Quesiti Imu

26 mar 2012 | Di | Categoria: Pagine utili Dossier.Net

Dossier.NetL’approssimarsi della scadenza per il pagamento della prima rata dell’Imu, l’Imposta Municipale Unica sugli immobili, prevista dal decreto sul federalismo fiscale e anticipata al 2012 dal premier Monti, rende più stringenti i dubbi dei contribuenti.
I quesiti dei cittadini vanno dalle agevolazioni previste per l’abitazione principale (comunemente detta “prima casa”) alle modalità di calcolo dell’imposta, dai moltiplicatori alle aliquote da applicare agli immobili, dai terreni agricoli alla seconda casa, ecc. ecc.
Purtroppo, non tutte le risposte alle domande dei contribuenti possono avere una risposta univoca, netta, poiché permangono alcune lacune legislative, come quella riguardante gli immobili inagibili (o inabitabili). Infatti, non tutte le norme che disciplinavano la soppressa Ici trovano applicazione per la nuova Imu, prima fra tutte l’abrogazione della potestà regolamentare dei Comuni in determinati ambiti.
Quella sottostante, è una raccolta dei quesiti Imu di maggiore importanza, che dovrebbe rivelarsi utili in questa fase di “rodaggio” della nuova imposta comunale sugli immobili.

Cliccare sui quesiti per leggere la relativa risposta (ci si collegherà alla Guida Imu di Dossier.Net).

Attenzione: l’Imu è un’imposta ancora in gestazione: non trascorre settimana senza che spunti qualche nuovo emendamento. Pertanto, vanno sempre tenute ben presenti le date in cui le risposte vengono fornite; queste ultime, ovviamente, sono basate sulla normativa vigente e non sulle regole in divenire.
Attualmente (seconda metà di aprile 2012), nella commissione Finanze della Camera, sono in discussione alcune modifiche. Il testo delle regole approvate tornerà poi al Senato, dove sono possibili ulteriori cambiamenti. Fino a che la cosiddetta “navetta” non cesserà, cioè fino a che gli emendamenti non smetteranno di fare la spola fra Camera e Senato, non si potrà avere un quadro certo della disciplina dell’Imu.

   
  blog:  
Tags: , ,

116 commenti
Lascia un commento »

  1. Ho letto tutti i quesiti riportati e le relative risposte, che ho trovato chiari ed interessanti.
    Non ho trovato però alcun quesito (e, quindi, alcuna risposta) sulla seguente fattispecie:

    “Coniugi in regime di “separazione dei beni”, ciascuno dei quali proprietario di un appartamento. Per scelta condivisa, vivono, di fatto, separati. In altre parole: per varie ragioni, pur dimorando entrambi nella stessa località, risiedono anagraficamente in rioni (ed indirizzi) diversi, ciascuno nel relativo appartamento di proprietà.
    Ciò premesso, ai fini dell’ IMU, i due coniugi, separati di fatto ed in regime di separazione dei beni, hanno diritto entrambi all’aliquota prevista per le rispettive “abitazioni principali?”

    RISPOSTA

    La ringrazio per il suo commento e per il quesito che interesserà molti utenti e che verrà inserito fra quelli pubblicati da Dossier.Net

    Premessa: l’attuale normativa dà adito ad interpretazioni contrastanti; pertanto, un chiarimento da parte del legislatore appare più che utile.

    A mio avviso, nel caso specifico, occorre fare riferimento al comma 2 ed al comma 10 dell’art. 13 del decreto legge 201/2011 (convertito dalla legge 214/2011).

    Nel comma 2, si legge: “Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente”. La normativa sulla vecchia Ici prevedeva che l’abitazione principale fosse quella in cui il soggetto passivo avesse, “salvo prova contraria”, la residenza anagrafica (art. 8, comma 2, del decreto legislativo n. 504 del 30 dicembre 1992). Quindi, dal 2012, si adottano criteri più restrittivi per la concessione delle agevolazioni: dimora abituale e residenza anagrafica.

    Nel comma 10 si legge: “L’aliquota ridotta per l’abitazione principale e per le relative pertinenze e la detrazione si applicano anche alle fattispecie di cui all’articolo 6, comma 3-bis, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504“. Quest’ultimo comma stabilisce quanto segue: “Il soggetto passivo che, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, non risulta assegnatario della casa coniugale, determina l’imposta dovuta applicando l’aliquota deliberata dal comune per l’abitazione principale e le detrazioni di cui all’art. 8, commi 2 e 2 bis, calcolate in proporzione alla quota posseduta. Le disposizioni del presente comma si applicano a condizione che il soggetto passivo non sia titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione situato nello stesso comune ove è ubicata la casa coniugale”. Si richiama l’attenzione su due elementi: il primo è quello della “separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio”; il secondo è quello con cui si pone la condizione che “il soggetto passivo non sia titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione situato nello stesso comune ove è ubicata la casa coniugale” per poter applicare i benefici concessi alla cosiddetta “prima casa” (la definizione è inesatta, benché di uso comune).

    Proprio quest’ultima statuizione (cioè la non proprietà di altri immobili situati nello stesso comune della casa coniugale) legittima la deduzione secondo cui, in assenza di una separazione legale, l’abitazione dei coniugi può essere soltanto una ed il coniuge separato di fatto è costretto ad applicare l’aliquota fissata per la seconda casa su un suo immobile ricadente nello stesso territorio comunale, senza poter beneficiare della detrazione di 200 euro. In pratica, se fosse stata sufficiente la previsione del secondo comma, sopra citato, il legislatore non avrebbe ravvisato la necessità di richiamare l’articolo 6, comma 3-bis, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504.

    Per rafforzare questa tesi, sono state richiamate due sentenze della Corte di Cassazione, riferite all’Ici: la sentenza n. 14389 del 15 giugno 2010 (emessa dalla sezione civile della suprema corte) e la sentenza n. 12269 del 19 maggio 2010 (emessa dalla sezione tributaria). Questi due pronunciamenti fanno riferimento al concetto di “casa coniugale”, “residenza della famiglia” (desumibile dall’art. 144, comma 1, del codice civile), “complesso abitativo” (composto da più unità immobiliari contingue), lasciando intendere che l’immobile adibito ad “abitazione principale” debba essere unico.

    Va comunque aggiunto che molti Comuni interpretano in modo elastico le norme Imu sulla cosiddetta “prima casa” (forse anche perché gli introiti dell’imposta finiscono in buona parte nelle casse statali), concedendo le agevolazioni ad entrambi i coniugi e ritenendo superate le sentenze della Corte di Cassazione. Inoltre, si fa spesso riferimento al solo comma 2 dell’art. 13 del decreto legge 201/2011 (convertito dalla legge 214/2011), in cui non si cita il concetto di famiglia che elegge un immobile come luogo di residenza comune.

    Per concludere: ferma restando la necessità di un chiarimento da parte del legislatore che fughi ogni possibile dubbio, a mio avviso soltanto uno dei due coniugi – nel caso prospettato – potrà fruire delle agevolazioni stabilite per la prima casa, mentre l’altro dovrà applicare l’aliquota prevista per la seconda casa, poiché non si è in presenza di una separazione legale, cioè di un vincolo matrimoniale interrotto. La separazione di fatto non appare giuridicamente rilevante ai fini della concessione dei benefici per l’abitazione principale. Inoltre, il comma 2, con cui si richiedono la dimora abituale e la residenza anagrafica, non contrasta ma si integra con quanto deciso con il comma 10 (i coniugi non devono possedere altri immobili nello stesso territorio comunale, requisito che rafforza l’esigenza di unicità dell’abitazione pincipale quale luogo d’elezione della vita familiare, in un ambito territorialmente circoscritto).

    In sostanza, il concetto di abitazione principale è connesso con quello di nucleo familiare, a prescindere dalle modalità abitative scelte dai coniugi. In caso contrario, si rischierebbe di conferire legittimità agli abusi che si verificano con le separazioni fittizie, tramite cui marito e moglie si separano legalmente al solo scopo di evadere l’imposta sugli immobili.

  2. Chiedo:Mia figlia vive e risiede con la sua fam.in un appartamento di cui io sono proprietario.Viceversa io e mia moglie viviamo in un appartamento di cui è proprietaria mia figlia.NON ABBIAMO ALTRE CASE!Come possiamo fare per non pagare tutti e due la aliquotq come seconda casa? Grazie per la attenzione.

    RISPOSTA

    Purtroppo, la nuova normativa sull’Imu (articolo 13, comma 10, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito dalla legge n. 214 del 2011) richiede specificatamente la “dimora abituale” e la “residenza anagrafica” per ottenere le agevolazioni concesse sull’abitazione principale.
    Quindi, nel caso prospettato, le soluzioni sono due: cambiare la residenza presso l’anagrafe del Comune e la dimora effettiva dei due due nuclei familiari; oppure, chiedere all’Agenzia del Territorio la variazione della proprietà dei due appartamenti.
    Considerati i tempi burocratici, per quest’anno appare inevitabile pagare l’Imu con le misure stabilite per la seconda casa (cioè, nessuna detrazione e aliquota base dello 0,76 per mille, aumentabile o riducibile del 3 per mille da parte del Comune); la titolarità dell’immobile deve risultare alla data del primo gennaio dell’anno di imposizione. Di conseguenza, l’eventuale variazione fatta quest’anno avrà validità dal 2013.

  3. tre appartamenti intestati al figlio ma usufruttuaria la madre la quale abita in uno di questi appartamenti; gli altri due sono locati; l’Imu va pagata dal figlio e con quale aliquota? o dalla madre con aliquola agevolata dell’appartamento dove abita e aliquota di seconda casa per i restanti due appartamenti locati?

    RISPOSTA

    I soggetti passivi dell’Imu (cioè i contribuenti obbligati a pagare l’imposta) sono i titolari di diritti reali sull’immobile. In questo caso, la madre è titolare di un diritto reale di godimento, poiché usufruttuaria di un appartamento. Pertanto, dovrà essere la madre a pagare l’Imu per la casa dove dimora abitualmente e dove ha la residenza anagrafica, usufruendo delle agevolazioni previste per l’abitazione principale, cioè aliquota base ridotta al 4 per mille (modificabile dai Comuni aumentando o diminuendo la stessa aliquota del 2 per mille) e detrazione base di 200 euro. Qualora con la madre convivessero figli con meno di 26 anni e con la stessa residenza anagrafica, si potrà beneficiare di una maggiore detrazione di 50 euro per ogni figlio.
    Nel caso specifico, toccherà al figlio (oppure alla stessa madre, se è usufruttuaria di tutte e tre le case) pagare l’Imu sugli altri due appartamenti, applicando l’aliquota prevista per la seconda casa, cioè il 7,6 per mille nella sua misura base (equivalente allo 0,76%).
    Si faccia bene attenzione al regolamento comunale, poiché i Comuni possono aumentare (caso frequente) o diminuire del 3 per mille questa aliquota base ordinaria; inoltre, possono essere previste aliquote agevolate (altro caso abbastanza frequente) qualora gli altri due appartamenti siano locati a canone concordato. Quindi, prima di pagare l’imposta, è bene informarsi presso l’Ufficio Tributi del Comune in cui sono situati gli immobili.

  4. Dopo aver letto i quesiti sopra, volevo sottoporvene uno diverso.
    Io e mia madre siamo cointestatari (io al 25% e lei al 75%) di due appartamenti.
    In uno risiede lei e nell’altro io, come va effettuato il calcolo dell’IMU?
    Si deve procedere alla registrazione di un contratto di comodato?
    Entrambi gli appartamenti possono essere considerati abitazione principale?
    Grazie

    RISPOSTA

    L’Imu, come la vecchia Ici, deve essere versata dai titolari di diritti reali sugli immobili. In questo caso, la madre ed il figlio sono tenuti a pagare l’imposta poiché proprietari degli immobili. Per quanto riguarda la prima casa, il comma 2 dell’art. 13 del decreto legge 201/2011 (convertito dalla legge 214/2011) richiede la “dimora abituale” e la “residenza anagrafica”.
    Pertanto, il figlio pagherà l’Imu sull’abitazione nella quale risiede, in proporzione alla sua quota di possesso (in questo caso, il 25%), applicando l’aliquota per la cosiddetta prima casa, cioè il 4 per mille nella sua misura base, aumentabile o riducibile dai Comuni fino ad un massimo del 2 per mille; analogamente, al momento di versare l’imposta sulla casa in cui risiede, la madre usufruirà dell’aliquota ridotta prevista per l’abitazione principale, determinando la somma in base alla sua quota di possesso (in questo caso, il 75%).
    La detrazione base di 200 euro potrà essere applicata sia dalla madre che dal figlio, poiché essa prescinde dalla quota di possesso ma è rapportata alla “quota per la quale la destinazione medesima si verifica” (la destinazione a cui fa riferimento il citato comma 2 è quella dell’abitazione principale) ed è commisurata “al periodo dell’anno” in cui l’immobile è stato adibito a prima casa. In pratica, se l’immobile è stato utilizzato come “prima casa” per 8 mesi, si potrà usufruire dell’imposta agevolata solamente per questo periodo.
    Sulle quote di possesso riferite all’immobile non abitato dai due titolari, dovrà essere applicata l’Imu con l’aliquota stabilita per la seconda casa: il 7,6 per mille, aumentabile o riducibile dai Comuni nella misura massima del 3 per mille.
    Se si scegliesse di adottare la formula del comodato gratuito, nulla cambierebbe, poiché le nuove regole sull’Imu hanno abolito le norme Ici che assimilavano all’abitazione principale le case concesse in uso gratuito ai familiari; attualmente (salve successive modifiche del legislatore), per questi immobili è prevista l’aliquota ordinaria del 7,6 per mille (aumentabile o riducibile dai Comuni per un massimo del 3 per mille).

  5. Sono un padre separato e possiedo il 50% di una casa assegnata alla mia ex moglie che vi risiede con i nostri due figli (13- 18anni) i quali sono a mio carico per il 50% . Nel Aprile 2011, nel comune dove ho trasferito la residenza , diverso da quello dove risiedono figli ed ex moglie, ho acquistato la NUDA PROPRIETA di un’altra unità abitativa lasciando l’usufrutto a mia madre anziana. Chiedo quali sono i miei obblighi in relazione all’ Imu.

    RISPOSTA

    L’immobile coniugale è considerato assimilabile all’abitazione principale. Questo significa che il coniuge non assegnatario ha diritto a metà della detrazione base di 200 euro ed all’applicazione dell’aliquota ridotta del 4 per mille per la quota di possesso. La maggiorazione della detrazione non dovrebbe spettargli poiché i due figli non convivono con il padre, a nulla rilevando la circostanza che gli stessi sono a suo carico per il 50%. Se il coniuge assegnatario è anche titolare per quota dell’ex casa coniugale, avrà diritto per intero alla maggiorazione di 100 euro (50 euro per ogni figlio).
    Tuttavia, va aggiunto che sul punto occorrerà attendere istruzioni ufficiali, poiché sembra possibile anche una lettura diversa delle attuali norme, in particolare per quanto riguarda il metodo di calcolo della detrazione spettante al coniuge non assegnatario.
    Per quanto attiene all’unità abitativa lasciata in usufrutto alla madre, sarà quest’ultima a dover pagare l’Imu, applicando l’aliquota ridotta del 4 per mille ed usufruendo della detrazione ordinaria di 200 euro, purché risulti che la signora dimori abitualmente nella casa e vi abbia la residenza anagrafica.

  6. Avrei un quesito da porle in relazionead un appartamento ereditato, mortis causa di mio padre nel 1968.Siamo tre fratelli, ciascuno proprietario di 1/3 con mia madre usufruttuaria di 1/3. Vorrei sapere chi deve pagare l’Imu e in che percentuali ? grazie.

    RISPOSTA

    Se, come sembra nel caso specifico, il genitore superstite utilizza la casa familiare, non ci sono dubbi sul fatto che ai fini dell’Imu, la nuova Imposta Municipale Unica sugli immobili, sarà la madre il “soggetto passivo” (cioè il contribuente tenuto al pagamento dell’imposta), in virtù della titolarità del diritto reale di abitazione previsto dall’articolo 540, secondo comma, del Codice civile.
    Ne consegue che l’abitazione è “principale” soltanto per la madre che può beneficiare dell’aliquota ridotta dello 0,4% (equivalente al 4 per mille) e della detrazione d’imposta ordinaria di 200 euro, come previsto dall’articolo 13, comma 10, del decreto legge 201/2011 (convertito dalla legge 214/2011).
    La maggiore detrazione di 50 euro non risulta applicabile se nessuno dei figli ha meno di 26 anni e dimora abitualmente (con residenza anagrafica) nella stessa abitazione principale.
    I figli, per la loro quota di possesso (1/3), dovranno pagare l’Imu sull’immobile applicando l’aliquota ordinaria del 7,6 per mille.

