_F5JPHZxBc&#038;hl=en&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349"></embed></object></p>
<p>
&nbsp;<br />
</p>
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tr>
<td valign="top">
Simona Borioni, attrice della soap &#8220;Vivere&#8221;,<br />citata in una telefonata<br /> tra Fedele Confalonieri ed Agostino Saccà.<br />
<img src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2008/06/borioni.jpg" alt="Simona Borioni" title="Simona Borioni" width="250" height="160" class="alignnone size-full wp-image-158" />
</td>
<td width="40">&nbsp;</td>
<td valign="top">
Eleonora Gaggioli, una delle attrici<br /> segnalate da Silvio Berlusconi.</p>
<p><img src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2008/06/gaggioli.jpg" alt="Eleonora Gaggioli" title="Eleonora Gaggioli" width="250" height="166" class="alignnone size-full wp-image-159" />
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">
Giulietta Revel, citata in una telefonata<br />tra Maurizio Costanzo ed Agostino Saccà.</p>
<p><img src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2008/06/ravel.jpg" alt="Giulietta Ravel" title="Giulietta Ravel" width="200" height="177" class="alignnone size-full wp-image-160" />
</td>
<td width="40">&nbsp;</td>
<td valign="top">
Antonella Troise, attrice, citata in una telefonata<br />tra Silvio Berlusconi ed Agostino Saccà.</p>
<p><img src="http://blog.dossier.net/wp-content/uploads/2008/06/troise.jpg" alt="Antonella Troise" title="Antonella Troise" width="200" height="274" class="alignnone size-full wp-image-161" />
</td>
</tr>
</table>


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