  7. Ho ereditato da mia madre una proprietà, casa e terreno, e finchè c’era l’ICI io dato incarico al mio commercialista ( come mi era stato da lui chiesto) di pagare la mia quota ICI (poichè trattasi di seconda casa): vorrei sapere se è giusto che io abbia pagato l’ICI e che ora debba pagare l’IMU, anche se in quella propietà risiede mio padre e mio fratello. E se esiste una normativa che mi esonera da questo tributo potrebbe indicarmela così io posso farla presente al mio commercialista?
    Grazie

    RISPOSTA

    Nel caso prospettato, se il genitore (padre) utilizza la casa familiare, ai fini dell’Imu sarà lui l’unico “soggetto passivo”, in virtù della titolarità del diritto reale di abitazione previsto dall’articolo 540, secondo comma, del Codice civile. Al riguardo, si segnala che la Corte di cassazione (sezione tributaria) ha stabilito che il coniuge superstite, con l’apertura della successione, diviene titolare del diritto reale di abitazione della casa adibita a residenza familiare; quindi, non a titolo successorio-derivativo, bensì a titolo costitutivo, fondato sulla qualità di coniuge che prescinde dai diritti successori (sentenza n. 1920 del 29 gennaio 2008). Questa situazione di diritto rimane immutata; quindi, produce effetti anche in tema di Imu. Ne consegue che suo padre è l’unico soggetto passivo e che ha diritto per l’abitazione familiare all’aliquota ridotta dello 0,4% e alla detrazione d’imposta ordinaria (200 euro), più la maggiore detrazione di 50 euro se il figlio convivente ha meno di 26 anni, come previsto dall’articolo 13, comma 10, del decreto legge 201/2011, convertito dalla legge 214/2011.

  8. Ho acquistato il 19 dic 2011 l’appartamento adiacente a quello in cui abito (già di mia proprietà); il 23 dic 2011ho presentato una SCIA in Comune per “Ristrutturazione edilizia per unione di due unità immobiliari”. Eseguiti i lavori previsti, il 7 marzo ho presenuato all’Agenzia del Territorio la denuncia di variazione catastale come unica unità immobiliare.
    Ai fini del calcolo dell’IMU (e della denuncia IRPEF del prossimo anno), per effetto della SCIA presentata che dimostra la volontà di procedere all’unificazione dei due appartamenti, posso considerare l’appartamento unificato come abitazione principale per l’intero anno o devo considerare l’appartamento acquistato come seconda abitazione fino alla data della variazione catastale?

    RISPOSTA

    Nel caso prospettato, l’imposta per l’appartamento acquistato il 19 dicembre 2011 è dovuta dal 1° gennaio 2012 e, quindi, il contribuente dovrà eseguire il relativo pagamento entro il 18 giugno (acconto), poiché il giorno 16 è sabato, ed entro il 17 dicembre 2012 (saldo), poiché il giorno 16 è domenica. Naturalmente, lo stesso contribuente dovrà prestare attenzione alla procedura di autoliquidazione dell’imposta, potendo applicare i benefici previsti per l’abitazione principale (aliquota ridotta e detrazione ordinaria di 200 euro, più eventuale maggiore detrazione per figli conviventi con meno di 26 anni di età). L’immobile, infatti, va considerato iscritto o iscrivibile nel catasto come “unica unità immobiliare”, nella quale il possessore (soggetto passivo) dimora abitualmente e risiede anagraficamente (articolo 13, comma 2, secondo periodo, del decreto legge 201/2011 convertito dalla legge 214/2011).
    Nel sottolineare l’attributo “iscrivibile” presente nel citato comma che sembra attagliarsi al caso prospettato, va tenuto presente che va fatta salva la decisione dell’Agenzia del Territorio, la quale potrebbe non accogliere la richiesta di variazione catastale, in assenza dei prescritti requisiti.

  9. Madre (vedova) e due figli sono coprietari, per eredità, di due alloggi ognuno per 1/3. Nel primo alloggio vi abita la madre unitamente ad un figlio, nell’altro vi abita l’altra figlia unitamente alla propria famiglia.
    Come va calcolata l’IMU?

    RISPOSTA

    Il genitore (madre) che utilizza la casa familiare è l’unico “soggetto passivo”, in virtù della titolarità del diritto reale di abitazione previsto dall’articolo 540, secondo comma, del Codice civile. Ne discende che l’abitazione è “principale” soltanto per il coniuge superstite che ha diritto all’aliquota ridotta del 4 per mille e alla detrazione d’imposta ordinaria (200 euro), come previsto dall’articolo 13, comma 10, del decreto legge 201/2011, convertito dalla legge 214/2011. Se il figlio convivente e con residenza anagrafica nella stessa casa ha meno di 26 anni, la madre può usufruire anche della maggiore detrazione di 50 euro.
    Anche l’alloggio abitato dalla figlia con la sua famiglia è da considerare abitazione principale, e, quindi, con diritto per il possessore (soggetto passivo) di beneficiare del trattamento agevolato previsto per l’abitazione principale (aliquota ridotta del 4 per mille e detrazione d’imposta ordinaria di 200 euro), a condizione che abbia la dimora abituale e la residenza anagrafica nell’unità immobiliare abitativa (articolo 13, comma 2, secondo periodo, del decreto legge 201/2011, convertito dalla legge 214/2011). Naturalmente, anche in questo caso, la presenza di figli conviventi e con residenza anagrafica nella stessa casa dà diritto ad una maggiore detrazione di 50 euro per ogni figlio (con un tetto di 400 euro).
    La madre ed il figlio dovranno poi pagare per il rispettivo secondo alloggio l’imposta ordinaria del 7,6 per mille relativamente alle quote di spettanza, mentre al figlio convivente con la madre spetta il pagamento dell’Imu su tutti e due gli alloggi ereditati, in base alla propria quota di possesso e con aliquota ordinaria del 7,6 per mille.

  10. Tra le risposte ai quesiti non ho trovato il mio caso. Sono una pensionata statale, con figlio 34enne con occupazione precaria. Possedendo una piccola casa incapace di ospitarci entrambi, la ho data in affitto per pagare parte del canone di una casa più grande presa in locazione. Non possiedo altri immobili. Sull’affitto della mia casa pago già la cedolare secca, pari a circa 2 mensilità. L’IMU, calcolato solo con l’aliquota base mi costerebbe circa una terza mensilità. Potrei, sulla base della mia capacità contributiva, considerarla come prima casa? So che il mio caso, specialmente in città, è piuttosto diffuso. Possibile che non sia stato previsto nulla?

    RISPOSTA

    Purtroppo, l’attuale disciplina dell’Imu stabilisce che le case affittate pagano l’imposta con l’aliquota ordinaria dello 0,76%, variabile di 0,3 punti percentuali in più o in meno, anche se il Comune può deliberare una riduzione fino allo 0,4%. Dal 2015 l’aliquota ordinaria sarà dimezzata per le abitazioni locate.
    Sebbene la prima rata Imu – in scadenza il 18 giugno prossimo – dovrà essere pagata con le aliquote base, consulti il regolamento comunale, perché non è raro che i Municipi prevedano aliquote agevolate per gli immobili dati in locazione. In tal caso, il conguaglio di dicembre le risulterà meno gravoso.

  11. Ho letto i quesiti sopra esposti e mi è tutto chiaro tranne il fatto che se una persona abita in una casa di proprietà del figlio e lo stesso abita nella casa del genitore, entrambi pagano l’IMU nella misura massima come seconda casa mentre, invece, ognuna è prima casa ma scambiata con l’altro per le rispettive comodità. Mi pare che questa “comodità” o esigenze personali costino un pò troppo, non vi pare? Il legislatore dovrebbe porre rimedio a questa ingiustizia.

    RISPOSTA

    A rigor di logica, lei ha ragione, ma il legislatore ha previsto che il soggetto passivo dell’Imu, cioè il contribuente tenuto a pagare l’imposta, è colui che gode di diritti reali sull’immobile. Nel caso prospettato, invece, da un punto di vista giuridico, né il figlio, né il genitore godono di un diritto reale sull’immobile, che consenta loro di beneficiare delle agevolazioni previste per l’abitazione principale (si richiedono la dimora abituale e la residenza anagrafica nella casa).
    Una soluzione, potrebbe essere quella di concedere la propria abitazione in usufrutto all’altro.
    Qualora non si procedesse alla concessione di un diritto reale (in ipotesi, l’usufrutto), la legge non lascia alternative.
    Nel caso di abitazioni locate, il proprietario paga l’Imu con l’aliquota ordinaria dello 0,76%, ma il comune, con apposita delibera del Consiglio comunale, adottata ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, può modificarla in aumento o in diminuzione fino a 0,3 punti percentuali, così come può ridurre fino allo 0,4% l’aliquota per gli immobili locati.
    Il consiglio, è quello di consultare bene il regolamento comunale e di verificare se per gli immobili locati sono previste aliquote agevolate, anche in considerazione di eventuali modifiche apportate dal legislatore, rispetto alle statuizioni del decreto legge 201/2011.

  12. Buongiorno leggendo i quesiti alcuni potrebbere essere analoghi al mio caso pur tuttavia per dirimere ogni mio dubbio volevo esporre il mio.
    ho la nuda proprietà di un immobile donatomi dai miei genitori ove mia madre, vedova, risiede abitualmente.
    Su tale immobile mi è stato consigliato di concedere il comodato gratuito del bene a mia madre per uso abitativo poichè tale esercizio equivale parimenti (quasi) all’usufrutto.
    Le domande: ai fini IMU si può usufruire dell’aliquota come abitazione principale? avendo la sola nuda proprietà sono tenuto a dichiarare l’immobile ai fini IRPEF ?

    RISPOSTA

    Se ho ben capito, l’abitazione le è stata donata da entrambi i genitori. Pertanto, a seguito del decesso di suo padre, sua madre ha acquisito il diritto reale di abitazione, in base all’art. 540, secondo comma, del Codice civile.
    Nel caso specifico, il soggetto passivo è solamente sua madre, sia per quanto riguarda l’Imu, sia per quanto attiene all’Irpef. Lei è completamente estraneo alle imposizioni, poiché è nudo proprietario.
    Agli effetti dell’Imu, il legislatore ha considerato abitazione principale l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto come “unica unità immobiliare”, nella quale il possessore (soggetto passivo) dimora abitualmente e risiede anagraficamente (articolo 13, comma 2, secondo periodo, del decreto legge 201/2011, convertito dalla legge 214/2011).
    Ne discende che chi gode del diritto reale di abitazione può beneficiare del trattamento agevolato previsto per l’abitazione principale (aliquota ridotta e detrazione d’imposta), a condizione che abbia la dimora abituale (residenza effettiva) e la residenza anagarafica nell’unità immobiliare abitativa. Ai fini dell’Irpef, invece, per abitazione principale deve intendersi semplicemente quella nella quale il soggetto passivo o i suoi familiari dimorano abitualmente (articolo 10, comma 3-bis, del Dpr 917/1986). In tal caso il reddito complessivo dovrà essere diminuito del reddito dell’abitazione principale (e di quello delle eventuali pertinenze).

  13. Mio nonno ha una seconda casa suddivisa in due parti, in una ci abito io figlio unico di padre(figlio di mio nonno proprietario) morto prematuro, nell’ altra parte mio Zio (sempre da parte di nonno proprietario naturalmente). Fino ad ora mio nonno per la mia parte paga come seconda casa, perchè nel mio comune dice che il grado di parentela “nipote” non beneficia di usufrutto come seconda casa e vi chiedo se questo è possibile ? Mentre mio Zio non pagava niente perchè in uso come prima casa e figlio. Adesso con la nuova Imu cosa cambia ?? oltre a pagare immagino aumentata la mia parte, pagherá anche mio Zio ? E se si come prima o seconda casa ? Grazie delle vostre future risposte.

    RISPOSTA

    Fino allo scorso anno, con apposita norma regolamentare (in base all’art. 59, comma 1, lettera e del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446), i Comuni potevano “considerare abitazioni principali, con conseguente esenzione dall’ Ici, quelle concesse in uso gratuito (comodato) a parenti in linea retta o collaterale, stabilendo il grado di parentela”. Nel suo caso, quindi, per lei (parente di secondo grado) il nonno pagava l’abitazione come seconda casa, mentre per suo zio (parente di primo grado), poteva benissimo godere dell’esenzione Ici prevista per l’abitazione principale, poiché il caso era pienamente contemplato dal regolamento comunale.
    Ora, però, la normativa sull’ Imu restringe decisamente il campo delle “assimilazioni”, cioè di tutti quei casi in cui certe abitazioni, come quelle concesse in uso gratuito ai parenti, erano esentate dall’ Ici. Pertanto, da quest’anno suo nonno dovrà pagare l’Imu, la nuova Imposta Municipale Unica sugli immobili, come seconda casa per lei e per suo zio.

  14. Non mi sembra di aver trovato fra i quesiti proposti, quello che si addice alla mia situazione.
    Io sono madre separata legalmente e consensualmente, la casa coniugale, in comproprietà al 50%, non è stata assegnata a me ma a mio marito che lì risiede e che ha assunto l’impegno legale (per sentenza) di pagare le rate residue del mutuo e di acquistarla entro un certo periodo di tempo.
    Nel frattempo, io vivo con nostra figlia presso i miei genitori dove siamo entrambe residenti.
    La bambina quindi non vive nella casa coniugale ma con me.
    Vorrei sapere in questo caso come è ripartito l’IMU fra i coniugi e chi dei due può usufruire della detrazione per la figlia a carico considerando anche che la sottoscritta non ha altre case di proprietà.
    Grazie

    RISPOSTA

    La casa coniugale è considerata assimilata all’abitazione principale (articolo 13, comma 2, secondo periodo, del decreto legge 201/2011, convertito dalla lagge 214/2011). Questo significa che il coniuge non assegnatario, che non possiede altra unità abitativa nel medesimo Comune ove è situata l’ex casa coniugale, avrà diritto a metà della detrazione base di 200 euro ed all’applicazione dell’aliquota ridotta del 4 per mille, modificabile dal Comune impositore (in aumento o in diminuzione) sino a 0,2 punti percentuali (commi 7 e 10, ultimo periodo, dello stesso articolo 13). La maggiorazione della detrazione di 50 euro per la figlia di età inferiore a 26 anni dovrebbe spettare alla madre con la quale convive la ragazza.

  15. La casa in cui risiedo con la mia famiglia (moglie + 2 figli) è di mia proprietà e data per i 7/9 in usufrutto a mia madre.
    Per entrambi è l’abitazione principale, in pratica io ho i 7/9 di nuda proprietà e i 2/9 di piena proprietà.
    Come vanno ripartite le detrazioni per prima casa?
    Ho diritto alla detrazione per figli a carico? (con la possibilità di andare a credito?)
    Grazie in anticipo per una eventuale risposta.

    RISPOSTA

    Nel caso prospettato, l’aliquota è ridotta allo 0,4% (4 per mille), trattandosi di abitazione principale di due soggetti passivi. Nell’immobile, infatti, i possessori (madre e figlio) “dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente” (articolo 13, comma 2, secondo periodo, del decreto legge 201/2011, convertito dalla legge 214/2011).
    Si segnala che il Comune impositore competente può modificare, in più o in meno, tale aliquota sino a 0,2 punti percentuali (comma 7 dello stesso articolo 13). La detrazione d’imposta (200 euro) spetterebbe ai due utilizzatori dell’abitazione principale, a prescindere dalla quota posseduta. La maggiorazione di 50 euro per ogni figlio convivente con meno di 26 anni è collegata al rapporto di parentela esistente e, quindi, dovrebbe andare per intero al genitore comproprietario dell’immobile.

  16. 1. Ho ereditato da mia moglie defunta i due terzi dell’abitazione con diritto di abitazione, come da legge. L’altro terzo è andato ai suoi fratelli che hanno ciascuno casa dove abitano. Chi deve pagare l’Imu? O si deve pagare pro-quota di possesso?
    2. Ho ereditato i due terzi di una casa in campagna dove non abita nessuno. L’altro terzo è dei fratelli di mia moglie. Chi paga l’Imu? O si deve pagare per quota di possesso?
    Grazie mille
    Giangiacomo

    RISPOSTA

    Per la casa ereditata da sua moglie defunta, sarà lei il “soggetto passivo”, in virtù della titolarità del diritto reale di abitazione previsto dall’articolo 540, secondo comma, del Codice civile e dovrà, quindi, pagare l’Imu con l’aliquota ridotta del 4 per mille, modificabile (in aumento o in diminuzione) fino a 0,2 punti percentuali, trattandosi di abitazione principale. Per tale immobile ha diritto alla detrazione d’imposta di 200 euro, rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione.
    I fratelli di sua moglie dovranno pagare l’Imu per 1/3 della quota ereditata, con l’aliquota di base dello 0,76%, modificabile (in più o in meno) sino a 0,3 punti percentuali da parte del Comune.
    Per la casa di campagna, ereditata per 2/3, dovrà pagare l’Imu con l’aliquota di base dello 0,76%, modificabile (in più o in meno) dal Comue impositore competente fino a 0,3 punti percentuali, poiché si tratta di seconda casa, mentre i fratelli di sua moglie pagheranno l’imposta per 1/3, sempre con l’aliquota dello 0,76%, modificabile di 0,3 punti percentuali in più o in meno da parte del Comune.

  17. Buongiorno avrei una domanda, forse avete già risposto ma non trovo nei commenti un risposta…. Mia suocera ha una casa di sua proprietà, che è divisa in due appartamenti, in uno abita lei e nell’altro io e mio marito ad uso gratuito, è vero che dovrà pagare IMU per prima e seconda casa???
    Grazie Mille.
    Valeria

    RISPOSTA

    L’appartamento abitato da sua suocera è da considerare abitazione principale, con diritto all’aliquota ridotta del 4 per mille, modificabile dal Comune impositore competente (in aumento o in diominuzione) fino a 0,2 punti percentuali (articolo 13, commi 2 e 7, del decreto legge 201/2011, convertito dalla legge 214/2011). Lo stesso contribuente, per tale immobile, ha diritto alla detrazione d’imposta di 200 euro, rapportati al periodo dell’anno durante il quale la casa è stata adibita ad abitazione principale.
    Con riferimento all’appartamento abitato da lei e da suo marito, l’aliquota applicabile sarà quella di base (0,76%), modificabile (in più o in meno) sino a 0,3 punti percentuali da parte del Comune, poiché la disciplina dell’Imu, a differenza di quella dell’Ici, non ha previsto alcun beneficio per le abitazioni concesse in uso gratuito (comodato) a parenti.

  18. Un’azienda agricola Società Semplice possiede vari fabbricati abitativi e fabbricati strumentali all’attività agricola. I fabbricati abitativi, dedotti quelli occupati dai soci imprenditori agricoli, sono destinati all’abitazione dei dipendenti esercenti attività agricole.
    Agli effetti IMU i fabbricati abitativi destinati ai dipendenti, anche se il catasto li indicherà in categoria A/6 R, dovrebbero avere trattamento analogo ai D/10, in quanto elencati tra i beni strumentali. Mentre quelli occupati dai soci imprenditori avranno il trattamento normale. E’ corretta l’impostazione?

    RISPOSTA

    Nel caso da lei prospettato, c’è da tener presente che problemi interpretativi si pongono con riferimento alle costruzioni strumentali destinate ad abitazione dei dipendenti esercenti attività agricole nell’azienda a tempo indeterminato o a tempo determinato per un numero annuo di giornate superiori a 100, previste dall’art. 9, comma 3-bis, lettera f del decreto legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133. Il successivo comma 3-ter prevede che tali abitazioni sono censite in catasto autonomamente, in una delle categorie del gruppo A.
    Appare incongruo applicare all’abitazione dell’agricoltore l’aliquota prevista per l’abitazione principale, pari allo 0,4%, ed all’abitazione occupata da propri dipendenti l’aliquota ridotta dello 0,2% che i comuni possono ridurre fino allo 0,1% (articolo 13, comma 8, del decreto legge 201/2011 convertito dalla legge 214/2011).
    Inoltre, tenga presente che entro questa settimana alla Camera dovrebbero essere approvati vari emendamenti all’attuale disciplina dell’Imu (ancora lacunosa). Quindi, segua i notiziari perché, almeno in teoria, potrebbero esserci novità anche per quanto attiene al suo caso.

  19. P.S. Nel mio precedente commento non ho ringraziato per l’eccellente servizio del Blog, veramente puntuale ed esaustivo. Lo faccio adesso con molta stima. Ancora mille grazie Enrico.

    RISPOSTA

    Grazie a lei per l’apprezzamento e per le sue gentili parole.

  20. Ho acquistato un appartamento confinante con il mio in cui risiedo. Ho presentato regolare scia per l’unione delle due unità immobiliari. Attualmente sono in fase di ristrutturazione della seconda unità poi si procederà con la ristruttrazione della prima unità ed abbattimento del muro di confine. Si precisa che tutte le utenze dell’appartamento acquistato sono state disdettate. L’IMU sul nuovo acquisto è dovuta come prima o seconda casa oppure il pagamento rimane in sospeso sino al fine lavori?

    RISPOSTA

    Nel caso prospettato, l’imposta andrebbe corrisposta addirittura in misura intera (7,6 per mille) e non ridotta del 50%, come, invece, previsto in tema di Ici per i fabbricati “dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati” (articolo 8, comma 1, del Dlgs 504/92). E’ prevedibile che i Comuni saranno investiti da richieste di ripristinare alcune delle agevolazioni abolite (agevolazioni sugli immobili inagibili, eccetera). Per una definizione completa di casi come il suo, non resta che attendere le delibere comunali ed eventuali (anzi, probabili) novità all’attuale disciplina dell’Imu.

  21. innanzi tutto complimenti per la completezza e la semplicità delle risposte date. Volevo esporre il fatto che mi riguarda da vicino. Padre pensionato sotto i 1000 euro al mese , madre casalinga Casa di proprietà e terreno ora divenuto edificabile. Non potendo far fronte alla nuova IMU, c’è la possibilità di far tornare il terreno da edificabile ad agricolo, o comunque qualche alternativa per venirne esentati parzialmente o totalmente? Grazie.

    RISPOSTA

    Grazie per l’apprezzamento. Per il caso da lei prospettato, il consiglio migliore è quello di di rivolgersi al funzionario responsabile nell’ambito del settore finanze tributarie del Comune impositore competente, al quale sono conferiti le funzioni e i poteri per l’esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale della nuova imposta municipale sugli immobili. Le norme attualmente in vigore in materia di Imu non suggeriscono una soluzione univoca e praticabile al suo problema.

  22. Nel ringraziarvi della precedente risposta (che si allega)

    antonio 4 aprile 2012 21:49 :
    Madre (vedova) e due figli sono comproprietari, per eredità, di due alloggi ognuno per 1/3. Nel primo alloggio vi abita la madre unitamente ad un figlio, nell’altro vi abita l’altra figlia unitamente alla propria famiglia.
    Come va calcolata l’IMU?
    RISPOSTA
    Il genitore (madre) che utilizza la casa familiare è l’unico “soggetto passivo”, in virtù della titolarità del diritto reale di abitazione previsto dall’articolo 540, secondo comma, del Codice civile. Ne discende che l’abitazione è “principale” soltanto per il coniuge superstite che ha diritto all’aliquota ridotta del 4 per mille e alla detrazione d’imposta ordinaria (200 euro), come previsto dall’articolo 13, comma 10, del decreto legge 201/2011, convertito dalla legge 214/2011. Se il figlio convivente e con residenza anagrafica nella stessa casa ha meno di 26 anni, la madre può usufruire anche della maggiore detrazione di 50 euro.
    Anche l’alloggio abitato dalla figlia con la sua famiglia è da considerare abitazione principale, e, quindi, con diritto per il possessore (soggetto passivo) di beneficiare del trattamento agevolato previsto per l’abitazione principale (aliquota ridotta del 4 per mille e detrazione d’imposta ordinaria di 200 euro), a condizione che abbia la dimora abituale e la residenza anagrafica nell’unità immobiliare abitativa (articolo 13, comma 2, secondo periodo, del decreto legge 201/2011, convertito dalla legge 214/2011). Naturalmente, anche in questo caso, la presenza di figli conviventi e con residenza anagrafica nella stessa casa dà diritto ad una maggiore detrazione di 50 euro per ogni figlio (con un tetto di 400 euro).

    La madre ed il figlio dovranno poi pagare per il rispettivo secondo alloggio l’imposta ordinaria del 7,6 per mille relativamente alle quote di spettanza, mentre al figlio convivente con la madre spetta il pagamento dell’Imu su tutti e due gli alloggi ereditati, in base alla propria quota di possesso e con aliquota ordinaria del 7,6 per mille.

    GRADIREI SAPERE QUAL’E’ L’IMPONIBILE DA APPLICARE DA OGNI PERSONA
    Si ringrazia e si porgono distinti saluti

    RISPOSTA

    La base imponibile può essere calcolata soltanto conoscendo la rendita catastale. L’operazione è abbastanza semplice e può essere eseguita utilizzando la calcolatrice Imu contenuta nella seguente pagina: http://www.dossier.net/guida/immobili03.htm

  23. Ho letto i nuovi codici per la compilazione F24. Ho due domande:
    1 – Il codice 3919 seconda casa STATO vuole per caso significare che dobbiamo calcolare noi la parte di imposta sulla seconda casa che va allo stato?
    2 – Non ci sarà più la possinilità di pagare con bollettino postale?
    Ringrazio e saluto.

    RISPOSTA

    L’articolo 13, comma 11, del decreto legge 201/2011, convertito dalla legge 214/2011, stabilisce che è riservata allo Stato la quota dell’IMU pari alla metà dell’importo calcolato applicando l’aliquota ordinaria (cioè il 7,6 per mille) alla base imponibile di tutti gli immobili, ad eccezione dell’abitazione principale e delle relative pertinenze (comma 7) e degli immobili rurali strumentali (comma 8).
    La quota di imposta risultante da questa operazione è versata allo Stato, contestualmente al pagamento dell’intera IMU. Pertanto, allo stato attuale, sembra che il contribuente dovrà effettuare un duplice versamento con il modello F24: uno a favore del Comune ed uno a favore dello Stato. Le modalità di versamento vengono stabilite da un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate (comma 12).
    Dunque, a meno di improbabili ripensamenti del legislatore, non ci sarà più la possibilità di pagare l’Imu con il bollettino postale.

  24. Sono proprietaria di una appartamento che fino ad un anno fa avevo dato in locazione con regolare contratto. Non ho mai cambiato la residenza perchè l’ho lasciata presso la casa dei miei genitori. Pertanto fino all’anno scorso ho pagato l’ICI come seconda casa e non ho detratto gli interessi passivi del mutuo. Rientrata in possesso della casa a seguito del rilascio dell’appartamento da parte dell’affittuario ho deciso di andarci a vivere con il mio futuro marito (mi sposo in maggio) che ha cambiato la residenza. Io invece ho mantenuto la residenza presso l’abitazione dei miei genitori per una serie di motivi personali. Ora mi chiedo come devo pagare la nuova IMU? Il fatto che con il mio futuro marito costituirò una famiglia può essere considerato ai fini dell’agevolazione prima casa? Oppure dovrò continuare a pagare come seconda casa? grazie per la risposta.

    RISPOSTA

    Ai fini Imu, per abitazione principale si intende “l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente”. Dunque, non basta più la sola dimora abituale, ma serve la formale iscrizione all’anagrafe della popolazione residente. L’agevolazione Imu per l’abitazione principale si estende anche alle pertinenze; fra queste ultime, rientrano esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di una unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo.
    L’aliquota Imu applicabile all’abitazione principale ed alle sue pertinenze è lo 0,4% (rispetto all’aliquota ordinaria dello 0,76%), ma il Comune impositore competente può modificarla fino a 0,2 punti percentuali (in aumento o in diminuzione). L’aliquota va applicata sul valore catastale ottenuto moltiplicando per 160 la rendita rivalutata del 5% (in precedenza, il coefficiente di moltiplicazione era 100).
    Inoltre, dall’imposta dovuta per l’abitazione principale si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, 200 euro rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione (rapportati, cioè, al periodo dell’anno durante il quale l’immobile è stato effettivamente adibito ad abitazione principale).
    Quindi, il consiglio è quello di andare ad abitare nel suo appartamento per godere delle agevolazioni previste per l’abitazione principale.

  25. Situazione:
    2 appartamenti costituenti unica unità immobiliare.
    Ognuno dei due coniugi è intestatario di un unico appartamento
    Si fa la somma e si paga per l’unica unità immobiliare?
    Si procede al pagamento come prima casa per ognuno?
    In questo caso come si applicano le deduzioni per l’unica figlia? Al 50% o su uno dei due appartamenti?
    Grazie.

    RISPOSTA

    Nel caso prospettato, ogni coniuge paga l’Imu per la sua quota di possesso. Trattandosi di abitazione principale, l’aliquota Imu applicabile all’unica unità immobiliare ed alle sue eventuali pertinenze è lo 0,4%, ma il Comune impositore competente può modificarla – in aumento o in diminuzione – fino a 0,2 punti percentuali. L’aliquota va applicata sul valore catastale ottenuto moltiplicando per 160 la rendita rivalutata del 5%. Inoltre, dall’imposta dovuta per l’abitazione principale si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, 200 euro rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione. Una ulteriore specificità dell’Imu è rappresentata dalla maggiorazione della detrazione di 50 euro per la figlia, purché di età non superiore a 26 anni e dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. Le regole della detrazione ordinaria di 200 euro prevedono che essa venga suddivisa in parti uguali in caso di coniugi comproprietari al 50%; anche la maggiorazione della detrazione di 50 euro dovrebbe seguire la stessa sorte.

  26. Sono comproprietario con mia moglie al 50% di una seconda casa, mia moglie non ha alcun reddito tranne la pensione di invalidità di 330 euro al mese. come dobbiamo pagare l’imu?
    grazie e saluti

    RISPOSTA

    Per la seconda casa, entrambi i comproprietari sono soggetti passivi e pagano l’Imu in ragione della loro quota di possesso (in questo caso, il 50%) con l’aliquota ordinaria dello 0,76%, che il Comune può variare entro 0,3 punti percentuali in più o in meno. Purtroppo, al momento, a livello statale, non sono previste agevolazioni per i soggetti a basso reddito.

  27. Il 30 marzo 2012 ho ricevuto in donazione dai miei genitori (entrambi viventi) un appartamento in cui loro hanno residenza e dimora abituale. Io invece ho residenza e dimora abituale in un’altra regione. A chi spetta pagare l’IMU? E con quali aliquote? Grazie.

    RISPOSTA

    Se i suoi genitori si sono riservati l’usufrutto, donando a lei la nuda proprietà dell’appartamento, soggetti passivi ai fini Imu dell’immobile sono loro, mentre lei è completamente estranea alla tassazione. Di conseguenza, l’abitazione è “principale” soltanto per i soggetti passivi (cioè i genitori), i quali hanno diritto all’aliquota agevolata dello 0,4% (modificabile in più o in meno sino a 0,2% da parte dei Comuni) e alla detrazione d’imposta ordinaria di 200 euro, come previsto dall’articolo 13, comma 10, del decreto legge 201/2011, convertito dalla legge 214/2011.
    Qualora, invece, lei risultasse “piena” proprietaria dell’appartamento, cioè qualora i genitori non si fossero riservati l’usufrutto, lei ne sarebbe il cosiddetto soggetto passivo, obbligata a pagare l’imposta sull’immobile come “seconda casa”; l’aliquota applicabile sarà quella ordinaria (0,76%), modificabile (in più o in meno) sino a 0,3 punti percentuali da parte dei Comuni.

  28. Vi ringrazio per la risposta. Chiarissima per il secondo quesito. Vi chiedo solo un ultreriore chiarimento per il primo quesito che vi ripropongo:1. Ho ereditato da mia moglie defunta i due terzi dell’abitazione con diritto di abitazione, come da legge. L’altro terzo è andato ai suoi fratelli che hanno ciascuno casa dove abitano. Chi deve pagare l’Imu? O si deve pagare pro-quota di possesso? La vostra risposta è stata:Per la casa ereditata da sua moglie defunta, sarà lei il “soggetto passivo”, in virtù della titolarità del diritto reale di abitazione previsto dall’articolo 540, secondo comma, del Codice civile e dovrà, quindi, pagare l’Imu con l’aliquota ridotta del 4 per mille, modificabile (in aumento o in diminuzione) fino a 0,2 punti percentuali, trattandosi di abitazione principale. Per tale immobile ha diritto alla detrazione d’imposta di 200 euro, rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione. I fratelli di sua moglie dovranno pagare l’Imu per 1/3 della quota ereditata, con l’aliquota di base dello 0,76%, modificabile (in più o in meno) sino a 0,3 punti percentuali da parte del Comune.
    Vi domando ma io debbo pagare i 2/3 della tassa o il 100%? Se pago il 100% e i fratelli pagano per 1/3 come seconda casa, non si paga la trassa 2 volte? Grazie mille Giangiacomo.

    RISPOSTA

    Nella nostra risposta era sottinteso che ognuno dovesse pagare in proporzione alla quota di possesso e ci scusiamo se non siamo stati abbastanza chiari. Quindi, lei dovrà versare l’Imu rapportandola ai suoi 2/3 di proprietà dell’immobile. Altrimenti, come lei osserva giustamente, si finirebbe per pagare più del dovuto.

  29. PERCHE’ A ME NON AVETE RISPOSTO, CHIEDEVO COME MAI AL QUESITO N°9 DICE CHE LA MADRE CON DIRITTO DI ABITAZIONE E L’UNICA SOGGETTA IMU, E POI DITE CHE DEVE PAGARLO ANCHE IL FIGLIO E LA FIGLIA PER LA LORO QUOTA??? GRAZIE ANCORA.

    RISPOSTA

    Qual è il suo quesito? Qui non ce n’è alcuno firmato da Adriana. Sia chiara e ponga la sua domanda. Se avremo tempo, risponderemo.

  30. Nel ringraziarvi dellE precedentI rispostE (che si allegano)

    antonio 4 aprile 2012 21:49 :
    Madre (vedova) e due figli sono comproprietari, per eredità, di due alloggi ognuno per 1/3. Nel primo alloggio vi abita la madre unitamente ad un figlio, nell’altro vi abita l’altra figlia unitamente alla propria famiglia.
    Come va calcolata l’IMU?
    RISPOSTA 1
    Il genitore (madre) che utilizza la casa familiare è l’unico “soggetto passivo”, in virtù della titolarità del diritto reale di abitazione previsto dall’articolo 540, secondo comma, del Codice civile. Ne discende che l’abitazione è “principale” soltanto per il coniuge superstite che ha diritto all’aliquota ridotta del 4 per mille e alla detrazione d’imposta ordinaria (200 euro), come previsto dall’articolo 13, comma 10, del decreto legge 201/2011, convertito dalla legge 214/2011. Se il figlio convivente e con residenza anagrafica nella stessa casa ha meno di 26 anni, la madre può usufruire anche della maggiore detrazione di 50 euro.
    Anche l’alloggio abitato dalla figlia con la sua famiglia è da considerare abitazione principale, e, quindi, con diritto per il possessore (soggetto passivo) di beneficiare del trattamento agevolato previsto per l’abitazione principale (aliquota ridotta del 4 per mille e detrazione d’imposta ordinaria di 200 euro), a condizione che abbia la dimora abituale e la residenza anagrafica nell’unità immobiliare abitativa (articolo 13, comma 2, secondo periodo, del decreto legge 201/2011, convertito dalla legge 214/2011). Naturalmente, anche in questo caso, la presenza di figli conviventi e con residenza anagrafica nella stessa casa dà diritto ad una maggiore detrazione di 50 euro per ogni figlio (con un tetto di 400 euro).

    La madre ed il figlio dovranno poi pagare per il rispettivo secondo alloggio l’imposta ordinaria del 7,6 per mille relativamente alle quote di spettanza, mentre al figlio convivente con la madre spetta il pagamento dell’Imu su tutti e due gli alloggi ereditati, in base alla propria quota di possesso e con aliquota ordinaria del 7,6 per mille.

    GRADIREI SAPERE QUAL’E’ L’IMPONIBILE DA APPLICARE DA OGNI PERSONA
    Si ringrazia e si porgono distinti saluti

    RISPOSTA 2

    La base imponibile può essere calcolata soltanto conoscendo la rendita catastale. L’operazione è abbastanza semplice e può essere eseguita utilizzando la calcolatrice Imu contenuta nella seguente pagina: http://www.dossier.net/guida/immobili03.htm

    LA MIA TERZA DOMANDA (forse nella precedente non sono stato chiaro)
    UNA VOLTA RIVALUTATA LA RENDITA CATASTALE, (IN RIFERIMENTO ALLA RISPOSTA ALLA DOMANDA UNO), ESSA VA APPLICATA DA OGNUNO PER LA QUOTA DI POSSESSO O IN MANIERA DIVERSA.
    Grazie per la disponibilità

    RISPOSTA

    Riepilogo perché in una risposta, invece di scrivere “figlio”, ho scritto “figlia”.
    La rendita catastale, rivalutata del 5%, va moltiplicata prima per il coefficiente 160 e poi per l’aliquota Imu fissata dal Comune (ad esempio, dallo 0,46% all’1,06% in caso di seconda casa), in base alla quota di possesso. Per quanto riguarda l’abitazione principale, il contribuente ha diritto all’aliquota ridotta del 4 per mille ed alla detrazione di 200 euro, maggiorata di 50 euro per ogni figlio convivente con meno di 26 anni di età.
    Con riferimento al suo primo quesito, le due case possono essere considerate entrambe “abitazione principale”, sia dalla madre vedova, sia dalla figlia. La madre, in base al diritto di abitazione, pagherà l’intera Imu, mentre la figlia pagherà l’imposta agevolata in rapporto alla sua quota di possesso (1/3).
    Il figlio che convive con la madre dovrà pagare l’Imu sulla casa dove vive la sorella, applicando l’aliquota del 7,6 per mille prevista per le seconde case, in rapporto alla sua quota di possesso (cioè, il 33,3%).

  31. Salve, sono la Antonella alla quale gentilmente ha risposto per la mail del 04/04/12. Volevo chiederle se la sentenza che lei cita del 2008 può non essere applicata dal comune o se lo stesso è obbligato ad accettare gli effetti della sentenza e a non pretendere il pagamento della mia quota IMU. Le chiedo ciò perchè non vorrei che non pagando la mia quota IMU, se poi mio padre non dovesse pagarla ( come penso possa accadere) io possa andare incontro a delle sanzioni amministrative. Mi chiedo inoltre se quando mio padre non ci sarà più e risulta che lui non ha pagato questa tassa nel corso degli anni, io possa andare incontro a delle sanzioni. Grazie.

    RISPOSTA

    Il Comune può anche ignorare la sentenza della Corte di Cassazione; però, in caso di ricorso alla giurisdizione delle Commissioni tributarie provinciale e regionale, la stessa sentenza della Cassazione ha efficacia di orientamento giudiziario quasi vincolante che solitamente viene rispettato dal giudice di grado inferiore. Fino a che suo padre risiede nell’immobile, lei non deve pagare nulla (se lo facesse, l’Imu verrebbe inutilmente pagata due volte, perché l’obbligato è suo padre). Qualora il genitore venisse a mancare senza aver versato l’imposta dovuta, il Comune potrebbe rivalersi sugli eredi, chiedendo loro di adempiere (con probabile applicazione delle sanzioni). La soluzione migliore, quindi, è accertarsi che suo padre paghi l’Imu, la quale – ripeto – nel suo caso è quella agevolata prevista per la cosiddetta “prima casa”.

  32. Grazie mille,
    sono felice di congratularmi con voi sia per la tempestività, sia per la esaustività delle risposte.
    Complimenti di nuovo e auguri di buon lavoro.
    Giangiacomo

    RISPOSTA

    Giangiacomo, grazie a lei per l’attenzione e per la sua gentilezza.

  33. Abbiamo ricevuto in eredità dopo la morte di mio padre un’immobile successivamente suddiviso in due unità. Le quote di proprietà sono ripartite in 1/3 ciascuna (2 figli + madre). Le due unità risultano adibite ad abitazione principale da uno dei due figli, con un figlio a carico, e dalla madre, sulla cui abitazione penso possa essere invocato il diritto di abitazione. Come va ripartita l’IMU per i tre soggetti?

    RISPOSTA

    Ai fini dell’Imu, per quanto riguarda la ex “casa coniugale”, il soggetto passivo è il genitore (coniuge superstite), poiché risulta titolare del diritto reale di abitazione. Con l’apertura della successione (data di morte), il coniuge superstite acquisisce il diritto reale di abitazione della casa adibita a residenza familiare (articolo 540, secondo comma, del Codice civile) a titolo costitutivo (Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza n. 1920 del 29 gennaio 2008). Per usufruire del beneficio fiscale (applicazione dell’aliquota ridotta del 4 per mille e detrazione ordinaria d’imposta di 200 euro), sua madre è obbligata ad avere nella propria unità immobiliare sia la residenza anagrafica, sia la dimora abituale. In questo caso, la madre paga l’Imu per l’intero immobile, come se ne fosse titolare al 100% (si ricorda che i contribuenti obbligati a pagare l’imposta sono i titolari di un diritto reale sull’immobile).

    Chiarita la tassazione sul primo immobile (abitato dalla madre vedova), passiamo al secondo immobile.

    Il figlio che abita nella seconda unità immobiliare, con un figlio a carico, può considerarla abitazione principale, in rapporto alla sua quota di possesso (cioè il 33,3%), a condizione che vi dimori abitualmente e che vi risieda anagraficamente. In tal caso può accedere al trattamento agevolato previsto per l’abitazione principale, con diritto all’aliquota ridotta del 4 per mille (modificabile in più o in meno sino a 0,2% da parte del Comune) ed alla detrazione d’imposta di 200 euro. Infine, poiché convive con un figlio, è legittimato a beneficiare anche della maggiorazione della detrazione (50 euro), se il figlio ha un’età non superiore a 26 anni e convive con il padre.

    Il secondo figlio erede, invece, dovrà pagare l’Imu in rapporto alla sua quota di possesso, applicando l’aliquota ordinaria prevista per la seconda casa: cioè, lo 0,76%, modificabile (in più o in meno) fino a 0,3 punti percentuali da parte del Comune. Lo stesso tipo di tassazione (cioè aliquota prevista per la seconda casa e pagamento in rapporto alla quota di possesso del 33,3%) graverà sulla madre che è coerede assieme ai figli.

  34. Sono separato con due figli all’atto della separazione la metà dell’immobile che spettava a me l’ho donato ai miei figli la stessa cosa ha fatto la mia ex moglie solo che lei ha il vitalizio sino alla sua morte.
    A chi spetta pagare l’I.M.U?

    RISPOSTA

    Se entrambi i genitori hanno costituito a favore dei figli un diritto reale di abitazione, usufrutto o uso, i soggetti passivi ai fini Imu saranno i figli, per i quali l’abitazione sarà principale, purché vi mantengano la dimora abituale e la residenza anagrafica.
    Invece, in caso di donazione a titolo gratuito (che si configura come un comodato), i soggetti passivi dell’appartamento rimarranno i genitori che saranno obbligati a pagare l’Imu. In questo caso, in base alle recenti modifiche che dovranno essere ratificate in via definitiva dal Senato nei prossimi giorni, se la madre abita con i figli nella ex casa coniugale, ci si potrà avvalere delle agevolazioni previste per l’abitazione principale. La madre ex moglie dovrà pagare per intero l’Imu, mentre il padre ne sarà esentato.
    Purtroppo, per avere una risposta definiva ed assolutamente certa, occorrerà che il citato emendamento venga approvato in Senato, in sede di conversione in legge del decreto legge per le semplificazioni fiscali (dl 2 marzo 2012 n. 16).

  35. salve, abito nella casa ove sono il nudo proprietario,l’usufruttuario è mio padre, ho regolarmente registrato il contratto di affitto con l’agenzia delle entrate a canone zero, siamo residenti nell’abitazione da anni, l’ici la pagavo come prima casa, vale lo stesso per l’imu???

    RISPOSTA

    Ai fini dell’Imu, il soggetto passivo è soltanto suo padre, usufruttuario della casa familiare; lei, nudo proprietario, è completamente estraneo alla tassazione. Il legislatore ha considerato abitazione principale l’immobile, “iscritto o iscrivibile nel catasto come unica unità immobiliare”, nel quale il possessore (soggetto passivo) dimora abitualmente e risiede anagraficamente. Pertanto, l’usufruttuario può beneficiare del trattamento agevolato previsto per l’abitazione principale (aliquota ridotta del 4 per mille e detrazione d’imposta di 200 euro).

  36. buongiorno, ho comprato un’appartamento a mio figlio intestandoglielo ma riservandomi l’usufrutto. Mio figlio risiede in quell’immobile per imu e’ prima casa? e chi deve pagare il proprietario o l’usufruttuario.
    grazie.

    RISPOSTA

    Nel caso prospettato, il soggetto passivo ai fini dell’Imu (cioè il contribuente obbligato a pagare l’imposta) è soltanto l’usufruttuario (lei), mentre è completamente estraneo alla tassazione il nudo proprietario (figlio).
    Agli effetti dell’Imu, l’usufruttuario può beneficiare del trattamento agevolato previsto per l’abitazione principale (aliquota ridotta e detrazione d’imposta) soltanto se nell’unità immobiliare ha la dimora abituale (residenza effettiva) e la residenza anagrafica. In caso contrario, l’appartamento sarà considerato come seconda casa per l’usufruttuario che dovrà pagare l’Imu con l’aliquota ordinaria (0,76%), modificabile dai Comuni in più o in meno sino a 0,3 punti percentuali.

  37. Madre (vedova) e due figli sono coprietari, per eredità, di due alloggi ognuno per 1/3. Nel primo alloggio vi abita la madre unitamente ad un figlio, nell’altro vi abita l’altra figlia unitamente alla propria famiglia.
    AVETE RISPOSTO CHE: Il genitore (madre) che utilizza la casa familiare è l’unico “soggetto passivo”, in virtù della titolarità del diritto reale di abitazione previsto dall’articolo 540, secondo comma, del Codice civile.PERCHE’ POI DITE (al quesito 9) CHE IL figlio convivente con la madre spetta il pagamento dell’Imu su l’ alloggio ereditato, in base alla propria quota di possesso e con aliquota ordinaria del 7,6 per mille SE PRIMA SI AFFERMAVA CHE LA MADRE ERA L’UNICO SOGGETTO PASSIVO?? GRAZIE MILLE. ADRIANA

    RISPOSTA

    La madre è unico soggetto passivo per quanto riguarda la ex casa coniugale in cui lei abita e può usufruire delle agevolazioni previste per l’abitazione principale, pagando l’Imu al 100%. Sull’altro immobile abitato dalla figlia, la stessa madre (coerede) dovrà versare l’Imu per la sua quota di possesso (1/3), applicando l’aliquota prevista per la seconda casa.

    Il figlio deve pagare l’Imu con l’aliquota prevista per la seconda casa sull’immobile in cui abita la sorella (con la sua famiglia), in base alla sua quota di possesso (cioè 1/3).

  38. Ho ereditato nel 2010 dai miei genitori un appartamento a Ferrara. Trattasi di un immobile in città costruito negli anni 50′ (ex INA casa), di mq 70; mai ristrutturato dai miei genitori che lo hanno abitato fino alla morte ultra novantenni. Oggi l’appartamento si trova in uno stato quasi fatiscente e non è proponibile in affitto.
    I tentativi per venderlo sono deludenti sopratutto in una situazione di crisi come stiamo vivendo. Non esistono esenzioni o riduzioni di imposta per immobili che hanno perso il valore iniziale?

    Se avessi ereditato un rudere di campagna sarebbe la stessa cosa?

    Ringrazio anticipatamente della risposta. Saluti.

    RISPOSTA

    Una agevolazione che può ottenere è quella concessa agli immobili dichiarati inagibili con una apposita perizia e non abitabili nemmeno con ordinari interventi di manutenzione. In questo caso, avrebbe diritto a pagare l’Imu ridotta del 50%.
    Se l’immobile o il rudere di campagna da lei citato come esempio fosse classificato nella categoria F2 (cioè fabbricato senza rendita catastale), sarebbe esentato dall’imposta.
    Qualora non ricorressero i due casi prospettati, il contribuente sarà costretto a pagare l’Imposta Municipale Unica applicando l’aliquota prevista per la seconda casa (7,6 per mille).

  39. domanda: mia figlia è nata 01/04/1986 e pertanto ha compiuto 26 anni lo scorso 1° aprile. posso considerare la detrazione per i figli nella ragione di 3 dodicesimi?. grazie

    RISPOSTA

    In linea logica e stando all’orientamento che sembra emergere, la risposta è affermatica. Lei può fruire della maggiore detrazione di 50 euro rapportandola ai dodicesimi di anno in cui sua figlia ha avuto meno di 26 anni. Attenzione, però: alla data attuale, 19 aprile 2012, la disciplina dell’Imu è tutt’altro che ben definita e le sorprese fino ad ora non sono mancate.

  40. Salve
    Risiedo in un appartamento di cui sono nudo proprietario, usufruttuario è mio padre. Nel 1997 ho registrato una scrittura privata di costituzione di diritto di abitazione.
    L’ici la pagavo come prima casa, sarà uguale per l’imu?

    Grazie infinite

    RISPOSTA

    Il contribuente obbligato al pagamento dell’Imu è suo padre, poiché usufruttuario, e può fruire delle agevolazioni previste per l’abitazione principale se dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell’immobile.
    Se lei intende far valere la scrittura privata trasformandola in un atto pubblico, dovrà essere lei a pagare l’Imu, perché titolare di un diritto reale (cioè, quello di abitazione). In questo caso, però, l’aliquota da applicare è quella prevista per la seconda casa, poiché – se ho ben capito – lei non possiede i necessari requisiti di dimora abituale e di residenza anagrafica nell’appartamento.

  41. Buongiorno, desidero porle un quesito che credo sia interessante e per nulla raro. Calcolando IMU sulla prima casa, proprietà per il 33,33 %, puo’ accadere che se viene pagata in 3 rate, quindi con derazione di 66,66 euro a rata (200 totali), nel caso in cui venga poi a saldo, quindi 3° rata, stabilita l’aliquota massima del 6permille, risulta che debba essere pagata una certa cifra. Se però si decide di pagare in 2 rate, l’IMU venga azzerata, per effetto della detrazione di 100 euro in Acconto e 100 in Saldo. Benvenga il pagamento in 2 rate, ma è certamente una stortura del sistema. Ovvio che se devo scegliere se pagare in 2 rate azzerando l’imposta o pagarla i 3 rate e vedermi addebitare un importo, scelgo la prima opzione. Ho verificato tale situazione sia tramite il vostro calcolatore sia manualmente. Grazie.

    RISPOSTA

    Sul suo intervento c’è poco da rispondere, dando per scontato che lei ha effettuato con cura i calcoli, sia servendosi di programmi online, sia eseguendoli manualmente, una diligenza quanto mai opportuna quando si tratta di imposte.
    In merito alle nostre calcolatrici ed alle storture dell’Imu, posso dire che Dossier.Net è stato il primo sito italiano e mettere in linea il calcolo automatico dell’Ici e che ci occupiamo di imposta municipale sugli immobili da 15 anni. Quindi, sia nei calcolatori, sia nella conoscenza della normativa, siamo abbastanza ferrati.
    Eppure, quest’anno, per la prima volta dalla nascita del sito nel 1997, non siamo stati ancora in grado di aggiornare le pagine Imu in modo organico e coerente, anche perché preferiamo aspettare, piuttosto che scrivere sciocchezze come a volte capita di leggere sul web. La stortura la lei citata non ci stupisce più di tanto; sembra, addirittura, che alcune delle nuove norme promulgate o in attesa di ufficialità siano a rischio di incostituzionalità.
    In tutta franchezza, pure a detta degli esperti, si sta assistendo ad un balletto di modifiche alla disciplina Imu, che lascia basiti.
    Non aggiungo altro: il disappunto nostro e forse di molti contribuenti è in questo post: http://blog.dossier.net/imu-dilettanti-allo-sbaraglio/ dal titolo eloquente.
    Anche come contribuenti, ci auguriamo di sbagliarci. Ma il sospetto è che si avrà un quadro meno nebuloso soltanto nel mese di maggio, quando si spera che il Ministero delle Finanze dirami una circolare esplicativa, molto attesa dai Comuni e dai cittadini.

  42. Chiedo un chiarimento per la compilazione del nuovo modello F24 per pagamento imu.
    Vorrei pagarla in due rate a giugno e dicembre, nel modello F24 dove è scritto rateazione/mese rif. che cosa devo scrivere per la prima rata 01/02 dove 01 stà indicare prima rata di due 02 o devo scrivere 01/06 ossia 01 indica prima rata relativa mese giugno 06.
    Cosi pure per la seconda rata nello spazio rateazione/mese rif. che devo scrivere 02/02 o 02/12.

    RISPOSTA

    Nelle “Avvertenze per la compilazione del mod. F24″, nella “Sezione Imu e altri tributi locali”, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che lo spazio “rateazione” non deve essere compilato.
    Attenzione, però: un recente articolo pubblicato su Il Sole 24Ore segnala alcune lacune nei modelli F24 diffusi da una decina di giorni, ipotizzando la necessità di una loro correzione. Quindi, come sta accedendo spesso con l’Imu, il suggerimento più sensato è quello di non affrettarsi.

  43. Sitauzione:
    - prima casa posseduta al 50% ciascuno dai coniugi, che vi risiedono insieme per 8 anni
    - dal 2003 la moglie, cittadina britannica, trova lavoro in Svizzera (Ginevra) presso l’ONU ed e’ costretta dalla legge Svizzera a trasferirvi la residenza.
    - il marito, cittadino italiano, mantiene la residenza nella prima casa
    - nel 2011 e’ stata pagata l’ICI con aliquota prevista per la prima casa sulla quota di proprieta’ del marito residente e con aliquota prevista per la seconda casa sulla quota di proprieta’ della mogli, ovviamente senza deduzioni.
    Con l’introduzione dell’IMU varra’ lo stesso ragionamento?
    Anche se mia moglie ci torna solo il fine settimana resta anche per lei la prima casa, anche se non puo’ conservarvi la residenza. Non godere di deduzioni mi sembra giusto, ma pagare un’aliquota da seconda casa mi sembra eccessivo. Grazie e saluti.

    RISPOSTA

    Agli effetti dell’Imu, è considerato “abitazione principale” l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto come “unica unità immobiliare”, nel quale il possessore (detto “soggetto passivo”) dimora abitualmente e risiede anagraficamente.
    Nel caso prospettato, ne consegue che il marito può beneficiare del trattamento agevolato previsto per l’abitazione principale (aliquota ridotta allo 0,4% e detrazione d’imposta di 200 euro, a prescindere dalla quota posseduta), mentre la moglie, non avendo nella propria unità immobiliare abitativa la residenza anagrafica ed effettiva (dimora abituale), è tenuta a pagare l’imposta come seconda casa, con l’aliquota ordinaria dello 0, 76%, modificabile dai Comuni sino a 0,3 punti percentuali in più o in meno.
    Se non fosse quasi offensivo per i contribuenti sempre più tartassati (e indignati), un vecchio uomo di legge avrebbe concluso: dura lex, sed lex.

  44. Bungiorno,
    mi serve una delucidazione sull’IMU, prima che strozzi mia moglie (scherzo).

    io e mia moglie siamo residenti nella seconda casa dei miei genitori, e fin qui tutto ok.
    mia suocera vive per fatti suoi, è rimasta vedova e ha altri due figli in casa.
    alla morte di mio suocere il 50% e succeduto hai tre figli rispettivamente al 16%.
    adesso l’imu lo deve pagare anche mia moglie che non ci vive o lo deve pagare solo mia suocere in quanto ci vive di cui le spetta il diritto di abitazione previsto dall’articolo 540 del Codice civile.

    saluti

    RISPOSTA

    Nel caso illustrato, se sua suocera utilizza la casa familiare, sarà lei il “soggetto passivo” (cioè il contribuente obbligato a pagare), in virtù della titolarità del diritto reale di abitazione previsto dall’articolo 540, secondo comma, del Codice civile, mentre sono completamente estranei alla tassazione gli altri eredi dell’immobile.
    Pertanto, l’abitazione è “principale” soltanto per il soggetto passivo (la suocera) che ha diritto all’aliquota ridotta del 4 per mille, modificabile dal Comune impositore competente sino a 0,2 punti percentuali in più o in meno. La detrazione d’imposta (200 euro) spetterebbe all’utilizzatrice dell’abitazione principale, a prescindere dalla quota di diritto posseduta.

  45. domanda, separato, nuova casa comprata perchè la prima andata a moglie, pago alimenti figlia minore 26 anni va calcolata come residente???
    seconda domanda madre invalida 100 per cento convivente, ho diritto come famigliare a carico ?

    RISPOSTA

    Per la nuova abitazione, acquistata dopo l’assegnazione della ex casa coniugale a sua moglie, può usufruire dell’aliquota ridotta prevista per l’abitazione principale (0,4%), a condizione che l’immobile acquistato non sia situato nello stesso Comune ove è ubicata la ex casa coniugale e che lei dimori abitualmente e risieda anagraficamanete nel nuovo fabbricato.
    Inoltre, può beneficiare della detrazione d’imposta di 200 euro e dell’ulteriore maggiorazione della detrazione di 50 euro, se sua figlia di età inferiore a 26 anni convive con lei (padre).
    Per sua madre invalida, convivente, ha diritto alla detrazione Irpef per altro familiare a carico; nessuna agevolazione, invece, per quanto attiene all’Imu.

  46. Attenzione: per ragioni di tempo e di organizzazione del lavoro, preghiamo i lettori di utilizzare anche il nostro forum fiscale per pubblicare i quesiti sull’Imu. L’indirizzo web dello stesso forum è il seguente: http://www.dossier.net/board/index.php
    La necessaria iscrizione è gratuita e non comporta alcun fastidio, perché Dossier.Net non ha newsletter, né cede a terzi gli indirizzi email degli iscritti (che restano del tutto riservati).
    Inoltre, non va mai dimenticato che la normativa sull’Imu è in evoluzione e che la sua disciplina è soggetta a variazioni.
    Pertanto, le risposte date potrebbero non essere più valide da un mese all’altro.

  47. Sono proprietario di un negozio che ho concesso in comodato d’uso gratuito a mio figlio, ho letto che l’applicazione dell’IMU per gli immobili non locati assorbe anche la tassazione ai fini IRPEF basata sulla rendita catastale, mi chiedevo se ciò si applica anche alla mia situazione ovvero se per immobile non locato si intende anche un immobile concesso in comodato.

    RISPOSTA

    La disciplina dell’Imu, a differenza di quella dell’Ici, non ha previsto alcun beneficio per le abitazioni concesse in uso gratuito (comodato) a parenti. Nel caso illustrato, però, non si è in presenza di abitazione, bensì di un negozio concesso in comodato al proprio figlio.
    Tuttavia, soggetto passivo dell’immobile rimane il genitore che dovrà pagare l’Imu con l’aliquota ordinaria dello 0,76%, modificabile (in più o in meno) sino a 0,3 punti percentuali.
    In compenso, sulla rendita catastale riferita a tali beni, non si paga più l’Irpef, proprio perché assorbita dall’Imu. A partire dal modello Unico 2013, dunque, il reddito dei fabbricati in comodato non dovrà più essere dichiarato.

  48. buongiorno, ho letto con interesse quesiti e risposte, ma credo di non aver trovato nulla che soddisfi le mie domande . Ho due figlie minori (una di esse disabile). sono ognuna proprietaria da qualche mese di un appartamento in ragione di 1/4 in una altra regione italiana. La restante parte di proprietà (1/2) è del mio ex marito e loro padre. Lui risiede in tale regione, ma non usufruirà dell’agevolazione prima casa, in quanto proprietario di altri immobili. La mia domanda è la seguente: come mi devo comportare per quanto riguarda l’ imu? Pagano in quanto proprietarie insieme di metà quota dell’immobile anche se minori? Oppure proprio perchè minori la spesa spetta ai genitori? In questo caso come fare il calcolo? Grazie per la cortese attenzione.

    RISPOSTA

    In questo caso, il ruolo di contribuente incombe – con ogni probabilità – sui genitori esercenti la patria potestà, in virtù dell’usufrutto legale loro spettante ai sensi dell’articolo 324, primo comma, del Codice civile. Peraltro, in base al successivo articolo 325 dello stesso Codice civile, sull’usufrutto legale gravano “gli obblighi propri dell’usufruttuario”.
    Di conseguenza, in questo caso, i soggetti passivi Imu sono unicamente i genitori delle figlie minorenni ed è in relazione a loro (cioè i genitori) che va verificata l’eventuale applicazione di norme agevolative (le principali sono quelle previste per l’abitazione principale).
    Per quanto riguarda la figlia con disabilità, le consiglio di rivolgersi all’Ufficio Tributi del Comune impositore, per avere informazioni sulle eventuali agevolazioni previste con le norme regolamentari locali.

  49. Buongiorno, ho un appartamento di proprietà in cui ha la residenza mio fratello in quanto ci vive. L’Imu chi lo paga io o mio fratello ? nel caso lo paghi mio fratello può usufruire della detrazione prima casa?
    Grazie.

    RISPOSTA

    La disciplina dell’Imu, a differenza di quella dell’Ici, non ha previsto alcun beneficio per le abitazioni concesse in uso gratuito (comodato) a parenti. Pertanto, in questo caso, l’imposta dovuta per l’appartamento concesso a suo fratello va pagata da lei con l’aliquota ordinaria dello 0,76%, prevista per le seconde case.

  50. Buongiorno, Ho chiesto il cambio residenza per risiedere in un immobile di mia proprieta’ ed usufruire delle agevolazioni prima casa . Vorrei sapere se mi arriva il cambio residenza i primi di giugno posso considerare prima casa quella dove andro’ a risiedere e come dovro’ considerare i primi 5 mesi dell’anno ?
    Inoltre se moglie e marito hanno residenze diverse in 2 immobili possono entrambi usufruire delle agevolazioni prima casa e quale delle due possono scegliere come abitazioni principale ?

    RISPOSTA

    Ai fini Imu, per abitazione principale si intende “l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente”.
    Con l’Imu i requisiti si fanno stringenti, nel senso che non basta più la sola dimora abituale, ma serve la formale iscrizione all’anagrafe della popolazione residente.
    Quindi, finché non otterrà la residenza anagrafica, dovrà considerare l’unità abitativa come seconda casa e pagare l’imposta con l’aliquota ordinaria dello 0,76% per i primi 5 mesi dell’anno (se ho ben capito).
    Inoltre, in base all’attuale normativa (27 aprile 2012) moglie e marito non possono avere residenze diverse in due immobili nello stesso Comune ed usufruire dell’agevolazione prevista per la prima casa. Un coniuge può acquistare una casa nei pressi del luogo di lavoro, ove dovrà stabilire la residenza anagrafica, mentre l’altro coniuge può acquistare un appartamento in altro Comune, sempre per motivi di lavoro, ugualmente con residenza anagrafica.
    Infine, tenga presente che le modifiche apportate alla disciplina Imu con la conversione in legge del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, prevedono la concessione delle agevolazioni per la prima casa ad un solo immobile per ogni nucleo familiare.

  51. Buongiorno,vorrei sapere se l’ anno di riferimento per l’imu e’ il 2011 in quanto mia madre ha fatto donazione dei suoi 3 immobili nel luglio 2011 ai suoi tre figli. Come ci si deve regolare ai fini imu ?

    RISPOSTA

    Nel caso prospettato, se sua madre ha donato ai figli la nuda proprietà degli immobili riservandosi l’usufrutto, l’Imu per l’anno 2012 va pagata dall’usufruttuaria, poiché i nudi proprietari sono completamente estranei alle imposizioni. In tal caso, soltanto un immobile può essere considerato abitazione principale ed è quello in cui il possessore (chiamato ‘soggetto passivo’) “dimora abitualmente e risiede anagraficamente” (articolo 13, comma 2, secondo periodo, del decreto legge 201/2011, convertito dalla legge 214/2011). Le altre due unità immobiliari, invece, sono ritenute seconde case e pertanto sono soggette all’aliquota ordinaria dello 0,76%. Per l’abitazione principale, l’usufruttuaria può godere dell’aliquota ridotta dello 0,4% e della detrazione d’imposta di 200 euro.
    Se gli immobili sono stati donati in piena proprietà ai figli, saranno questi ultimi a pagare l’Imu per l’anno 2012 e ad accedere ai benefici fiscali previsti per l’abitazione principale (applicazione dell’aliquota ridotta e della detrazione d’imposta di 200 euro), a condizione che abbiano nella loro unità immobiliare abitativa la residenza anagrafica e la dimora abituale.

  52. Data la possibilità ai Comuni di incrementare o decrementare anche l’aliquota prima casa:
    nel caso in cui tra la rata di acconto e quella di conguaglio (saldo) si verifichi una
    discrepanza tra un importo di acconto 0,00 (zero) a giugno in seguito alla detrazione
    abitazione principale, al quale possa seguire un importo a saldo positivo a dicembre (euro 50,00),
    come ci si deve regolare con l’F24…va presentato in ambo i casi?…Grazie!.

    RISPOSTA

    Anche se termina con saldo 0,00 (zero), il versamento in acconto con il modello F24 va sempre presentato.

  53. Buongiorno,sono nudo proprietario di 3 unità abitative e di tutte e 3 e’ usufruttuaria mia madre che abita in una delle tre io con la mia famiglia risiedo nella seconda con a carico sia mia moglie che mio figlio e la terza e’ occupata in comodato gratuito da mia cognata come deve essere predisposta la tassazione? prima l’ici veniva interamente pagata dall’usufruttuario e venivano imposte le tassazioni come prima casa sia a me che a mia madre mentre era considerata 2° casa l’unita in comodato d’uso gratuito. ora ?
    Grazie saluti.

    RISPOSTA

    Ai fini Imu, il soggetto passivo delle tre unità abitative è la titolare del diritto reale di usufrutto (sua madre), mentre è completamente estraneo alla tassazione il nudo proprietario, cioé lei. Inoltre, la disciplina dell’Imu ha abrogato la potestà regolamentare dei Comuni di considerare “abitazioni principali” quelle concesse in uso gratuito (comodato) a parenti in linea retta o collaterale (articolo 13, comma 14, lettera b, del decreto legge 201/2011, convertito dalla legge 214/2011).
    Ne discende che solo l’unità abitativa occupata da sua madre è da considerare abitazione principale, con diritto all’aliquota ridotta dello 0,4%, modificabile (in più o in meno) sino a 0,2 punti percentuali, e alla detrazione d’imposta ordinaria di 200 euro.
    L’immobile occupato da lei e quello dato in comodato gratuito a sua cognata sono, invece, considerate seconde case, soggette all’aliquota ordinaria dello 0,76%, con un range di manovra per il Comune impositore competente che va dallo 0,46% all’1,06%.

  54. Ho letto molti richieste di informazioni..ma ho ancora questo dubbio. Come si calcolano le rate dell’Imu sulle seconde case nel caso di cambiamento dell’aliquota in fase di conguqlio da parte dei comuni?? la rate di giugno e dicembre per lo stato si calcolano sempre con l’aliquota base (7,6 per mille)??? Mentre quelle per il comune????

    RISPOSTA

    L’Imu sulle seconde case si paga a giugno ed a dicembre. Nella prima rata di giugno va applicata l’aliquota base del 7,6 per mille. Nella rata di dicembre, occorre ricalcolare l’intera imposta in base alle aliquote decise dai Comuni entro il 30 settembre ed eventualmente ritoccate dal governo entro il 10 dicembre.
    Quindi, si dovrà attendere dicembre per sapere a quanto ammonta l’Imu complessiva. Dal totale dovuto, si sottrarrà quanto già pagato nell’acconto di giugno.
    La parte che va al Comune (50%) va distinta da quella che va allo Stato (50%) soltanto quando si compila il Modello F24: a giugno e a dicembre (si tenga presente che a dicembre per il versamento del saldo sarà possibile utilizzare anche il bollettino di conto corrente postale).

  55. Attenzione: oggi, 24 aprile 2012, il Senato ha dato il via libera al nuovo testo del decreto legge 2 marzo 2012 n. 16 sulle semplificazioni fiscali, che ora diventa legge.
    Alcune delle risposte date in precedenza, basate sulla normativa allora in vigore, potrebbero rivelarsi obsolete rispetto alle regole approvate oggi, con cui si ridefinisce la disciplina dell’Imu.

  56. Buongiorno, questa è la mia domanda.

    Mia mamma vive in affitto in città, ma è proprietaria di una piccola casa di campagna dove passa circa un mese d’estate all’anno. Per lei l’IMU vale come seconda casa o è prevista una qualche forma di agevolazione?

    Grazie per l’attenzione
    Alfio

    RISPOSTA

    La casa di campagna di sua madre, ai fini Imu, è da considerare seconda casa, poiché in essa non vi dimora “abitualmente” e non vi risiede “anagraficamente”.
    Quindi dovrà pagare l’imposta con l’aliquota ordinaria dello 0,76%, che il Comune impositore può variare (in aumento o in diminuzione) fino a 0,3 punti percentuali.

  57. Io,(vedova) e due figli abbiamo ereditato due appartamenti e ne siamo comproprietari ognuno per un terzo.
    Io occupo un appartamento (dove vivevo con mio marito) unitamente ad un figlio;
    l’altra figlia occupa l’altro appartamento unitamente alla sua famiglia e tutti vi abbiamo la residenza anagrafica,
    Per me e mia figlia sono considerati abitazioni principali ?
    Ponendo che le rendite catastali rivalutate e moltiplicate per 160 sono:
    Appartamento dove vivo € 57.288,00
    Appartamento dove vive mia figlia € 67.704,00
    è giusto il conteggio sotto specificato
    Appartamento dove vivo
    PAGAMENTO IMU AL 100% DA PARTE MIA
    57.288,00 x 0,4 = 229,15 – 200,00 = 29,15
    Appartamento dove vive mia figlia
    PAGAMENTO IMU PAR AD 1/3 DA PARTE DI OGNUNO
    22.568,00 X 0,4 = 90,27 – 66,67 = 23,60
    1/3 di 67.704,00 1/3 di 200,00
    da parte di mia figlia con le agevolazioni per alloggio principale
    22.568,00 x 0,76 = 171,52 da parte mia
    22.568,00 x 0,76 = 171,52 da parte di figlio con me convivente.
    Ringraziandovi si pongono distinti saluti.

    RISPOSTA

    Nel caso specifico, se il genitore (madre) utilizza la casa familiare, sarà lei il “soggetto passivo”, in virtù della titolarità del diritto reale di abitazione previsto dall’articolo 540, secondo comma, del Codice civile. Pertanto, l’abitazione è “principale soltanto per il soggetto passivo che ha diritto all’aliquota ridotta dello 0,4%, modificabile – in più o in meno – sino a 0,2 punti percentuali, e alla detrazione d’imposta ordinaria di 200 euro.
    La figlia, dimorando abitualmente e risiedendo anagraficamente con la famiglia nel secondo appartamento di cui è proprietaria per 1/3, ha diritto ugualmente all’aliquota ridotta dello 0,4%, trattandosi di abitazione principale, e alla detrazione d’imposta di 200 euro, a prescindere dalla quota di diritto posseduta.
    Infatti, l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale dalla figlia, unico soggetto passivo al quale spetta l’intera detrazione (200 euro), che annulla l’importo dell’Imu.
    La madre e il fratello dovranno, invece, pagare l’Imu per in secondo appartamento in base alla quota di possesso (1/3), con l’aliquota ordinaria dello 0,76% prevista per la seconda casa.

  58. Abito in casa di proprietà di mio figlio e mio figlio in casa di mia proprietà.
    Entrambi ai tempi dell’ICI avevamo fatto il reciproco comodato d’uso gratuito.
    Pur non avendo altre proprietà paghiamo entrambi l’IMU come seconda casa senza aver diritto ad alcuna deduzione e mio figlio ha due figli. Trovo profondamente ingiusto ed aberrante ciò.

    RISPOSTA

    La disciplina dell’Imu, diversamente da quanto accadeva per l’Ici in molti Comuni, ha abrogato la norma che assimilava ad abitazione principale le unità abitative concesse, con comodato d’uso gratuito, a parenti in linea retta e collaterale. Nel suo caso, quindi, l’Imu si paga ad aliquota piena (0,76%) e senza alcuna agevolazione.

  59. ciao, mia moglie ha una nuda proprieta’ con usufrutto alla mamma, che pero’ nn vive in questo appartamento ma bensi in un appartamento affitto con regolare contratto, noi viviamo nell’appartamento di proprieta’ di mai moglie con regolare residenza anche se ripetto che l’usufrutto era di mia suocera, chi spetta paghare l’imu?? grazie.

    RISPOSTA

    Ai fini Imu, il soggetto passivo dell’appartamento è l’usufruttuaria, mentre è completamente estranea alla tassazione la nuda proprietaria, cioè sua moglie. Ne consegue che l’usufruttuaria, non avendo la dimora abituale e la residenza anagrafica nell’appartamento in questione, deve pagare l’imposta con l’aliquota ordinaria dello 0,76%, modificabile dal Comune impositore dallo 0,46% all’1,06%.

  60. chiedevo…

    sono proprietario di un’unico appartamento ….in cui vivono e risiedono 2 miei figli minorenni e la mamma (ex compagna) dei bambini …quando c’era l’ici comunicai la situazione al comune per avere la condizione di prima casa data in comodato ai miei figli …e la mamma ..
    io vivo e risiedo dai miei genitori….non sono sposato ….

    chi paga l’ imu ..? come prima casa …? io proprieterio non risiedo quindi abitazione principale o no ?

    vorrei essere ancora più precsio….i mie 2 figli sono a carico al 50% mio e al 50% alla mamma ..grazie

    grazie

    RISPOSTA

    Nel caso di una coppia non sposata e quindi non legalmente separata, il soggetto passivo dell’unità immobiliare (cioè il contribuente obbligato a pagare l’Imu) è soltanto il proprietario, il quale non vi dimora “abitualmente” e non vi risiede “anagraficamente”. Per tale motivo, l’abitazione non può essere considerata principale, ma è seconda casa, soggetta all’aliquota ordinaria dello 0,76%, modificabile dal Comune impositore dallo 0,46% all’1,06%. Nessuna agevolazione è dovuta per i figli minorenni che non convivono con il contribuente.

  61. Nel caso di comunione di beni tra coniugi il versamento si effettua al 50 % di ciascuno o complessivamente al 100% di uno dei due?

    RISPOSTA

    Il versamento Imu compete ad entrambi i coniugi nella misura del 50% ciascuno.

  62. Vorrei porLe alla sua cortese attenzione il mio caso . Casa ereditata causa morte di nostro padre. Siamo 3 fratelli ciascuno proprietario di 1/3 e mia madre usufruttuaria di 1/3. Tenga presente che mia madre abita e risiede in questa casa mentre i figli risiedono in altre abitazioni. La mia domanda è se il diritto di abitazione ai sensi dell’art.540 cc che spetta a mia madre ne faccia soggetto passivo unico ai fini IMU ed esoneri dal pagamento noi tre figli . Diversamente le percentuali di partecipazione all’IMU sarebbero mia madre 1/3 e gli altri 2/3 divisi tra i 3 fratelli,giusto ? Personalmente , propendo per la prima ipotesi nel senso che mia madre avendo il diritto di abitazione sull’intera casa sia unica soggetto passivo ai fini Imu.

    RISPOSTA

    La sua ipotesi è corretta. Nel caso prospettato, se il genitore (madre) utilizza la casa familiare, anche ai fini dell’Imu sarà lei il “soggetto passivo”, in virtù della titolarità del diritto reale di abitazione previsto dall’articolo 540, secondo comma, del Codice civile. Sul punto occorre sottolineare che il diritto di abitazione viene acquisito immediatamente dal coniuge superstite al momento dell’apertura della successsione e non trova alcun limite sulla casa adibita a residenza familiare. Ne consegue che i tre fratelli (figli del coniuge superstite) sono completamente estranei alla tassazione.

  63. Gent.mo Dott.re,
    vorrei porle un quesito circa l’IMU.
    Io sono proprietario di 2 appartamenti (a Firenze) e a breve di una quota di 1/3 di un appartamento a Torino dove ci abita a titolo gratuito un mio parente ormai da tanti anni.
    Uno dei due appartamenti a Firenze è la mia abitazione principale, nell’altro ci abitano i miei genitori a cui ho concesso con atto registrato il diritto di abitazione.
    Quando era in vigore l’ICI io non pagavo in quanto entrambe le abitazioni risultavano una prima casa, infatti se ricordo bene, la motivazione era il fatto che io non potendo usufruire dell’appartamento dove abitano i miei non risultava come una mia seconda casa.
    Con l’introduzione dell’IMU vorrei sapere:
    1. se vale la solita regola, e cioè sia io che i miei pagheremmo entrambi con la detrazione della quota prima casa;
    2. come mi devo comportare per la quota di 1/3 dell’appartamento di Torino. Il notaio infatti mi chiede di comunicargli a che titolo il mio parente occupa quell’abitazione. Io vorrei fin da subito inserire nell’atto un titolo che mi permette anche in questo caso di non pagare l’IMU come seconda casa ma bensì fare pagare a quel mio parente l’IMU come sua prima casa. Per fare questo non so se occorre fare un contratto registrato e che tipo di contratto. Se possibile non vorrei dargli il diritto di abitazione. Lei cosa mi consiglia? (tenga presente che la persona è molto anziana)
    Ringraziando vivamente per la sua cortese gentilezza, porgo i migliori saluti.

    RISPOSTA

    La disciplina dell’Imu non considera le “abitazioni principali” quelle concesse in uso gratuito (comodato) a parenti in linea retta o collaterale (articolo 59, comma 1, lettera e), del Dlgs 446/97), come avveniva invece con l’Ici.
    Quindi, al fine di evitare di assoggettare a tassazione come “seconda casa” l’appartamento di Torino dato per 1/3 in uso gratuito a un suo parente, dovrebbe valutare attentamente l’opportunità di costituire sul bene stesso un diritto reale di abitazione, usufrutto o uso. In tal modo, il soggetto passivo dell’appartamento diverrà il suo parente, per il quale l’abitazione sarà principale, mantenendovi sia la dimora abituale, sia la residenza anagrafica. Tali diritti reali, che possono durare anche a tempo determinato, sono frequentemente costituiti in capo ai genitori.
    In questi casi, per beneficiare di un’aliquota ridotta, bisognerebbe ipotizzare la stipula di un contratto di locazione tra i soggetti interessati, nella speranza che il Comune deliberi un’aliquota ridotta per le abitazioni locate, ma dovrebbe trattarsi di un “vero” contratto e non di un contratto “fittizio”, fatto solo per ottenere l’eventuale aliquota ridotta.
    Comunque, prima di prendere una decisione in merito, le consiglio di interpellare il suo notaio.

  64. Salve, sono una vedova con due figli di età inferiore ai 26 anni ciascuno proprietario del fabbricato dove viviamo per 1/3 causa morte di mio marito. Io inoltre sono usufruttuaria di altra abitazione dove ho la residenza.
    Volevo sapere se il diritto di abitazione acquisito causa morte di mio marito persiste sull’abitazione dove vivo ma non di residenza, e se vengono a mancare le agevolazione fiscali.
    Grazie.

    RISPOSTA

    Ai fini Imu, per abitazione principale si intende “l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente” (articolo 13, comma 2, secondo periodo, del decreto legge 201/2011, convertito dalla legge 214/2011). Quindi lei, pur essendo soggetto passivo della casa familiare in virtù della titolarità del diritto reale di abitazione previsto dall’articolo 540, secondo comma, del Codice civile, deve perfezionare la sua situazione di diritto con la residenza anagrafica, perché ai fini Imu non basta più la sola dimora abituale, ma serve la formale iscrizione all’anagrafe della popolazione residente.
    Solo in questo caso può accedere alle agevolazioni previste per la prima casa, cioè all’aliquota ridotta allo 0,4% che il Comune può modificare, in più o in meno, sino a 0,2%, alla detrazione ordinaria d’imposta di 200 euro, maggiorata di 100 euro (50 euro ciascuno) per i due figli di età inferiore ai 26 anni, purché dimoranti abitualmente e residenti anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.

  65. L’articolo 13 relativo all’imposta in oggetto recita quanto segue:
    - “La detrazione sulla prima casa sarà unica per ogni nucleo familiare e verrà concessa soltanto in presenza di due requisiti: dimora abituale e residenza anagrafica del possessore e dei suoi familiari. Se i componenti del nucleo familiare dimorano e risiedono in immobili diversi situati nello stesso comune, l’aliquota agevolata e la detrazione si applicano comunque ad una sola casa”.

    Sottopongo alla cortese attenzione dei lettori il seguente caso:
    Coniugi in separazione dei beni ognuno dei quali ha intestato uno dei due appartamenti contigui ed intercomunicanti, con due rendite separate ed anche due ingressi separati, naturalmente allo stesso indirizzo di residenza.
    Come devono calcolare l’IMU e le relative detrazioni?
    Si tratta di abitazione principale per entrambi, oppure una delle due unità va considerata seconda casa?
    Ognuno di loro è proprietario di un solo appartamento, come ci si regola con la detrazione?

    RISPOSTA

    La nuova disciplina Imu presenta alcune novità di rilievo rispetto al regime Ici. Innanzitutto, la norma parla di immobile “iscritto o iscrivibile” in catasto come unica unità. Quindi l’Imu punta l’attenzione sul fatto che si tratti di un’unica unità immobiliare questa circostanza dà adito a una duplice considerazione:
    1) l’unità immobiliare considerabile in termini di abitazione principale deve essere, in linea di principio, un’unità unica sotto il profilo catastale, con la conseguenza che non possono essere considerate come abitazione principale due unità immobiliari contigue ed intercomunicanti, accatastate separatamente;
    2) si potrebbero probabilmente considerare come un’unica unità, come tale iscrivibile in catasto, che potrebbero essere fuse in una sola, ricorrendone le occorrenti condizioni soggettive (identità di titolari) e oggettive (ad esempio, la loro contiguità e la possibilità di una loro unione).
    Ancora: durante i lavori di conversione del decreto legge 16/2012 sono state apportate ulteriori precisazioni in merito alla portata applicativa della detrazione sulla prima casa ai fini dell’Imu, allontanandola sempre di più dal regime agevolato esistente con l’Ici.
    La detrazione per l’abitazione principale sarà infatti unica per ogni nucleo familiare, “indipendentemente dalla dimora abituale e dalla residenza anagrafica dei rispettivi componenti”. In altri termini, le agevolazioni si applicano soltanto se il possessore ed il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente nell’abitazione stessa.
    Pertanto, nel caso prospettato, un solo appartamento può considerarsi abitazione principale, mentre l’altro va ritenuto come seconda casa soggetta all’aliquota ordinaria dello 0,76% , con un range di manovra per il Comune impositore competente che va dallo 0,46% all’1,06%.

  66. L’articolo 13 relativo all’imposta in oggetto recita quanto segue:
    - “La detrazione sulla prima casa sarà unica per ogni nucleo familiare e verrà concessa soltanto in presenza di due requisiti: dimora abituale e residenza anagrafica del possessore e dei suoi familiari. Se i componenti del nucleo familiare dimorano e risiedono in immobili diversi situati nello stesso comune, l’aliquota agevolata e la detrazione si applicano comunque ad una sola casa”.

    Sottopongo alla sua cortese attenzione il seguente caso:
    Coniugi in separazione coniugale dei beni, ognuno dei quali è proprietario esclusivo di uno dei due appartamenti situati nello stesso comune. In uno ha la residenza il marito ed i suoi due figli. Nell’altro risiede la moglie ed i suoi genitori. Come devono calcolare l’IMU e le relative detrazioni?
    Si tratta di abitazione principale per entrambi, oppure una delle due unità va considerata come seconda casa senza alcuna detrazione ed aliquota al 7,60?
    Ognuno di loro è proprietario però di un solo appartamento, come ci si regola con la detrazione e l’aliquota agevolata al 4 per mille?
    Possono essere le due case considerate entrambe abitazioni principali e magari la detrazione divisa al 50% fra i due coniugi?

    RISPOSTA

    Nel caso prospettato, può considerarsi adibita ad abitazione principale una sola unità immobiliare, cioè quella in cui il padre risiede con i suoi due figli, mentre l’abitazione della madre è da ritenersi seconda abitazione e, pertanto, soggetta all’aliquota ordinaria dello 0,76%, modificabile dal Comune con manovra che va dallo 0,46% all’1,06%. Al riguardo, le norme introdotte dalla legge 44/2012, che ha convertito il decreto legge 16/2012, puntano a impedire la situazione di due coniugi che, avendo una casa di proprietà per ciascuno nello stesso Comune, prendano la residenza nelle due abitazioni, così da duplicare il trattamento agevolato riservato all’abitazione principale. In tal caso, le agevolazioni Imu si potranno applicare una sola volta e per un solo immobile. Si tratta di una norma inserita con evidenti finalità antielusive, finalizzata proprio a contrastare i fenomeni di “doppia residenza” fra i coniugi, piuttosto frequenti in regime Ici.
    L’aliquota Imu applicabile all’abitazione principale è lo 0,4%, ma il Comune impositore competente può modificarla – in aumento o in diminuzione – fino a 0,2%. Inoltre, dall’imposta dovuta per l’abitazione principale si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, 200 euro più 100 euro per i due figli di età non superiore a 26 anni (50 euro per ciascuno), purché dimoranti “abitualmente e residenti “anagraficamente” nell’abitazione principale.

  67. NUOVO QUESITO:

    Insieme a mio fratello (che vive con la sua famiglia in altra città) e a nostro padre sono divenuto comproprietario di una abitazione su tre livelli che era di nostra madre deceduta. Mio padre ha sempre abitato in questa casa al piano terreno. Alcuni anni prima del decesso di nostra madre anche io avevo trasferito, con la mia famiglia, la residenza nello stabile, al primo piano. Premesso che (io e mio padre) abbiamo due distinti “stati di famiglia” chi risulta essere il destinatario dell’IMU e in che termini? Ringrazio anticipatamente per un vostro prezioso chiarimento.

    RISPOSTA

    Nel caso prospettato, bisogna anzitutto vedere se si tratta di un’unica abitazione o di tre unità abitative distintamente accatastate.
    Se si tratta di un’unica unità immobiliare, suo padre vanta, come coniuge superstite, il diritto reale di abitazione sulla casa coniugale, previsto dall’articolo 540, secondo comma, del Codice civile e, quindi, è l’unico soggetto passivo cui spetta il pagamento dell’imposta, mentre i figli sono completamente estranei alla tassazione in quanto nudi proprietari dell’immobile.

  68. Buongiorno, vorrei sapere se nella compilazione dell’ F24 bisogna arrotondare gli importi al centesimo o all’euro.
    Grazie.

    RISPOSTA

    Nella compilazione del Modello F24, come già avveniva con l’Ici e come ribadito proprio oggi dagli esperti de Il Sole 24Ore nella guida all’Imu offerta dal quotidiano, gli importi vanno arrotondati all’unità di euro.

  69. siamo cointestatari di una casa al 50% io e mio fratello, che però ha mantenuto l’usufrutto mia madre, avendo eseguito dei lavori e della casa sono venuti fuori 2 appartamenti di cui in 1 ci abita mio fratello con la sua famiglia, e l’altro io con mia madre, vorrei sapere come verrebbe calcolata imu , grazie.

    RISPOSTA

    Il quesito non è chiaro, perché non spiega la situazione catastale.
    1) Se la madre ha l’usufrutto sull’immobile, che risulta ancora accatastato come unica unità immobiliare, sarà lei a dover pagare l’Imu applicando l’aliquota per l’abitazione principale (4 per mille nella misura base) e la detrazione di 200 euro.
    2) Se la madre ha l’usufrutto sui due appartamenti ottenuti a seguito dei lavori, la signora dovrà pagare l’Imu su entrambi, applicando in un caso (cioè la casa in cui dimora e risiede) l’aliquota per l’abitazione principale (4 per mille nella misura base) e la detrazione di 200 euro; mentre per l’altro immobile dovrà pagare l’Imu applicando l’aliquota per la seconda casa (7,6 per mille). I due figli sono completamente estranei alla tassazione in quanto nudi proprietari dei due immobili.

  70. Con riferimento al quesito n. 65 anzitutto ringrazio per la risposta circostanziata e precisa.
    Per mia colpa, ho dimenticato un particolare, che credo importante: i due coniugi hanno due stati di famiglia, il primo con la moglie e la figlia con residenza in un appartamento, il secondo con il solo marito con residenza nell’altro appartamento e questo gli era stato consigliato dal comune per evitare il pagamento dell’ici di uno dei due appartamenti come seconda casa.
    Ringrazio se mi vorrà dare questa ulteriore precisazione.

    RISPOSTA

    Leggere la risposta al quesito sottostante.

  71. Riferimento quesito n. 66: Cambia qualcosa se esistono due stati di famiglia, uno con la moglie e figlia in un appartamento ed un secondo solo con il marito nell’altro?
    Ringrazio per la cortesia.

    RISPOSTA

    L’ultimo restyling alla disciplina Imu ad opera del Parlamento è stato la legge 26 aprile 2012 n. 44 che ha convertito il decreto fiscale n. 16/2011. E’ stato così introdotto il limite di una sola abitazione principale per nucleo familiare, allo scopo di arginare l’escamotage delle residenze diverse tra i coniugi nello stesso Comune a cui si è fatto spesso ricorso per alleggerire il peso dell’imposta comunale sugli immobili.
    Ciò non preclude ai coniugi contribuenti la facoltà di scegliere liberamente l’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, non tanto in base allo stato di famiglia che ha scarsa valenza, ma valutando le migliori condizioni di comfort e di maggior valore imponibile.

  72. Sono comproprietaria di un appartamento con mia figlia rispettivamente il 10% intestato a me ed il 90% a mia figlia. Questo per stipulare un mutuo giovani a tasso agevolato per tre anni intestato a mia figlia. All’epoca non creava problemi in quanto mia figlia aveva residenza e dimora con me insieme al fratello di 17 anni.
    Il mutuo, naturalmente , è sempre stato a mio carico al 100%. L’anno scorso mia figlia si è sposata ed ha preso la residenza con il marito, mentre io continuo ad abitare nell’appartamento di comproprietà con l’altro figlio e continuo a pagare la rata mensile del mutuo. Ai fini dellIMU io dovrei pagare il 10% come abitazione prima casa mentre il 90% come viene considerato?????
    Cosa dovrei fare per considerare l’IMU al 100% come abitazione principale e usufruire delle deduzioni per prima casa e figlio visto che il costo è tutto a mio carico?
    Ringrazio anticipatamente in attesa di una Vostra risposta.

    RISPOSTA

    In questo caso, se l’appartamento risulta in comproprietà con sua figlia rispettivamente al 10% e al 90%, e questo risulta dall’atto notarile, l’immobile è da considerare sua abitazione principale, mentre sua figlia sposata e residente con il marito in altra abitazione dovrà pagare l’Imu come seconda casa per la quota di sua spettanza (90%). Lei, che dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell’appartamento, pagherà l’imposta per la quota di spettanza (10%) con l’aliquota ridotta dello 0,4%, modificabile dal Comune impositore – in aumento o in diminuzione – sino a 0,2% ed avrà diritto alla detrazione ordinaria d’imposta di 200 euro, maggiorata di 50 euro per il figlio di età inferiore a 26 anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
    Per poter pagare l’Imu al 100% dovrà intestarsi, con atto notarile, l’intera proprietà dell’appartamento.

  73. Salve, sono coniugato in regime di separazione dei beni , sono proprietario di una casa adibita ad abitazione principale insieme ai miei due figli, lo scorso anno mia moglie ha acquistato una casa in un altro comune dove, per ragioni di lavoro, ha trasferito la residenza, l’IMU in questa casa va calcolata come seconda casa o abitazione pricipale? Grazie per l’attenzione.

    RISPOSTA

    Nel caso prospettato, si propende per la soluzione favorevole ai contribuenti, poiché entrambe le abitazioni possono essere considerate “principali per ciascun soggetto passivo.
    Ai fini dell’Imu l’articolo 13, comma 2, secondo periodo, del decreto legge 201/2011 (convertito dalla legge 214/2011) ha definito l’abitazione principale come “l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente”. La legge di conversione 44/2012 richiede che nell’immobile risieda non solo il contribuente, ma anche il suo nucleo familiare. Viene altresì precisato che, se i componenti del nucleo acquisiscono residenze diverse nello stesso Comune, le agevolazioni di legge si applicano ad una sola unità immobiliare.
    Ma cosa accade se le case sono in Comuni diversi? La norma non cita questo caso, ma è ispirata dal principio che ci sia una sola abitazione principale per famiglia. Del resto, le residenze disgiunte si possono prestare facilmente a pratiche elusive.
    Tuttavia, nel caso in esame, i coniugi risiedono e dimorano in città diverse per ragioni di lavoro e quindi la norma antielusiva non si applica, almeno stando alla lettura contenuta nella bozza di circolare allo studio del Ministero dell’Economia, a patto ovviamente che ciascuno di questi coniugi dimori realmente nella casa ove è stabili la sua residenza anagrafica. Si apre così alla possibilità di considerare come abitazione principale le case dei coniugi in Comuni diversi.

  74. ho una casa con due appartamenti intestata a me e mia figlia, io abito sopra mia figlia sotto siamo tutte e due residenti ognuno nel proprio appartamento, ogni appartamento ha la sua rendita catastale. Ho pagato fino a l’anno scorso l’Ici come seconda casa per il 50% dell’appartamento di mia figlia e viceversa, ora che c’è l’IMU devo continuare a pagare come seconda casa? Grazie anticipatamente per la risposta.

    RISPOSTA

    La disciplina dell’Imu non ha previsto di considerare “abitazioni principali” quelle concesse in uso gratuito (comodato) a parenti in linea retta o collaterale (articolo 59, comma 1, lettera e), del Dlgs 446/97), come avveniva invece con l’Ici.
    Così, al fine di evitare di assoggettare a tassazione come “seconda casa” l’appartamento dato in uso gratuito alla figlia, il lettore può prendere in considerazione l’opportunità di costituire sul bene stesso un diritto reale di abitazione, usufrutto o uso. In tal modo, il soggetto passivo dell’appartamento sarà la figlia per la quale l’abitazione diverrà principale, mantenendovi sia la dimora abituale, sia la residenza anagrafica.
    Tali diritti reali possono essere costituiti anche a tempo determinato.

  75. Buongiorno, pongo il mio quesito. Io vivevo al primo piano in un appartamento concessomi in uso gratuito da mio padre che ne era proprietario. Mio papà viveva al piano terra della stessa casa in altro appartamento (particella catastale diversa), nessuno pagava Ici in quanto esenti per abitazione principali.
    L’anno scorso ė morto e ha lasciato a me la proprietà del piano sotto in cui lui viveva e la proprietà dell’appartamento del primo piano a mia madre (dove vivevo io). La residenza é sempre stata per tutti la stessa: stessa via, stesso civico, stesso comune.
    Per l’anno scorso non ho pagato Ici ne io ne mia mamma e ora faró la dichiarazione Ici relativa all’anno scorso per entrambi per segnalare esenzione Ici x abitazione principale a partire dal giorno della morte di mio padre.
    Ha senso tutto ció o avrei dovuto fare altro? Per esempio avrei dovuto comunicare a qualcuno lo scambio dei piani?!? La residenza non é cambiata di fatto, no?

    RISPOSTA

    Con l’apertura della successione (data di morte di suo padre), il coniuge supestite (sua madre) diviene titolare del diritto reale di abitazione della casa adibita a residenza familiare (articolo 540, secondo comma, del Codice civile) a titolo costitutivo (Corte di cassazione, sezione tributaria, sentenza 1920 del 29 gennaio 2008). Pertanto, è lei “soggetto passivo” tenuto al pagamento dell’Imu per la casa familiare considerata abitazione principale.
    Per l’appartamento occupato dal figlio, se sua madre ha l’usufrutto, sarà sempre lei a dover pagare l’Imu come seconda casa. Invece, se la proprietà o altro diritto reale di godimento fa capo al lettore, spetta a lui pagare l’imposta come abitazione principale.

  76. buongiorno,
    sono proprietario di un immobile in cui vivo e ho la residenza, e comproprietario al 50% di altro immobile, sito in un altro comune, in cui vive e risiede mia moglie e 2 figli?
    come devo calcolare l’IMU per quest’ultima abitazione?
    Grazie

    RISPOSTA

    L’immobile in cui vive sua moglie (comproprietaria al 50%) con due figli è da considerare abitazione principale con diritto all’aliquota ridotta dello 0,4% (modificabile dal Comune – in aumento o in diminuzione – fino a 0,2%), alla detrazione d’imposta di 200 euro ed alla maggiorazione di 100 euro totali per i 2 figli di età inferiore a 26 anni, purché dinoranti abitualmente e residenti anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
    Il lettore, invece, dovrà pagare per questa abitazione la quota di possesso (50%) con l’aliquota prevista per la seconda casa (0,76%).

  77. Come è noto,la manovra Monti sull’IMU ha abrogato la norma che prevedeva la potestà regolamentare per i Comuni di assimilare a abitazione principale l’immobile dato in uso gratuito a familiari.Per evitare che detto immobile venisse considerato come 2^ casa è prevista la costituzione di un atto di diritto reale di abitazione.La questione mi riguarda personalmente nel senso che io, mia moglie ed un mio figlio , dimoriamo e residiamo anagraficamente in un appartamento di mia esclusiva proprietà considerato a tutti gli effetti prima casa, mentre mia moglie è proprietaria nello stesso comune di un altro appartamento dato fino al 2011 ad uso gratuito ad un altro figlio che vi risiede e vi dimora. Volendo mia moglie costituire verso detto figlio un diritto reale di abitazione con scrittura privata registrata(l’art.1350 4 comma C.C. prevede anche la scrittura privata) divenendo il citato figlio soggetto passivo dell’IMU è legittimo considerare l’appartamento come prima casa con l’applicazione dello 0,4% e relativa detrazione?

    RISPOSTA

    La soluzione individuata è legittima e, se accettata, consente al figlio di pagare l’Imu con le agevolazioni previste per l’abitazione principale. Tuttavia, occorre verificare con il funzionario dell’Ufficio Tributi del Comune se la scrittura privata viene considerata dallo stesso Comune come l’atto notarile richiesto dalla legge.

  78. ATTENZIONE – I QUESITI PUBBLICATI IN CALCE A QUESTO POST NON AVRANNO PIU’ RISPOSTA. PER RIUNIRLI IN MODO ORDINATO IN UN SOLO SPAZIO, SI INVITANO GLI UTENTI AD INSERIRE EVENTUALI NUOVI QUESITI SULL’IMU NEL FORUM FISCALE DI DOSSIER.NET, COLLEGANDOSI ALLA SEGUENTE PAGINA:
    http://www.dossier.net/board/index.php

  79. Buongiorno,
    i miei genitori erano comproprietari al 50% dell’abitazione di residenza. Alla morte di mio padre, mia madre, io e mia sorella siamo diventate comproprietarie per un 1/3. Successivamente mia sorella si è trasferita in un’altra città, dove ha acquistato casa. Io ho continuato a vivere con mia madre nella casa di famiglia e vi risiedo tutt’ora. In questo caso a chi spetta il pagamento dell’IMU?
    Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.

  80. Prima domanda Sono proprietario per 1/6 di un appartamento dove dimora mia mamma proprietaria per 4/6 io vivo in un’altro appartamento dove è considerato abitazione principale e pagherò l’imu al 4, devo pagarae la mia quota di imu al 7,6 sulla quota di quel 1/3 o paga il tutto mia mamma per una quota piena di 6/6.
    Seconda domanda per un mio caro amico Se risiedo in an’appartamento di mia proprietà il quale è dato anche in locazione a degli amici con contratto registrato 4 + 4 dove percepisco un reddito (non ospitanza) come devo pagare l’imu
    Ringrazio anticipatamente

  81. sono comproprietaria al 50% con mio marito di un box da considerarsi pertinenza dell’abitazione di cui lui e’ unico proprietario a seguito di donazione. Posso usufruire anche io dell’aliquota ridotta o devo pagare come altro immobile?
    grazie

  82. Io e mio fratello abbiamo ereditato da ns padre due appartamenti, sul testamento c’è scritto che sull’alloggio spettante mio fratello e in cui abita la compagna di mio padre, mio fratello e proprietario della nuda proprietà e la compagna gode di vitalizio.
    Ora mi domando deve pagare ugualmente la tassa imu?
    grazie

  83. I miei figli minori hanno ereditato dai nonni paterni la casa dove risiediamo. Io come genitore devo dichiarare in dichiarazione la proprietà di questa casa, ai fini Imu ho diritto alla detrazione di € 200,00?

  84. io e la mia ragazza abbiamo una casa cointestata,abitazione principale e unica casa con garage e posto macchina privato,e una figlia di 10 anni.Quindi non essendo sposati ai fini imu come siamo messi?Il pagamento è unico o ogniuno lo deve fare per se ? qualcuno sa rispondere grazie mille.

  85. Vorrei sottoporre alla Vs. cortese attenzione il seguente quesito: se tra due coniugi, il marito è venuto a mancare il 20/02/2012, la moglie in base al diritto di abitazione, diviene il soggetto passivo dell’IMU al 100%.
    Come bisogna procedere per il calcolo e come suddividere la detrazione dei 200 euro spettanti? Bisogna compilare un mod. F24 per il defunto fino al 20/02/2012(a saldo) e un altro alla moglie per la restante parte dell’anno?
    Se è corretto, arrivati a dicembre, se il comune deliberasse una percentuale superiore al 4 x mille, bisognerà conguagliare anche l’Imu del coniuge defunto??? Attendo risposta e ringrazio.

  86. Buon giorno,

    io e i miei genitori siamo proprietari di un appartamento.
    Premetto che sono figlio unico e unico erede naturale.
    Per questioni di spazio (ho 3 figli), 5 anni fa abbiamo deciso di vivere uno a casa dell’altro.
    Non abbiamo fatto atti notarili per il cambio delle proprietà per non avere delle spese considerate allora inutili.
    Ci siamo informati con il nostro comune (Prov. di Milano) e ci ha confermato che dobbiamo pagare entrambi l’IMU come seconda casa. A questo punto ci siamo informati con uno studio notarile per vedere se fosse conveniente sistemare la “questione” con un atto registrato.
    Il notaio ci ha fatto presente (contro il suo interesse) che secondo lui non è necessario fare l’atto perchè dovremmo pagare entrambi l’IMU come prima casa, in quanto è trascorso un determinato lasso di tempo.
    Abbiamo successivamente fatto presente la cosa al nostro comune, che insiste dicendoci che dobbiamo pagare entrambi come se fossero seconda casa….

    Adesso non sappiamo come comportarci, please help !!!

    Grazie e saluti

  87. Salve, sono proprietaria al 66% di una seconda casa data in comodato d’uso gratuito a mio figlio con un’invalidità al 100% (disabile mentale).
    Vorrei sapere se mi tocca pagare l’IMU come seconda abitazione o esiste un’esenzione dal momento che è occupata da una persona disabile?

    Grazie e Saluti

  88. Possediamo io e mia moglie, un’abitazione in comunione dei bene e pertanto l’IMU viene pagata la somma diviso due. Considerato che la mia famiglia è monoreddito poichè mia moglie non lavora, non sarebbe il caso di riguardare la legge per far si che questo tipo di famiglia monoreddito non sia penalizzata nei confronti delle famiglie dove lavorano 2 persone? Nel caso c’è qualche comma della regolamentazione che lo prevede? Considerano il lavoro di casalinga utile per la società ma al momento di valorizzarlo non viene mai considerato. Grazie cordiali saluti

  89. Mia madre risulta comproprietaria (catastalmente) di diversi fabbricati per una quota di 1/20 con altri cugini.
    Realmente i fabbricati sono sono abitati ed utilizzati sa uno solo che vive in questi fabbricati da diversi anni.
    Come si deve comportare mia madre per il pagamento dell’IMU? Deve pagare come risulta in catasto 1/20 oppure, visto che realmente sono utilizzati di fatto, da chi ci abita…
    Grazie

  90. Nel caso di abitazione principale e due pertinenze C/2 è possibile, secondo le nuove norme, considerare una sola pertinenza ai fini dell’agevolazione quale abitazione principale.
    L’abitazione (A/2) e le due pertinenze (C/2) sono di proprietà di madre coniuge superstite (e, quindi, con diritto di abitazione ex art. 540 c.c.) e di due figli (di cui uno ivi residente). La domanda è la seguente: i 2 figli sono esentati dal pagamento dell’IMU su tutte e tre le unità immobiliari oppure su una delle due pertinenze (la seconda C/2 non includibile nelle agevolazioni quale abitazione principale) non si può applicare il diritto di abitazione e, quindi, sono soggetti passivi IMU? Oppure la madre con diritto di abitazione paga totalmente l’IMU su [A/2+C/2 (prima pertinenza) con agevolazione abitazione principale] +[C/2 (seconda pertinenza) con applicazione dell'aliquota del 0,76%]?. Grazie.

  91. Vedova con due figli minori intestatari di una abitazione di 1/3 ciascuno, come seconda casa, i figli minori
    devono pagare l’IMU. Grazie

  92. Buongiorno, non ho trovato quesiti adatti al mio caso, volevo sapere a chi spetta nel caso di separazione il pagamento dell’imu di un immobile di proprietà al 50% con il mio ex marito, a me assegnato, il mio ex marito nel 2012 ha ereditato un sesto della casa di proprietà di suo padre nella quale ha la residenza (il comune è lo stesso), grazie

  93. salve, io e mia sorella abbiamo ereditato al 50% la casa di nostra madre deceduta e dove dove abitavamo al momento del decesso; mia sorella vive con mio padre altrove mentre io vivo ancora in quella casa.
    Chi deve pagare l’imu e in che misura?
    grazie mille

  94. Buongiorno, desidererei una risposta al mio quesito: al momento del suo decesso, mio padre, proprietario dell’appartamento in cui viveva con la seconda moglie (non mia madre) ha lasciato con testamento olografo a me unico figlio, sposato e residente altrove, 2/3 dell’immobile e al coniuge 1/3 più il diritto di abitazione.
    Non usufruendo di nulla per quell’appartamento, devo versare l’IMU e in che misura?
    Grazie per la cortese risposta.

  95. Complimenti per il sito.
    La questione è questa:
    posseggo la casa principale con mia moglie a 50% cadauno; mia moglie possiede, inoltre, un box auto di pertinenza al 100%.
    E’ corretto pagare l’IMU considerando l’abitazione principale al 50% per entrambi e il box al 100% solo per mia moglie?
    Grazie

  96. madre vedova e 2 figli maggiorenni hanno avuto in eredita’ un alloggio dal padre defunto;nell’alloggio risiede lavedova e un figlio,come va calcolata l’imu? grazie

  97. buone informazioni

  98. insieme a mia sorella siamo proprietarie della casa dove abitano i nostri genitori e che sono anche usufruttuari.
    Ho acquistato un’altra casa , dove vivo e sono residente
    quale risulta essere la mia prima casa sulla quale pagare l’Imu?
    la casa dove abitano i nostri genitori e che ne hanno l’usufrutto cosa risulta essere per me : prima o seconda casa, chi deve pagare l’IMU?
    grazie

  99. Salve,
    ho un quesito: io e il mio compagno abbiamo acquistato la casa il 27 Gennaio con rogito in cui era specificato che avremmo chiesto le agevolazioni prima casa. La residenza effettivamente è stata presa da entrambi ad Aprile. La domanda è : da gennaio ad aprile dobbiamo pagare l’imu come seconda casa? Grazie

  100. Buongiorno,
    ho bisogno di un chiarimento importante. Ho acquistato 5 anni fa una casa come “prima casa” con le agevolazioni fiscali e relativo mutuo. Mi sono dovuta trasferire per motivi di lavoro e ad Aprile 2012 l’ho affittata. Come devo pagare l’IMU? Prima casa da Gennaio ad Aprile 2012 e seconda casa da Aprile a Dicembre 2012?
    Grazie.

  101. Ho un caso un pò particolare… ho costruito con i mie genitori una villetta bifamiliare su un terreno che era in proprietà indivisa in questo modo:
    - al 50 di mia piena proprietà
    - al 50 mio nuda proprietà con usufruttuari alla pari i miei genitori (25% per ognuno)

    Questa situazione è stata riportata (secondo me erroneamente) nell’accatastamento di entrambe le due porzioni delle case ed ora per entrambi gli immobili la situazione è la seguente:

    - 50% io piena proprietà
    - 25% usufrutto mia madre (io nudo proprietario)
    - 25% usufrutto mio padre (io nudo proprietario)

    come devo regolarmi con l’IMU???

  102. Buonasera,
    sono proprietaria di una casa avuta in donazione dove ha residenza il donatore (mio padre),
    io abito in un altro comune e non ho nessun’altra casa di proprietà.
    Chi è tenuto a pagare l’IMU?

  103. sono proprietario al 22% di un immobile al pari di mio fratello e mia sorella, l’altro 33% di mia madre causa successione. Qusto immobile è abitato da mia sorella in comodato mentre mia madre e mia fratello
    dispongono di una prima casa di proprietà.
    io non disponendo di nessun’altra proprietà abito in affitto: dovrei pagare l’IMU come seconda casa relativamente alla mia quota pur no disponendo di una prima casa?
    Grazie
    Cordiali saluti
    Gianfranco

  104. buongiorno, ho la nuda proprietà per 5/6 e 1/6 invece risulta di proprietà,di una casa avuta in donazione dove non ho la residenza. in questa casa Risiede mio padre, che dopo la morte di mia madre, ha il diritto di abitazione. chi è tenuto a pagare l’imu? Qualcuno mi dice ke devo pagare la quota di 1/6 come seconda casa, qualcun’altro dice che deve pagare solo papà.
    vi ringrazio in anticipo.

  105. alla morte di nostro padre, abbiamo ereditato la casa di famiglia, composta da due piani + box , nel primo abitiamo io e mia mamma , nel secondo mio fratello con la moglie e la figlia. come viene ripartito il calcolo dell’imu , visto che risultiamo comproprietari per 1/3 e che fino allo scorso anno mia madre abitava e ha sempre pagato l’ici per la prima casa ??

  106. a seguito del decesso di mio padre,ho acquistato la proprietà dell’immobile per successione erditaria.
    Sullo stesso immobile abitiamo io,una sorella e mia madre,una seconda sorella invece risiede in altro comune.
    come dobbiamo comportarci per il calcolo dell’Imu?
    E’ corretto affermare che il pagamento dell’imposta deve essere effettuato per intero dal coniuge superstite in quanto titolare del diritto di abitazione(ex art 540 del cod.civ) usufruendo delle agevolazioni per l’abitazione principale?
    e i figli cosa devono fare?e la sorella residente in altro comune?
    siamo tenuti al pagamento dell’Imu?

  107. volevo sapere un chiarimento: un immobile è di nuda proprieta’ di sei figli,che non hanno la residenza nella stessa,l’usufrutto è dato ai genitori di cui uno è deceduto, mi chiedevo l’imu la deve pagare per intero l’usufruttuario superstite con l’agevolazione della prima casa o il rimanente 50%va ai nudi proprietari
    grazie

  108. Buonasera,
    scusate ma non ho chiaro come è ripartita la detrazione per il figlio a carico nel caso che i genitori siano in possesso di quote diverse della proprietà della casa (75%-25%).

    E’ comunque ripartibile al 50% o in base alla % di possesso o è possibile indicare anche il 100% per uno dei due genitori ?

    Grazie.

  109. Coniugi in separazione dei beni ognuno dei quali ha intestato uno dei due appartamenti contigui ed intercomunicanti, con due rendite separate naturalmente allo stesso indirizzo di residenza. Utenze gas e luce separate per abitazioni e intestate ai rispettivi proprietari e Tarsu pagate senza agevolazioni …

  110. A seguito dei decessi di entrambi i genitori alla fine del 2011,come dobbiamo comportarci (3 figli eredi) in merito alla quota Imu 2012 se non e´ancora stata fatta una divisione sull´immobile di proprietà dei defunti genitori…

  111. Da conteggi effettuati,a Dicembre dovro’ pagare a saldo E.5,00;posso pagare con l’F24 tale importo anche se inferiore ai 12 Euro?Faccio presente che a Giugno ho gia’ versato in acconto E.60,00.Ringrazio e porgo distinti saluti.

  112. In riferimento all’E-Mail odierno,comunico con dispiacere che causa interruzione collegamento il quesito non e’ stato formulato come dovuto.Chiedo cortesemente non prendere in considerazione l’accaduto scusandomi tanto.Distinti saluti.

  113. A tutt’oggi,non ho ricevuto risposta al mio commento n:111.Confidando nella Vs/disponibilita’ ringrazio e porgo distinti saluti.

  114. Da circa 5 mesi ho deciso per incompatibilità caratteriale di separarmi da mio marito. insieme dapprima in maniera civile abbiano unitamente a nostri due figli uno maggiorenni l’altra minorenni stipulato un accordo.mio marito restava nella casa di proprietà di entrambi pagando a me metà del fitto. il ragazzo maggiorenne restava con il padre la ragazza con la madre con la possibilità di entrambi i figli di vivere a casa dell’uno o dell’altro . Non ho chiesto mantenimento ne per me ne per mia figlia .
    ora a seguito di una relazione del mio ex marito quest’ultimo ha cambiato visione, prima togliendomi le chiavi di casa poi impedendomi di mettere piede nella casa di comune proprietà arrogandone il diritto alla privace tra l’altro mai da me violata. Premetto che la nostra udienza è stata fissata in ottobre di questo anno. Chiedo può mio marito impedirmi sia di avere le chiavi sia di non mettere piede nella nostra casa ancora indivisa?

  115. Gentili signori, il 12 aprile vi ho posto questo quesito, insieme ad un altro che ometto:
    1. Ho ereditato da mia moglie defunta i due terzi dell’abitazione con diritto di abitazione, come da legge. L’altro terzo è andato ai suoi fratelli che hanno ciascuno casa dove abitano. Chi deve pagare l’Imu? O si deve pagare pro-quota di possesso?
    …..
    Giangiacomo
    Mi avete risposto così:
    RISPOSTA

    Per la casa ereditata da sua moglie defunta, sarà lei il “soggetto passivo”, in virtù della titolarità del diritto reale di abitazione previsto dall’articolo 540, secondo comma, del Codice civile e dovrà, quindi, pagare l’Imu con l’aliquota ridotta del 4 per mille, modificabile (in aumento o in diminuzione) fino a 0,2 punti percentuali, trattandosi di abitazione principale. Per tale immobile ha diritto alla detrazione d’imposta di 200 euro, rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione.
    I fratelli di sua moglie dovranno pagare l’Imu per 1/3 della quota ereditata, con l’aliquota di base dello 0,76%, modificabile (in più o in meno) sino a 0,3 punti percentuali da parte del Comune.
    SEMBRA, DA QUANTO SCRIVETE, CHE I COEREDI DEBBANO PERTECIPARE ANCHE LORO AL PAGAMENTO. IL COMUNE, CHE HO INTERPELLATO, MI DICE CHE DEBBO PAGARE SOLO IO. QUALE RISPOSTA è ESATTA? E SE AVETE RAGIONE VOI COME POSSO CONFUTARE LA RISPOSTA DEL COMUNE? VI FACCIOM PRESENTE CHE IL NOTAIO MI HA DETTO CHE BISOGNA PAGARE SECONDO LA QUOTA DI POSSESSO, E CHE IO, ESSENDO RESIDENTE IN QUESTA CASA HO DIRITTO ALL’ALIQUOTA PRIMA CASA E ALLA DETRAZIONE DEI 200 EURO!
    IN ATTESA GRAZIE DI NUOVO
    GIANGIACOMO

    RISPOSTA

    Gentile Giangiacomo,
    come scritto in grassetto rosso nel post principale e nei post n. 46 e n. 55, la normativa sull’Imu ha subìto aggiustamenti e modifiche nel corso del primo semestre 2012; pertanto, “alcune delle risposte date” in base alla “normativa allora in vigore” si sono rivelate “obsolete” rispetto alle regole approvate successivamente.
    Il suo quesito risale al 12 aprile ed è precedente ad alcuni atti esplicativi della disciplina Imu.
    Allo stato attuale, la risposta che le ha fornito il Comune è corretta: lei è tenuto al pagamento dell’Imposta Municipale Unica, mentre ne sono esenti i coeredi. Inoltre, lei ha diritto alle agevolazioni previste per l’abitazione principale.
    Il parere del notaio, riferito al possesso, è conforme a quanto da noi scritto.
    Per gli altri utenti che dovessero leggere questa risposta, precisiamo che essa viene data in via eccezionale, in quanto di comune interesse e che eventuali ulteriori quesiti vanno pubblicati nel forum dedicato ai problemi fiscali. Ci si può collegare allo stesso forum, cliccando sul seguente link: http://www.dossier.net/board/index.php.
    Infine, come già segnalato, ricordiamo di nuovo che le risposte date in questa pagina sono basate sulla normativa contingente; di conseguenza, è bene prestare attenzione alla data dei post.

  116. Salve volevo chiedere un informazione. Ho una casa cointestata a me e alla mia ex ragazza. Stiamo pagando un mutuo e attualmente la casa che é al 50 per cento mia e 50 sua è in vendita. La mia ex da due anni vive con il suo nuovo compagno e io vorrei momentaneamente vivere in questa casa con la mia nuova compagna. Pagherei il mutuo tutto io finche non si vende ma la mia ex non vuole. La casa è da due anni vuota Legalmente parlando puo farlo?